SI PLACA (PER ORA) LA CONTESTAZIONE, MA IL FUOCO COVA SOTTO LA CENERE

Alla fine anche Giampaolo ha potuto lasciare il pullman, ma la contestazione, sempre rimasta sui binari, non è finita.

Il Siena ultimo in classifica, per la prima volta in solitario da quando milita nella massima serie, non ci piace e se qualcosa si può fare, questo deve essere fatto al più presto.

E’ questo il grido che si è sollevato dalle tribune e che è stato ribadito all’Hotel Garden, non c’è più tempo da perdere, abbiamo sempre detto che quello che conta sono i fatti e questi non danno adito a troppe interpretazioni.

La rottura con la società bianconera e con l’allenatore si sta avviando ad un punto di non ritorno e rimanere in questo immobilismo totale equivarrebbe a dare il via ad una “guerra” dagli effetti devastanti.

La tifoseria senese ha perso la pazienza e non per un rigurgito isterico, ma perché ha conservato la propria identità battagliera e non accetta supinamente l’involversi di una situazione che, da quanto abbiamo visto fino ad oggi, non porterà a niente di positivo.

Perdere con la Juventus era in preventivo, non lo era ritrovarsi staccati all’ultimo posto della graduatoria e con alle porte un impegno difficile da affrontare e da non perdere.

Dalla partita di oggi sono emerse note positive, come Jajalo ed Ekdal, il ritrovato “animus pugnandi” e un migliorato equilibrio in campo, ma anche conferme sulle condizioni precarie di qualche giocatore che meriterebbe un po’ di riposo. Magari a favore di chi potrebbe mettere in campo oltre la tecnica la rabbia accumulato in tante giornate vissute ai margini.

Se si vuole veramente  raggiungere la salvezza si deve dare una netta sterzata all’andazzo attuale e l’occasione ci sarà data dalla partita di mercoledì a Bologna.

Non esistono partite della vita a trenta domeniche dalla fine del campionato, ma una sconfitta in terra emiliana sarebbe micidiale per il morale e per le speranze di salvezza.

Attualmente l’imperativo è quello di limitare i danni da qui a gennaio -se con Giampaolo o con un altro tecnico saranno i prossimi appuntamenti a deciderlo – per poi cercare quei rimedi tecnici che sarebbe da irresponsabili non ritenere necessari. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online