Serie A, ventitreesima giornata: il punto di Paolo Soave

E' la Robur la squadra più invernale del campionato. Mentre il gelo rimanda la sfida a distanza fra le uniche due scudettabili il Siena nella conca umida del Rastrello si esalta e non guarda in faccia a nessuno. Nella ventitreesima saltano Parma-Fiorentina e Bologna-Juventus, questa volta Marotta non parla ma ormai si invocano ovunque serpentine scalda terreni. E per gli intrepidi tifosi che non si rassegnano alla dittatura delle pay tv? Almeno un bel plaid in dotazione all’ingresso. Diciannove reti in otto incontri, per quattro successi interni, un pareggio e due vittorie in trasferta.

E' ufficiale, anche se per prudenza va solo bisbigliato: la banda Sannino è tornata. Saranno le temperature polari che anziché intirizzire stimolano i bianconeri, ma il Siena  mette in fila la quarta grande prestazioni contro avversari nobili come mai era precedentemente capitato in questo campionato di alti e bassi. E' questa la Robur che vogliamo, virile e inesauribile, è questa la Robur che può tenere a bada le inseguitrici, e non quella efebica di Firenze (e non solo). Annichilito il Barça dei poveri, che poi sono i ricchissimi americani de' Roma. Ridicolizzato il giropalla dei giallorossi, che non entrano mai in area. L'ordinato vallo bianconero concede zero occasioni, l'attacco sperpera indecentemente ma l'Arciere va in doppia cifra. Si batte la Roma senza attaccanti in panchina, altro dato che conferma la superiorità del Siena.

E’ un Milan incerottato e marpione quello che fa cadere l’inviolabilità stagionale del Friuli. Non c’è Ibra dalla mano facile e i rossoneri soffrono le consuete folate dell’Udinese. Splendido, a dir poco, il diciassettesimo centro personale di Di Natale che porta in vantaggio i padroni di casa. Poi Amelia limita i danni nell’attesa che Maxi Lopez trovi il pareggio in mischia e il “faraone” regali nel finale il successo. Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo talento, italo-egiziano, che già dimostra bella personalità e supplisce a qualche recente carenza rossonera. Il Milan argina la crisetta alla vigilia della ripresa della Champions; l’Udinese, che scivola al quarto posto, perde Di Natale e, più a lungo, Isla. Peccato.

Si desta il Napoli ed era l'ora. Britos e Cavani dal dischetto (tredicesimo centro) liquidano il Chievo senza brillare. D'altronde incombe il Chelsea e Mazzarri ha altro a cui pensare. Lamenta gli errori dei suoi Di Carlo ma la sconfitta non è particolarmente dolorosa.

Pazza Lazio, che sotto di due goal all’Olimpico e con un uomo in meno annichilisce il Cesena. I romagnoli, forti di Santana e Iaquinta, non proprio dei rinforzini, colpiscono di rimessa con Mutu (settimo centro) e accarezzano l’impresa quando Iaquinta trasforma il rigore del 2-0 che costa il rosso a Konko. Schiaffoni benefici per l’Aquila, che nella ripresa fa valere tutta la sua qualità con Hernanes, Lulic e Kozak. Close questa volta marca visita. La Lazio soffia il terzo gradino del podio all’Udinese, mentre per Arrigoni è costretto a mangiarsi i gomiti dalla bile. Dov’è la mentalità da salvezza? Se non impara a difendersi con le unghie e con i denti il Cesena trarrà poco vantaggio dalla qualità delle sue individualità.

Alla fine l’infreddolito popolo nerazzurro si spazientisce e manda a lavorare quelli che solo pochi mesi prima erano campioni del mondo per club. Sic transit gloria mundi. Ci ha provato, mastro Ranieri, a rianimare la salma nerazzurra. Qualche zampata i vecchi leoni l'hanno pur data, vedi il derby, ma poi al primo rovescio le crepe sono riemerse. E' la tempra della grande squadra che non c'è più. Il Novara presenta la consueta Maginot a cinque, invero tutt’altro che ermetica nelle precedenti partite ma sufficiente a tenere a bada Milito e Sneijder, costretti a girare al largo. Nella ripresa l’Airone, altro rinforzo che rinforza, uccella Julio Cesar con pregevole parabola sul palo lungo. Poi i nerazzurri si incaponiscono, flebili e tristi, o irritanti come Forlan, più aduso, pare, allo shopping per via Montenapoleone. Con Thiago Motta a disegnar geometrie più decenti sotto la Tour Eiffel (mastro Ranieri l’aveva detto…) e la furia Guarin ancora affidata al terapeuta, si prevedono tempi duri. Peccato per il Novara che per quest’anno gli scontri con l’Inter siano finiti: sei punti sei. Ora però Mondonico se la gioca…

Ha ripreso a volare il Cagliari, mentre il Palermo in trasferta ha sempre il piombo nelle ali. Succede tutto nella ripresa: Pinilla e Dessena (rinforzi) stendono i siciliani, che accorciano solo dal dischetto con Hernandez. Prima e dopo monologo degli uomini di Ballardini, che si godono la splendida classifica, solo un punto sotto dai siciliani.  

Show al Massimino, un tempo si sarebbe detto “clamoroso al Cibali”. Mattatore il Catania, spettatore rintronato il molle Genoa di Marino, privo di Gilardino. I rossoblu, che non hanno tratto particolare giovamento dall’avvicendamento in panca, contendono al Palermo la poco invidiabile palma di squadra più indecifrabile e irritante del torneo. Apre la festa in avvio Lodi dal dischetto(settima rete), poi gloria per i gauchos Barrientos (doppietta) e Bergessio. A bordo campo Pulvirenti segue con aria dimessa che pare Buster Keaton, ma in realtà ha fatto con il fido Lo Monaco un gran lavoro. Questo significa avere una politica societaria, l’Argentina è un’idea come un’altra, ma è senza dubbio una buona idea. Troviamone una anche noi. Frey ha sguardo allucinato, e anche un po’ bolso, ogni volta che gli tocca chinarsi per raccattare dal sacco. Marino sperava in un ritorno sotto l’Etna meno deprimente.

La furia orobica si spegne contro i pali, due, della porta del Lecce, colpiti nella stessa rocambolesca azione. I salentini si difendono e punzecchiano. Di Michele, Cuadrado e Muriel si muovono bene negli spazi, sono rapidi e tecnici. Non è certo da buttare il punticino per Cosmi. Da quando si è inceppato Denis la l’Atalanta viaggia a marce più basse.

Settimana infernale, oltre che invernale, quella in cui si snocciolerà la ventiquattresima, assieme a recuperi vari e alle coppe. Si parte venerdì con Fiorentina-Napoli e Inter-Bologna, sabato Juventus-Catania, poi toccherà a Genoa-Chievo, l'interessante Novara-Atalanta, Udinese-Cagliari, Palermo-Lazio, Roma-Parma, Cesena-Milan e soprattutto, all'ora dell'aperitivo, Lecce-Siena. La Robur scende a cercar tiepidezze in Salento, dove Cosmi promette battaglia. Se si congelano le distanze in classifica e si sfrutta il successivo recupero con il Catania per la Robur sarà subito primavera. (paolo soave)

Fonte: Fedelissimo Online