Sgravi ai club femminili e di C per aiutare il professionismo.

Un ordine del giorno per aprire la strada al professionismo femminile di calcio e basket, e aiutare la serie C. Durante la discussione del ddl «sport» (che ha accolto e riformulato l’emendamento di Laura Boldrini sulla parità di opportunità) approvato ieri alla Camera (267 favorevoli, 75 contrari e 94 astenuti ora il Senato), è stato approvato un testo (prima firmataria la leghista Ketty Fogliani) che «impegna» il Governo, e ci sarebbe già una disponibilità di Giorgetti rispetto a questo invito, a investire nell’allargamento del professionismo, costruendo però una serie di anticorpi per le società. In pratica, in cambio della nuova «condizione», vengono concessi dei crediti d’imposta. Finanziati con un fondo di «circa 10 milioni per il 2020, 12 per il 2021, 15 per il 2022 per le spese sostenute e documentate relative dei lavoratori sportivi e in particolare dei giovani atlete e atleti». A ogni club potrà essere riconosciuto un credito d’imposta per un massimo di 240mila euro per il 2019, 264mila per il 2020 e di 290mila per il 2021. Ora si tratta di capire la messa a terra del provvedimento, in quali ambiti sportivi sarà applicato.

Per il sottosegretario Simone Valente (5 Stelle) con il disegno di legge sport si fa un «primo passo verso il definitivo superamento del dilettantismo e del professionismo». Una scelta che dovrà ora essere riempita dalle deleghe affidate dalla legge «sport» al Governo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport