SIAMO TUTTI TAFAZZI

Uno dei personaggi più noti creati da qui geni della comicità che sono Aldo, Giovanni e Giacomo si chiama Tafazzi, ed è un ometto che ama colpire violentemente con una bottiglia ….il proprio patrimonio riproduttivo.

Più gli anni passano e più il Siena assume le sembianza di Tafazzi: quando non ce le danno gli altri, le botte sul patrimonio ce le diamo da soli.

La differenza sostanziale è che il Tafazzi che si da le bottigliate ci fa ridere, il Siena ci fa incazzare.

Prima di analizzare la notizia che oggi è stata al centro delle discussioni di tutti i tifosi, vorremmo esprimere il nostro totale disappunto per la sua divulgazione alla vigilia di un importante appuntamento come la partita di Udine, assolvendo totalmente La Nazione che non ha fatto altro che il suo dovere di informare i lettori. Che anche in questo caso si sia davanti ad una carenza di gnegnero?

E veniamo al fatto.

La Banca Monte dei Paschi e Stronati sarebbero, se non ai ferri corti, in una fase di attrito, situazione creatasi per una situazione finanziaria che non trova i due soggetti sulla stessa lunghezza d’onda.

Non sappiamo, se non per sentito dire, i reali termini dell’operazione , l’unica cosa certa che si tratterebbe di garanzie che la Banca avrebbe chiesto davanti ad una nuova richiesta di finanziamento da parte del Siena, finanziamento resosi necessario dopo la dispendiosa campagna acquisti.

Lasciando da parte i termini del contendere che non ci è dato di conoscere e quindi di non essere nelle condizioni di esprimere un giudizio, non possiamo esimerci da esprimere una nostra valutazione in merito.

Premesso che noi siamo convinti della bontà del progetto Stronati è evidente che qualcosa, nella sua attuazione, non è andata nel verso giusto. Almeno fino ad ora.

Il proprietario del Siena, e questo è noto a tutti, è Stronati per l’80% e Progetto Siena per il rimanente 20% ma nessuno può disconoscere al Monte dei Paschi un ruolo di vitale importanza nella gestione della Robur.

Una delle condizioni, la più importante, che il Monte dei Paschi ha chiesto al nuovo proprietario, al momento dell’ acquisto del pacchetto azionario, è stata quella di mantenere sempre sotto controllo l’aspetto contabile della società, evitando di trovarsi in situazioni di sofferenza che avrebbero richiesto nuovi interventi. Da quanto ci è dato di capire e certe voci, anche provenienti dall’interno della stessa società, ci confermano, questa attenzione sarebbe, ultimamente, venuta meno.

Questo perchè la maggior parte delle risorse disponibili quest’anno sono state convogliate su una campagna acquisti dispendiosa ma, forse, non del tutto su misura per una società come il Siena.

Come possiamo presentarci ai nastri di partenza con una rosa di 33 giocatori, essendo fuori dalla Coppa Italia e da quelle Europee?

E’ vero che abbiamo acquistato o riscattato fior di giocatori su cui è facile pronosticare un’importante plusvalenza, ma è altrettanto vero che troppe sono le scommesse e che qualche giocatore, per quanto bravo, difficilmente troverà spazio, nonostante l’alto valore di mercato e la conseguente cifra sborsata.

Anche l’organico societario e tecnico contribuisce alla situazione

Siamo passati da una società gestita da De Luca, Osti, Perinetti e Muzzi ad una in cui ci sono fior di professionisti, con contratti pluriennali, e relativi costi, senza che, dall’esterno, si sia notata una netta differenza. Possibile che non esista una via di mezzo e, soprattutto, meno dispendiosa?

Siamo stati entusiasti nel constatare che finalmente, dopo 104 anni, la Robur era al centro di un progetto serio e credibile tanto quanto ora temiamo che tutto possa nuovamente finire.

Nel nostro piccolo crediamo che si possa arrivare ad un chiarimento- speriamo definitivo- e la nostra speranza si basa su certezze e non su chiacchiere.

Certezze che derivano dalla volontà della Banca di contribuire a tenere alto il nome della Robur, ampiamente dimostrata in questi ultimi anni e dalla credibilità del progetto costruito da Stronati.

Sicuramente ci sarà da rivedere qualche cosa, forse più di una, ma sarebbe un delitto fermarsi ora e per questo

ci auguriamo che tutto finisca in una bolla di sapone e che si possa continuare a credere in un futuro stabile per la Robur,

Lo chiedono le 10.000 persone che popolano il Rastrello e una storia che troppo spesso ha rischiato di essere riscritta da capo. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimi