Serie B: il punto sulla dodicesima giornata di Paolo Soave

Any given Saturday. Ogni maledetto sabato (ma anche il lunedì sera e la domenica…) alla Robur ne fanno una. Limitandoci alle ultime tre, il ridicolo rigore di Cesena, quello osceno col Palermo e la pagliacciata col Cittadella, abbiamo perso la bellezza di cinque punti cinque. Che sommati a quelli della penalizzazione farebbero tutt'altra classifica. E' il Palazzo, bellezza, là dove si fanno e disfano i campionati. Perché non c'è solo il caso vergognoso di Cuadrado, nel suo piccolo anche la B non scherza. Siamo “squadra non grata”, forse più che per le colpe passate per la forzata parsimonia che non ci consente di contribuire col mercato all'arricchimento del giocattolo nazionale che fa mangiare in tanti e muove il pallone, unico business che continua a tirare in questo paese avvilito. Alla fine anche la nostra società ha dovuto battere un colpo; almeno questa volta il buon Mario non dovrà chiedere scusa a nessuno. Ma per onestyà intellettuale c'è dell'altro: innanzitutto Foscarini non dovrebbe dare certi insegnamenti ai suoi volenterosi calcianti. Questo per fortuna non è il football americano, altrimenti su quella dannata punizione ci saremmo messi il casco e i rinforzi alle spalle. Quando uno ha il piede di Di Roberto non c'è bisogno di questi mezzucci. Detto questo, cari ragazzi vediamo di darci una svegliata, perchè in casa nostra, nella nostra area, sull'1-0 e in pieno recupero dobbiamo essere noi a dettar legge, anche fisicamente. Con Lamanna impietrito come un bimbo abbandonato in mezzo alla strada, i nostri senatori dov'erano? Tutti in barriera? Se vogliamo andare da qualche parte bisogna essere brutti, sporchi e cattivi. Lo pretende la categoria. Noi siamo bellini e a tratti efficaci, per dieci minuti riusciamo perfino ad essere tambureggianti, ma siamo quelli che siamo, reduci dalla A, non strutturati, atleticamente ed agonisticamente, alla pugna della B.

Ventisei reti nella dodicesima giornata, per tre successi interni, sei pareggi e due vittorie in trasferta.  In molti frenano, tanti gli errori. Sono la mediocrità e l'incostanza a rendere incerta ed interessante questa B. Babacar e Hernandez agganciano Antenucci in vetta ai marcatori con otto centri.

Cade il Lanciano ed è la notizia di giornata. A Modena va in scena una bella partita, fra i canarini, impeccabili al Braglia, e i sempre tonici abruzzesi. Decide il solito Babacar, che realizza in offside imbeccato da Garofalo. Si continua a sbagliare da professionisti, intesi come arbitri. La reazione della capolista è decisa e potrebbe culminare nel meritato pari se Plasmati non si ingaglioffisse davanti alla linea di porta. Novellino sogna un campionato importante, a patto che migliori il rendimento dei suoi in trasferta. Niente drammi per Baroni, ma anche in questo caso girano…

Che beffa per l'Empoli. Ottima prestazione degli azzurri al Castellani nell'anticipo con il Bari. Vantaggio siglato dal solito Tavano, ormai specializzato nel goal marchio di fabbrica: addomestica sull'esterno un bel lancio, si accentra ed infila, questa volta con la complicità di una deviazione. Maccarone invece vede poco la porta ultimamente, ma è sempre al servizio della causa. Sprecano molto i “gelatai” e il raddoppio non arriva. Arriva invece la beffa nel finale quando Galano raccoglie dal limite una pallaccia malamente rinviata e trova il pertugio giusto. Punto d'oro per Alberti, una volta tanto fortunato.

Frena ancora il Varese, che aspetta il ritorno al goal di Pavoletti. All'Ossola si presenta una Juve Stabia decisa a vender cara la pelle. Neto Pereira sblocca con uno dei suoi rarissimi goal, poi si vedono le vespe che prima sprecano un penalty con Di Carmine, poi pareggiano con Baraye ed infine, nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Jidayi, vanno in vantaggio con Di Carmine che al secondo tentativo dal dischetto si fa perdonare. Braglia non crede ai suoi occhi, ancor meno crede a quello che combina Calderoni in pieno recupero, quando butta sulla traversa un cross della disperazione, poi raccolto da Bjelanovic che passando da quelle parti fissa il 2-2 finale. Cose da B…

Cesena e Ternana impattano al Manuzzi. Romagnoli in vantaggio nella ripresa con Tabanelli di testa, poi le fere reagiscono con l'ex Lauro, per l'1-1 finale. I padroni di casa imprecano per l'incrocio colpito dal missile di Nadarevic. I bianconeri non cambiano passo, mentre gli umbri si confermano tignosi contro tutti, ma incapaci di costruire un percorso ambizioso.

