Serie A, ventisettesima giornata: il punto di Paolo Soave

Break Milan. Filano via i rossoneri, schiumano rabbia gli juventini, sale il Napoli. L'impresa della Robur rivoluziona la bassa classifica, nelle cui sabbie mobili scivolano in diversi e qualcuno (Cesena) è già sprofondato. C'è perfino chi ha ancora la faccia per cambiare tecnico. Oltre al calcio giocato, il solo che abbia quarti di nobiltà, impazzano improbabili pentiti, mezze figure rancorose e autentici trafficanti del pallone. Tutti parlano, nessuno è credibile, ma tira vento giustizialista. Bel rebus per la giustizia sportiva. La ventisettesima offre ventiquattro reti reti, per quattro successi interni, due in trasferta e quattro vittorie in trasferta.

Non la migliore ma quella più attesa. La Robur di Cesena è finalmente vincente, attendista e poi cinica sull'asse Brienza-Bogdani, economista felicemente imprestato all'assist e al goal pesante. Gran professionista. Si attendono ora nuovi acuti da Destro, anche perchè si è risolto nel peggiore dei modi l'assurdo dualismo tutto da curva fra Calaiò, che oltre a undici reti undici ci ha lasciato il perone, e il Dottore albanese. Tre vittorie di fila sono tanta roba, frutto di un equilibrio di squadra a lungo cercato. Se non ci facciamo nuovamente del male, siamo a buon punto. Cala il sipario per il Cesena, che quest'anno ha sbagliato politica: troppe prime donne (ieri quasi tutte assenti), poca tigna da salvezza.

Dopo averla scampata bella all'Emirates in settimana, i rossoneri campioni d'Italia fanno il loro dovere contro il Lecce. Nocerino, al nono centro stagionale, vive una stagione di grazia. Sbloccato subito il risultato è accademia pura. Fra le consuete robinhate spunta il lancione che l'imberbe Muriel coglie al volo ma spedisce oltre la sbarra per le imprecazioni di Cosmi che si agita in tribuna. Parlerà troppo negli spogliatoi, ma anche in campo non scherza: Ibra con un tracciante dei suoi nella ripresa illumina tutta San Siro. E fanno diciannove! Il Milan si invola; si sgonfia la rimonta salentina.

Quanto spreca la Juve a Marassi… Se i vari Giaccherini, Pepe, Matri, Marchisio e Vucinic dilapidano davanti a Frey si fa dura tenere il passo della capolista. Più insidioso dalla distanza Pirlo. Rischia poco la difesa rabberciata di Alessio (Conte squalificato), contro Palacio e il rientrante Gila. Nonostante la collezione di legni agli juventini è andata pure bene: lo sgambetto finale di Pirlo in area su Rossi, ignorato da Rizzoli, grida vendetta. Altro che silenzio stampa… Per il malfermo Genoa di questa stagione è un ottimo punto.

Riecco la Lazietta. Puntuale dopo ogni impresa, e relativa vertigine, la squadra di Reja si ammoscia là dove dovrebbe dar segno di maturità. E dire che avrebbe potuto fare il solletico alla Juve per il secondo posto. Serataccia all'Olimpico per l'Aquila: ne becca tre dal Bologna e resta in nove. Apre Portanova barbuto, rimpingua Diamanti, in serata di vena, che raccoglie dalla distanza. Completano il tabellino nella ripresa Rubin e il giovin Khrin, che si toglie non lieve soddisfazione (bella conclusione da fuori). Col successo Pioli ha messo i punti, 35, sulle “i”: salvezza in vista.

O 'Napule si prepara allo storico appuntamento dello Stamford Bridge giocando un set tennistico col velleitario Cagliari di questi ultimi tempi. Hamsik è il primo a prendere a pallate Agazzi, seguito da Cannavaro, un grande Lavezzi, Gargano e Maggio. Gloria insperata per Larrivey, che si ricorderà la tripletta del San Paolo per tutta la vita. Mazzari non gradisce il calo di tensione e ne ha ben donde. Indipendentemente dal ritorno di Champions col Chelsea, che promette bene, il Napoli, al sesto successo di fila, vede il terzo posto. Prepara le valige il borioso Ballardini. Piange la classifica dei sardi e Cellino corre ai ripari richiamando Ficcadenti, il Crozza con parrucchino giù giubilato all'inizio.

Cala, come cala l'Udinese di questi tempi. A Novara come in Olanda la musica è sempre la stessa: stonata, e il terzo posto si allontana. Perfino Di Natale pare aver esaurito le magie. Un raro golletto dell'eterno Jeda consente a Tesser di rialzare la testa, dopo essere stato richiamato in luogo del Mondo. L'usa e getta in panchina può forse servire in prospettiva futura, perchè l'asticella della salvezza per i piemontesi resta a undici lunghezze.

Il buon Borini (nono centro e miglior marcatore giallorosso) mette una pezza alla crisi di risultati della Roma. Sblocca in apertura, solo nel finale il Palermo si scuote e sfiora il pareggio. C'erano una volta i rosanero schiacciasassi al Barbera. Anche Mutti ormai non si raccapezza più, chissà Zamparini…

Vittoria strappa lacrime per mastro Ranieri. Le inzuccate finali di Samuel e Milito (quattordicesimo sigillo) al Bentegodi dovrebbero dimostrare in teoria che il gruppo nerazzurro regge ancora, in vista del tentativo di remuntada contro il Marsiglia. Sarà un caso ma Sneijder restituito al suo ruolo originario conferisce un senso a tutto, precarietà dell'Inter inclusa. Forse anche il Chievo, più molle del solito, si commuove, e cede. Ma Di Carlo s'incavola.

Atalanta e Parma battagliano discretamente a Bergamo, trascinate dai difensori: Manfredini trova insperata gloria con pregevole girata in area, ma Paletta troverà modo per rimediare. Si lamenta Colantuono, che riteneva di meritare il successo. Donadoni, che da quelle parti affilò il suo talento di esterno di classe, stiracchia un pareggino che fa poca classifica. Occhio.

Si spiaggia a Catania la sgangherata Fiorentina del signor Rossi. E dire che Cerci di rimessa fallisce irritante occasioni d'oro sullo 0-0. Poi Gamberini va a procurare sciagurato quanto inutile penalty su Bergessio. Lodi dal dischetto non fa sconti (ottavo centro). Se la gode Montella, mentre per i viola è allarme rosso. I punti sono gli stessi della Robur, ma il clima e l'umore tutt'altro.

La ventottesima si apre sabato alle 18,00 con Parma-Milan, crocevia scudetto-salvezza. Si prosegue domenica alle 12,30 con Cagliari-Cesena, poi ad orario canonico Bologna-Chievo, Catania-Lazio, Inter-Atalanta, Lecce-Palermo, il posticipo Udinese-Napoli e lunedì sera Roma-Genoa. La Robur ha un primo match ball al Rastrello col Novara, che ritorna pimpante. Abbiamo già dato all'andata, speriamo in un'altra prova marpiona. (paolo soave)

Fonte: Fedelissimo Online