SI PUO’ FARE di Tommaso Refini

A sette giornate dalla fine del campionato, le quotazioni di Piazza Italia vedono in ribasso il Genoa Cricket and Football Club, stabili le azioni della Robur e in forte crescita quelle dell'Unione Sportiva Città di Palermo. Tutti sulla carrozza numero ventisette, stipata come un vecchio Omnibus all'ora di punta. Prossime fermate il derby della Lanterna, l'Adriatico di Pescara e il Bologna di Pioli, rosanero il tempo di un'estate prima di legarsi al BFC. Ogni domenica c'è chi sale e chi scende, in un listino pazzo che non concede investimenti sicuri.

Sulla carta il Genoa e' la squadra più attrezzata, anche se molto dirà la stracittadina: per il Grifone vincerla significherebbe spiccare il volo, in classifica e nel morale; perderla, invece, sarebbe un invito a nozze per i fantasmi della stagione scorsa. Anche il Palermo, sempre stando a quella benedetta carta, ha qualcosa in più del Siena: nello specifico, un paio di individualità capaci di rompere l'equilibrio quando la squadra non ha la forza di imporsi. E meno male che Zamparini si e' complicato la vita da solo: avesse permesso a Perinetti e Sannino di lavorare con serenità, molto probabilmente oggi le aquile vanterebbero otto o nove punti in più, godrebbero ancora del talento di Brienza e le speranze della Robur sarebbero ridotte all'osso. Meglio così, con tanti ringraziamenti al numero uno rosanero e anche al pur bravo direttore Lo Monaco, che ha contribuito alla caduta libera del Palermo con una strategia della tensione del tutto improduttiva.

Si può fare, cantava Angelo Branduardi una ventina d'anni fa. Si può fare, si può fare, si può prendere o lasciare. Si può fare perché la carta di cui sopra, a meta' aprile, non conta più nulla vivaddio: chi alberga nei bassifondi lo merita, con la certificazione del campo. Il Siena ha palesato limiti evidenti nelle partite in cui la vittoria era d'obbligo e in fase offensiva urgono soluzioni nuove, a costo di mettere a repentaglio un po' del fondamentale equilibrio che Vergassola e compagni hanno sempre dimostrato. Ma i bianconeri sono comunque in piena corsa e non esiste un solo motivo per cui la squadra, la società e l'ambiente non debbano credere alla possibilità di centrare un traguardo storico.

Si può fare perché la penalizzazione iniziale concede una via d'uscita che le altre non hanno: in linea teorica la Robur può retrocedere a testa alta, dunque può giocarsela più serenamente (per quanto possibile ovviamente), mentre alle rivali non e' concesso alcun piano B, per l'importanza dei club e per le aspettative iniziali completamente tradite. Ciò che rappresenta un ulteriore stimolo per il Genoa e il Palermo, e' al tempo stesso un'arma a doppio taglio: e' ben noto, infatti, quanto sia rischioso e logorante giocare con il fuoco, specialmente in piazze già calde di per se'.

Si può fare perché nel calcio non esistono ultimi appelli, ma solo tappe di avvicinamento alla sentenza definitiva, importanti quanto si vuole ma non esattamente decisive: con l'Atalanta sembrava finita e non lo era; idem con il Cagliari e domenica con il Parma, perché il Siena non ha vinto, ma e' ancora in piena corsa. Ricordiamocelo, se e quando malauguratamente venissero falliti altri tentativi.

Che sia un cammino estremamente difficile e' risaputo, come e' altrettanto vero che tendenzialmente il calcio punisce chi perde per strada punti preziosi; che la concorrenza abbia qualche freccia in più all'arco, lo abbiamo scritto anche sopra; che un osservatore esterno, molto probabilmente, punterebbe su una fra Genoa e Palermo, lo immaginiamo. Ma nulla di ciò autorizza a mollare la presa, riducendo a mera speranza quella che, invece, dovrebbe ancora essere a tutti gli effetti una convinzione, basata sull'imprevedibilità del calcio, ma anche su elementi concreti: il fatto che il gruppo, nonostante i propri limiti, abbia dimostrato sul campo di valere più della concorrenza; il fatto che, grazie alla nuova guida tecnica e alle motivazioni dei tanti nuovi arrivati nel mese di gennaio, il Siena abbia saputo rialzarsi come Lazzaro; il fatto che la Robur sia padrona del proprio destino, perché verra' premiata se, nell'ultimo mese, saprà fare anche soltanto gli stessi punti delle rivali; il fatto che lo scontro diretto con il Chievo offra la possibilità di accorciare la classifica, se non di riportare a terra anche i mussi volanti; il fatto che il recupero di Pozzi sia proprio ciò che serviva per vivacizzare la fase d'attacco, che necessita di correttivi a difese schierate; il fatto che, dal punto di vista dell'applicazione e della serietà, ben pochi appunti possano essere mossi nei confronti dei bianconeri. Non si sminuiscano questi fattori, fermo restando che l'anticipo di Pescara e la partita con il Chievo non saranno tappe definitive, ma certamente incideranno molto in un senso o nell'altro. Si rifletta su tutto ciò, evitando di fare tabelle che hanno poco senso a settimane di distanza: affrontare la Fiorentina, il Napoli e il Milan ancora in lotta per i rispettivi traguardi, per esempio, non e' come incontrarle a griglia definita per l'accesso all'Europa. Dunque non si mettano limiti alla provvidenza e al campionato: chissà mai che, una buona volta, il vento non decida di soffiare dalla parte del Siena. Se non sarà così, pazienza: ce ne faremo una ragione, tanto e' dall'estate scorsa che la Robur vive in trincea. (Tommaso Refini)

Fonte: Fedelissimo online