SGANGA: NON E’ STATO UN MERCATO FALLIMENTARE

E’ stato Pier Paolo Sganga, entrato nella società bianconera con l’avvento della famiglia Mezzaroma – a lui la delega agli Affari generali – a fare le veci del presidente alla presentazione di Tziolis e Pratali. Sganga ha spiegato i perché e i per come dei movimenti del Siena durante il mercato di gennaio e quali saranno le mosse della nuova proprietà nell’immediato, prossimo e anteriore futuro.

La società. “Tante delle critiche che stiamo ricevendo avremmo potuto evitarle se avessimo acquistato il Siena il 2 di febbraio. Sarebbe stata una scelta di comodo. Invece, no, tutti, il presidente per primo, ci crediamo, crediamo che il Siena nelle prossime finali di Champions che la attendono possa farcela. La famiglia Mezzaroma vuole portare avanti un progetto a lungo termine del quale è convinta basandosi su dei punti cardine che sono il rispetto per la città e per la Banca e la serenità che serve nello sport se si vogliono portare avanti le idee come la voglia di vincere e la valorizzazione dei giovani. Il calcio è uno sport. La nuova proprietà, pur detenendo l’80 per cento, è entrata in punta di piedi, ma è salda. Una precisazione: portare avanti un programma a lungo termine non significa perdere di vista l’immediato. Il nostro obiettivo primario è e fino alla fine rimarrà la salvezza. Perché la vogliamo e perché ci crediamo”.

Il mercato. “Quando una società si muove deve sempre tenere conto dei vincoli che impone la situazione. Abbiamo scelto come impiegare le nostre possibilità economiche seguendo le indicazioni del mister e dovendo fronteggiare difficoltà oggettive: 1) la mancanza di tempo: abbiamo dovuto operare in dieci giorni e non per colpa nostra. Il 24 dicembre noi eravamo a lavoro per portare avanti la trattativa della cessione societaria, chi stava dall’altra parte era in vacanza. Se avessimo potuto ci saremmo mossi prima. 2) La situazione della squadra: non avete idea di quanti no abbiamo ricevuto. E poi avevamo bisogno di gente motivata, che credesse davvero nella causa come ci crediamo noi. 3) I meccanismi interni dell’azienda: un passaggio di proprietà è complicato, non è una cosa semplice che si può fare su due piedi. Purtroppo stare dietro anche alle varie vicissitudini interne, ha tolto energie alle trattative.
Queste le premesse, se affermassi che è stato un mercato dei sogni direi una falsità, Cristiano Ronaldo, Kakà o anche un terrestre come Borriello non sono arrivati… Ma non si può parlare neanche di fallimento. So che molti tifosi non sono contenti, qualcuno me lo ha anche detto in faccia: mi piacciono i senesi, persone schiette, che guardano negli occhi. Ma anche persone razionali e intelligenti che capiranno sicuramente le nostre ragioni. Abbiamo rinforzato i reparti che necessitavano nell’immediato di nuove forze con Cribari, Malagò, Tziolis e Pratali. Abbiamo tesserato due giovani e strappato alla concorrenza di altre società tra le quali Inter e Chievo Danti, di cui presto sentirete parlare. Ci siamo riusciti perché siamo andati sul concreto, mettendo i soldi sul tavolo. Uno degli acquisti più importanti, però, è un attaccante, si chiama Massimo Maccarone. Maccarone, a oggi, potrebbe giocare titolare in qualunque squadra italiana e in quasi tutte le squadre del mondo. Lui, invece, ha scelto di rimanere, perché vuole salvare il Siena, perché tiene a questa maglia. Lo stesso discorso vale per Vergassola e Calaiò. Sono questi i giocatori di cui abbiamo bisogno per continuare a crederci”.

Il direttore sportivo. “Questa società sta portando avanti un programma ben preciso e quando si parla di un progetto sportivo-calcistico non si può prescindere dalla figura del direttore sportivo. Stiamo lavorando per portare a Siena una persona, senza fare il nome, che tanto si sa, un dies non da serie A, ma da Champions League. Il suo arrivo è previsto per giugno. Se dovesse raggiungerci prima, ne saremmo tutti più contenti.”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo online