Siamo la Robur, sono gli altri che si devono preoccupare!

Una domenica senza calcio, uno stop necessario per riprendere fiato e recuperare energie per la volata finale. Dopo la vittoria sulla Virtus Flaminia, complice la sconfitta del Poggibonsi, la Robur ha conquistato il primo posto della classifica in solitario.

Con i viterbesi non è stata una passeggiata, ma quello che contava era il risultato finale, per la classifica e per lenire  le ferite della sconfitta di San Giovanni che poteva portare strascichi imprevisti e pericolosi.

Con sacrificio, con grande impegno con volontà la squadra ha portato in fondo la vittoria, un balsamo importante per allontanare le paure che inevitabilmente accompagnano giocatori giovani o comunque con esperienza limitata, che sono stati chiamati a recitare su un palcoscenico importante come quello di Siena.

La prova, seppur con qualche comprensibile affanno, è stata superata e i benefici psicologici sono ben maggiori di quanto si possa immaginare.

La squadra, dal giorno del raduno, sta spingendo al massimo sull’acceleratore, consumando enormi energie fisiche e psichiche- Quando si sente il peso di una maglia gloriosa come quella della Robur, si mettono le ali ai piedi, si moltiplicano le forze, si da sempre il massimo, alla rincorsa della vetta. Il bello, si fa per dire, arriva quando hai scalato tutta la classifica e ti accorgi che, per quanto sei stato bravo, ci sono altre compagini che lo sono state altrettanto, che ti sono vicine, pronte ad approfittare di ogni tuo errore. Subentra la paura, quel sottile malessere che non ti permette più di fare quelle cose con la consueta naturalezza, che ti fa pensare un attimo in più per paura di sbagliare ed è la volta che sbagli, che ti fa arrivare in affanno su qualche pallone.

Questa situazione, per il recente passato, è maggiore a Siena che non in altre piazze, abituate alla serie D o al massimo alla C2.

Da qui alla fine il gioco si fa duro, più del solito, più di quanto siano le difficoltà reali, perché quando il traguardo si avvicina è inevitabile che subentri il timore di non farcela, la paura di vedere sfumare sul traguardo un anno di sacrifici. E che sacrifici! Ma la Robur ha un’anima, una forza, ha dei valori che altri non hanno e questo alla fine farà la differenza. Valori veri, tecnici e morali, passione pura, amore incondizionato. Senza arroganza, ma dopo lucida analisi, siamo la Robur, sono gli altri che si devono preoccupare.

Vincere un campionato non è mai facile, in nessuna categoria, in nessuno sport. In questa avventura siamo tutti sulla stessa barca, impegnati a realizzare un progetto nato tra mille difficoltà, tutte superate grazie ad uno staff  tecnico, una squadra, una società e una tifoseria che da subito si sono fusi in un un’unica entità. Dal niente è nata la Robur, dal niente è nato un sogno, dal niente nascerà il nostro futuro. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online