Serie A, ventottesima giornata: il punto di Paolo Soave

 

Un campionato da due squadre. Abituata da sempre alle signorie più o meno lunghe e belle, la serie A 2011-2012 vive e vivrà fino alla fine dell'avvincente duello fra Milan e Juventus, così diverse così superiori rispetto al resto del pallone italico. Le altre si astengono dal dovere prestatorio, ingarbugliando o rimandando verdetti che dovrebbero essere scontati, dalla terza piazza alla salvezza. Venti le reti nella ventottesima, per tre successi interni, tre esterni e altrettanti pareggi. 

Come le grandi. Alla vigilia del mercoledì di Coppa il Siena sbraca, sciattando indegnamente il match-ball in campionato. Nella storia ci siamo già, devono aver pensato i nostri, perchè provare a vincere la quarta di fila e chiudere anzitempo il nostro e l'altrui conto? Squadra liquefatta dopo l'uscita di Gazzi. Guerrieri stanchi, ragazzi ci può stare, ma la mentalità da cartellino ormai timbrato emerge ogniqualvolta si potrebbe spiccare il volo. Irritante aver riesumato, anche se per poco più, proprio il Novara di Tesser: fa bella figura Rigoni (ecco uno sul quale fare un pensierino per il prossimo anno) e pure Porcari, mentre un Lisuzzo qualsiasi basta e avanza per impedirci di centrare una volta che sia una lo specchio della porta. Si va più mesti del previsto all'appuntamento con la storia  addirittura  in prima serata per mamma “RAIradiotelevisioneitaliana”, non senza un vago pensiero di Bentegodi. Come complicarsi la vita.

Continua a vincere per inerzia il Milan, con il minimo sforzo e questa volta senza neanche brillare. Nuovo rigore, realizzato da Ibra (ventesima rete), poi Emanuelson chiude con una ripartenza chilometrica. Il Parma punzecchia non poco ma Thiago Silva e compagni non consentono mai alla tanto celebrata formica atomica di entrare in area. Ci vuole ben altro. Gira e rigira l'ascetico Donadoni si deve sudare la salvezza. Avanzano gli impegni di coppe varie per i rossoneri, tutti attesi con labronica scanzonatura da Allegri, che ha il pregio di non drammatizzare mai nulla delle vicende pallonare.

Dopo le stecche di Marassi affina la mira la Juventus al Franchi con l'umiliante goleada inferta alla Fiorentina. Vucinic non è in versione psicotica e si vede, completano l'allegro valzer bianconero molti centrocampisti: Vidal, Marchisio, Pirlo e perfino Padoin. La vecchia signora trotterella con superiorità non abbisognando della consueta foga contiana. Anche per la pochezza violacea, che fa infuriare la più isterica delle piazze in un dopo partita che si protrae sino all'alba. Il signor Rossi, già pago dell'esperienza in riva all'Arno, offrirebbe volentieri dimissioni. Per ora toglie il disturbo solo Pantaleo Corvino, di cui ci mancheranno le esilaranti conferenze stampa. Da tempo il progetto è tramontato, la proprietà fa vivacchiare, ma ridendo e scherzando la A è ora a rischio. Si prevede una primavera calda a Firenze.

Che sia finito con il successo nel derby la stagione della Lazio-lazietta? Se poi si eclissa la stella teutonica di Klose è notte fonda. Legrottaglie col quarto centro personale vale i tre punti per i catanesi.  Lazio assente, Reja espulso, il terzo posto sembra quasi non interessare. Complimenti ai virtuosi gaucho-etnei ben assemblati da Montella, che agguantata anzitempo la salvezza sogna ora di fare l'aeroplanino anche in Europa. Ha gli stessi punti dell'Inter.

Si rifà sotto la Roma, che all'Olimpico non brilla ma regola di giustezza il Genoa grazie alla rete in apertura di Osvaldo, sempre alla ricerca di uno straccio di condizione dopo l'infortunio. Le speranze rossoblu di strappare un pareggino si infrangono sulla traversa colpita da Palacio. Si preannuncia complicato l'ultimo tratto di stagione del Grifone, senza capo né coda e impelagato nella lotta per la salvezza.