Vivace match allo Scida tra Crotone e Novara: calabresi subito in vantaggio con Abruzzese, immediatamente impattato dall'ottimo Lazzari con gran tiro. Nella ripresa, con i padroni di casa in dieci, Lazzari concede il bis fulminando ancora l'imprevedibile Gomis, capace di grandi parate come di cappellate agghiaccianti. Drago nel finale si affida al giovane Bernardeschi e fa bene: dribbla tutti e deposita alle spalle di Kosicki per il pari finale. Restano indecifrabili gli azzurri di Aglietti.

Dice ancora bene al Latina, giunto al nono risultato utile consecutivo: i nerazzurri superano la Reggina grazie alla rete di Jefferson, che nella ripresa concretizza una certa superiorità dei padroni di casa. Calabresi alla deriva: per ora la cura Castori non si vede.

Mutti il saggio conduce il Padova al terzo successo casalingo, e il fondo della classifica si allontana. Ne fa le spese lo Spezia, altra compagine per ora incompiuta. A decidere è Pasquato, che aggira Leali. Reazione blanda dei liguri, mentre per i veneti Vantaggiato stampa sul palo il possibile raddoppio.

La partita della giornata va in scena all'Adriatico: c'è tutto il meglio e il peggio di questa B nel match fra Pescara e Brescia. Succede di tutto, perfino che Grossi, l'ex pupillo di Sannino, trovi un goal da distanze siderali. Il pareggio arriva grazie alla punizione di Mascara, con una deviazione che mette fuori causa l'ottimo Cragno. In chiusura di tempo è Ragusa, elemento tecnicamente pregiato, a portare in vantaggio i padroni di casa con bella girata al volo. Bene anche Andrea Rossi. L'apoteosi biancoazzurra giunge nella ripresa quando Politano batte Cragno con un preciso diagonale dal limite. Ci pensa Caracciolo a riparire il discorso col suo sesto centro, poi in extremis, e con un uomo in meno, i lombardi pervengono al pari grazie all'assurda autorete di Zauri, che pure di esperienza ne ha da vendere. Vendetta di Bergodi, che anno scorso ebbe poca fortuna in A alla guida dei delfini. Entrambe le squadre confermano pregi e difetti.

Che sia già finito il terribile Trapani di Boscaglia? Perde in casa contro il Carpi. A decidere è Lollo nella ripresa. Successo legittimo e prezioso per i biancorossi di Vecchi.

Colpo grosso del Palermo che sbanca il Partenio. Di fronte ai soliti 10.000, gli irpini si presentano senza Castaldo e cedono per la prima volta. I siciliani si trovano la strada spianata per un ignobile liscio di Arini che consente a Lafferty di sbloccare, poi nella ripresa è Hernandez ad involarsi per il raddoppio, non prima che sia stato negato un macroscopico rigore ai padroni di casa. Operazione aggancio riuscita: quarto posto per i rosanero in coabitazione proprio con l'Avellino. Iachini continua a mettere fieno in cascina; il Palermo si sta avvicinando alle zone di classifica attese.

La tredicesima si apre venerdì sera alle 20,30 con Spezia-Cesena, seguita l'indomani alle 15 da Bari-Varese, Brescia-Avellino, Carpi-Crotone, Cittadella-Pescara, Juve Stabia-Modena, Lanciano-Siena, Novara-Latina, Palermo-Trapani, Reggina-Padova e lunedì alle 20,30 a chiudere Ternana-Empoli. A Lanciano ci sarà da soffrire. La capolista gioca un buon calcio: è aggressiva e concede poco. Sarà anche imbufalita per il torto subìto a Modena. Noi invece dobbiamo allontanare la frustrazione e dimostrarci più forti dei gufi e dei sicari che ci stanno perseguitando (paolo soave).

Fonte: Fedelissimo Online