Serie B: il punto sulla seconda giornata di Paolo Soave

Le pennellate del Mago, le incornate dell'Airone, le folate di Hernandez. Beati che ce li ha. La B, in attesa delle grandi, vive delle giocate dei suoi uomini migliori, oltre che di qualche exploit provinciale. La terza snocciola ventinove reti distribuite in quattro successi casalinghi, tre pareggi e quattro vittorie in trasferta.

 

La sindrome del braccino corto. Un quarto d'ora di accademia del calcio fa pensare che contro il Bari la Robur possa bissare il successo in surplace contro il Crotone. Tutto pregevolissimo, ma quattro giocate di numero: la prima rete di Giannetti, la parabola scaccia ragnatele di D'Agostino, la carezza alla palla del medesimo in occasione dell'assist a Paolucci, bravo a tagliare sul palo opposto mentre si stava decentrando. Poi un'ora e un quarto a guardare il Bari che suda. Contro di noi gli avversari giocano troppo. E tirano che è un piacere. Pare che non sia molto nelle nostre corde l'andar a sottrarre sfera ai centrocampisti avversari. Là nel mezzo in effetti siamo un po' troppo compassati e la fase difensiva ne soffre, facendo emergere le magagne del reparto arretrato. Impensabile essere già squadra dopo tre turni, del resto in molti non stanno meglio di noi. Cerchiamo comunque di crescere e di conformarci rapidamente alla categoria, per non vanificare una qualità straripante, ovvero da A.   

Vola l'Avellino, che di fronte ai soliti 10.000 del Partenio fa secca anche la Ternana grazie al solito Castaldo, che segna nella ripresa raccogliendo di testa un corner. Partita combattuta con le fere che non stanno a guardare. L'entusiasmo sta diventando un discreto propellente per gli irpini, che agganciano la testa della classifica. Pessimo il fondo del terreno di gioco: sabbioso.

Si impappina sul più bello l'Empoli capolista. Al Castellani potrebbe volare ma inciampa nel Trapani, contro il quale pare non si scherzi. Gli azzurri passano presto in vantaggio grazie a un bellissimo tracciante di Moro, uno che il suo onesto lavoro di centrocampista l'ha sempre fatto. Si aspetta il raddoppio e invece giunge nella ripresa il meritato pareggio con il neoacquisto Giunco. Troppo presto per le fughe.

Va anche peggio al Cesena, che frana al Manuzzi contro il Lanciano. A decidere è una pregevolissima giocata di Falcinelli, che ad inizio ripresa raccoglie spalle alla porta, si gira facendo perno sull'avversario e scaglia in rete. Bel successo per gli abruzzesi.

Anhce il Pescara è in cerca di un equilibrio, oltre che di una maggiore attenzione difensiva. Per il Crotone sblocca Torromino su rigore dopo un'ingenua trattenuta in area di Mascara. Fra il primo tempo e la ripresa ci pensano Maniero, di testa, e Nielsen, con diagonale dal limite, a ribaltare il risultato, ma i delfini cedono ancora sul più bello con un'altra frittata difensiva, un rigore cercato e ottenuto dai calabresi. E di nuovo Torromino, piccolo ma terribile, fa centro dal dischetto. Si sbloccano gli uomini di Drago, mentre gli abruzzesi, un pò come noi, devono trovare equilibrio ed intensità.

Bene il Modena, che in casa regola con un certo agio il Cittadella, nell'occasione meno tignoso del consueto. Decidono tra primo e secondo tempo Signori e Mazzarani, ben imbeccato dal guizzante Babacar, ma le maglie della difesa di Foscarini sono insolitamente larghe.

Si scuote il Varese che passa di forza a Latina. Match a senso unico: Zecchin, con punizione alla D'Agostino, Calil e Pavoletti stendono i padroni di casa, francamente debolucci e poco convinti dei loro mezzi. Si prospetta un campionato difficile per Iacobucci e compagni.

Esce dal campo fra i fischi il Brescia di Giampaolo che non sa vincere. L'interessante sfida col Novara si era messa bene, sbloccata dopo 26 minuti dal solito Airone di testa, ma nella ripresa Gonzalez, colpevolmente perso di vista da Paci e compagni, raccoglie un lancio e insacca comdoamente per il pareggio finale. Deve lavorare sulla tenuta difensiva Giampaolo, le cui squadre di solito hanno difetti di altra natura.

Sale la Reggina con il primo successo stagionale. Ottenuto al Granillo a spese dello Juve Stabia. Le vespe di Braglia passano in vantaggio con Suciu in apertura di ripresa grazie a una leggerezza di Adejo, ma in dieci minuti i calabresi si scatenano con Di Michele e Gerardi, che va di doppietta. Anche in questo caso il risultato finale è in parte ascrivibile alla non irreprensibile difesa ospite. Male il portiere Branescu, ma i compagni di reparto non lo proteggono.

 

Giornataccia al Picco per lo Spezia, dove il neopromosso Carpi trova il primo acuto. Concas e Inglese colpiscono di rimessa, nel mezzo la sterilità e il nervosismo dei liguri, che finiscono addirittura in nove per le espulsioni di Catellani e Seymour. Anche questa è una falsa partenza.

Nel posticipo giunge da Padova un segnale forte: il Palermo comincia a ringhiare. Di Gennaro, Hernandez di rigore (generoso) che poi fa il bis nel recupero in contropiede avviano il riscatto dei siciliani. Alla vigilia Gattuso aveva dichiarato che con un successo i suoi non si sarebbero più fermati. Staremo a vedere. Per la cronaca nella ripresa Troianiello si fa espellere pochi minuti dopo l'ingresso in campo per un'entrataccia: complimenti. Anche i veneti finiscono in dieci dopo aver esaurito le sostituzioni. Padova ancora senza identità. In attesa della vittoria a tavolino di Carpi, Marcolin raccoglie da Gattuso il cerino della crisi.

La quarta prende il via venerdì alle 20,30 al Barbera con la sfida Palermo-Cesena. L'indomani alle 15 Bari-Modena, Carpi-Empoli, Cittadella-Latina, Crotone-Spezia, Juve Stabia-Siena, Novara-Padova, Trapani-Reggina, Varese-Pescara, Lanciano-Avellino e a chiudere il posticipo del lunedì Ternana-Brescia. La Robur è attesa sul sintetico del Menti di Castellammare, con cornice prevedibilmente calda (curve rigorosamente a contatto delle porte). I gialloblu sono ancora al palo con tre sconfitte. La difesa ha subìto otto reti, l'attacco ne ha messe a segno la miseria di due. E' compagine ancora in costruzione per i molti cambi, anche all'ultimo momento, vedi l'arrivo di Contini. Le vespe cercheranno di pungere e quel braccino la Robur dovrà necessariamente allungarlo per cercare di schiacciarle (paolo soave).

Fonte: Fedelissimo Online