Uscito senza rimpianti da Stamford Bridge dove a Drogba ha contrapposto Aronica (è già partita la caccia a un altro centrale) il Napoli raddrizza di carattere la partita di Udine. Friulani nuovamente splendidi per circa un'ora, trascinati dall'ottimo Pinzi e da Di Natale che fa un passettino (il diciottesimo) in classifica marcatori. Rocchi caccia Fabbrini e Guidolin ma è Cavani che decide con due perle limpidissime (in tutto fanno diciotto), quelle mancate a Londra dove peraltro si è molto sacrificato in copertura. Il Napoli, che molto pensa all'ultima Coppa, fa poco per meritarsi il terzo posto ma ce l'ha a portata di mano, l'Udinese può rimettersi in marcia.

Smuove la classifica mastro Ranieri in casa contro l'Atalanta. Può sembrar poco rispetto ai passati fasti ma di questi tempi il punticino non è da buttare per gli ectoplasmi nerazzurri, già irrisi in Champions dai mediocri francesi del Marsiglia. Milito si intristisce dal dischetto davanti al fresco Consigli. Non altrettanto attento Gava quando la scorrettezza la compie Lucio nella propria area. Il secondo tempo vede addirittura un'Atalanta arrembante. Anche senza l'impresa gli orobici meritano un plauso per la loro continuità. Difficile trovare una prospettiva per la bollita Inter. Da rifondare.

Può succedere anche all'ottimo Bologna di incepparsi in casa, a salvezza ormai prossima, ma almeno gli emiliani sanno evitare la sconfitta, contro un Chievo gagliardissimo. I veneti sbloccano col gollonzo di Andreolli. Paloschi potrebbe chiudere i conti a più riprese ma è il solito Di Vaio (decimo centro personale) a trovare il pareggio sul filo dell'offside. Nella ripresa nuovo vantaggio ospite col francesino Thereau, risolve i guai felsinei Diamanti con la consueta balistica precisione. E' un pareggio sano fra due compagini prive di ansie da prestazione che continuano a galleggiare a metà altezza, divise da un sol punto.

A Lecce si era subito messa bene per Cosmi con il rigore concesso da Tagliavento e trasformato da Di Michele (ottavo centro). Prima che il solito Palermo da trasferta dia segno di essere in campo Bertolacci e Muriel falliscono il raddoppio, poi Benassi fa per la prima volta il pollo su corner consentendo a Ilicic il banale pareggio. Squadre ridotte in dieci e siciliani migliori alla distanza. Cosmi ringolla la rimonta, ma in fondo il suo Lecce fa quel che può ed è l'unica delle ultime tre ad avere al momento qualche possibilità; Mutti salva la panca e un noto programma televisivo della domenica nazionalpallonara annuncia Perinetti prossimo vicepresidente del Palermo. Che palle questa storia…

Il buon Beretta deve gestire una retrocessione assai anticipata e quindi oltremodo penosa. A Cagliari il Cesena è agonisticamente inconsistente. Si infiammano solo Santana e Rossi, espulsi da Russo, che però toppa con i rigori: fischia quelli sbagliati, ma per Pinilla (sale a quota sette), che ancor prima sblocca su azione (offside? Mario si lamenta), fa lo stesso. Riparte bene Ficcadenti, il Crozza capelluto, e i sardi si allontanano dalla zona retrocessione.

La ventinovesima apre le danze sabato alle 18,00 con Milan-Roma, seguita alle 20,45 da Palermo-Udinese. Domenica Atalanta-Bologna con panino d'ordinanza, a orario canonico Cenesa-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Cagliari, Napoli-Catania, Novara-Lecce, la classicissima Juve-Inter alle 20,45. La Robur va al Bentegodi non prima di aver giocato quella che più o meno sarebbe la partita più prestigiosa della sua più che secolare storia. Sotto gli occhi di tutti, al San Paolo con l'obbligo di non sfigurare ma anche per il gusto e l'orgoglio di rilanciarsi. Viva la Robur in mondovisione! (paolo soave) 

Fonte: Fedelissimo Online