Show bianconero a “Quelli che il calcio…”

Domenica 15 maggio 2011. Va in onda sulla rete nazionale RAI 2 il consueto programma condotto dalla Simona nazionale ”Quelli che che il calcio”. Programma fra il serio e il faceto che da anni spopola in quella fascia oraria commentando il nostro massimo Campionato (nel quale ci auguriamo di essere oltre che partecipanti anche protagonisti l’anno che verrà) fra collegamenoti in diretta sulle partite e gags variopinte. In tutto questo spettacolo domenica viene inserito un giusto riconoscimento alle due squadre regine della Serie B: Siena e Atalanta. Come prevede il copione esse vengono rappresentate da personaggi più o meno illustri. Il Siena infatti presentava, oltre ad un chicchero pescato chissà dove, Troianello e Vitiello.Interpreti della cavalcata gloriosa dell’anno 2010-2011. L’inizio è stato scoppiettante con un Troianello guascone e impertinente come si conviene ad un partenopeo verace e un Vitiello più contenuto, stile anglosassone con lo scopo mal celato di fare da moderatore allo scatenato Troianello. Tipo fratello maggiore. In mezzo, una apparentemente imbarazzata Ventura che lotta per non farsi prevaricare dal Gennarì che si agitava simpaticamente sulla seggiola cercando di prendere il microfono alla procace conduttrice. Ma a parte le inevitabili battute e richiami alla magnifica avventura bianconera c’è spazio di notorietà anche per la tifoseria. Infatti si presenta, come ospite, la cantante Noemi. Interprete della canzone che ha dato la melodia ad uno dei cori più belli e veri degli ultimi anni. “Che bello è quando esco di casa per andare allo stadio a tifare la Robur …. ”Parafrasando i versi della canzone originale. E infatti la Ventura opportunamente imbeccata, suggerisce alla simpatica cantante romana che la curva senese ha creato un canto di gioia prendendo spunto dalla sua melodia. La cantante, già al corrente, si mostra lusingata e felice che la sua canzone sia cantata da un popolo intero festante ribadendo che però lei è tifosa della Roma, inconsapevole forse del fatto che i nostri rapporti con la Capitale, sponda giallorossa, non siano idilliaci e non certo per colpa nostra. Ma tant’è. Resta il fatto che in primis questa seppur piccola opportunità ci fa già sentire il profumo dell’agognata massima serie. Infatti è fin troppo evidente che il calcio in Italia al momento è rappresentato dalla serie A. Riflettori accesi, televisioni e attenzione mentre chi si dibatte dignitosamente in serie inferiori, soprattutto se non ha alle spalle un blasone importantissimo, in pratica è quasi un invisibile. La dura legge dello spettacolo. E poi che, grazie ai nostrani usignoli culturalmente avvezzi ad intonare cori e crearne sempre di nuovi, grazie al Maffo è bene ribadirlo e non ad altri, siamo in grado di essere citati anche in trasmissioni a livello nazionale e che quindi abbiamo una curva originale e sicuramente creativa e gioiosa. Cosa questa, nel mondo del calcio italiano, da non disprezzare. Mondo dove invece le tifoserie si fanno notare sovente più per altre manifestazioni che con il calcio hanno poco a che fare. Infatti andare a tifare per la propria bandiera non dovrebbe, a parer mio, essere un modo per sfogare le proprie insoddisfazioni sempre e comunque. Quando c’è da contestare lo si fa e senza indugi ma quando c’è da godere, ballare e cantare, cioè divertirsi. Noi siamo lì pronti a farlo, e non è da tutti, anzi speriamo che sia l’occasione per aumentare il livello di libidine che quest’anno ci ha ripagato ampiamente di stagioni storte e tristi. Che bello è…..

 F.C.

 Fonte: Fedelissimo online