Sette settimane e la Robur inizierà a scrivere un altro capitolo della sua storia. Sette settimane e comincerà il ritiro. “Non vedo l’ora”, sorride Gill Voria, che per la prima volta vivrà l’esperienza del ritiro da allenatore di una prima squadra. “Sì, ma l’ho provata così tante volte da calciatore.. alla fine il campo è il campo”, smorza il tecnico con la calma e la serenità che lo contraddistingue da tanti altri allenatori, il suo predecessore in primis.
Voria, chiusa la carriera da giocatore, fece una scelta di vita. “Non volevo fare l’allenatore in carriera perché avrebbe comportato di nuovo andare a giro. Volevo invece fermarmi con la famiglia e mi piaceva l’idea di lavorare nel settore giovanile col Siena. Poi ho sempre detto: se sono rose fioriranno…”.
Le rose stanno fiorendo, ma la domanda è: ti senti adesso di voler fare la carriera?
Io sono fatalista, sinceramente non ci penso. Non riesco a pensare dove sarà tra due-tre anni. Questo giochino lo conosco, quando tutto andava perfettamente e mi dicevano ‘bravo’, io pensavo al fatto che più sei in alto e più ti fai male quando cadi. Io penso al 20 luglio, anzi prima, perché c’è da preparare la partenza per presentarci subito nelle condizioni migliori per fare un percorso che tutti vogliamo. Sinceramente, sul mio percorso personale, non è che ci sto a pensare più di tanto.
A me sorprende la tua calma, la tua serenità, nel gestire le dinamiche legate al Siena. Lo scorso anno, subentrato a Magrini, non avevi niente da perdere. Mancavano quattro partite e l’obiettivo, i playoff, non avrebbe spostato più di tanto gli scenari. Quest’anno era diverso: al tuo arrivo i playout erano più vicini dei playoff, poteva finire malissimo. Se andava male…
Ero finito.
Esatto. Era una situazione dove avevi quasi tutto da perdere.
Sì, e qual è il problema? Cioè, voglio dire, non sarebbe cambiata una virgola. Se andava male voleva dire che mi meritavo quello. Ti ripeto, sono abbastanza tranquillo e sereno. A volte non dipende da te quello che succede, soprattutto quando fai l’allenatore. Io sono stato anche fortunato, ma lo sapevo quando sono arrivato che questa era una squadra che poteva esprimersi in un certo modo, con una qualità media alta per la categoria. Quindi mi sono sentito subito tranquillo. È ovvio che all’inizio ho dovuto fare delle cose non proprio come volevo perché era un momento un po’ difficile. Poi man mano che si andava avanti mi sentivo a casa mia.
Gill, non vedo l’ora che sia già il 20 luglio.
Siamo in due. Anche se mia moglie non è contenta (ride, ndr).
Qualche giorno di vacanza te la concedi?
Una settimana, perché ho un matrimonio in Calabria.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
