Serie A, ventiquattresima giornata: il punto di Paolo Soave

Il campionato incasinato: si sciolgono le nevi, e con esse alcune squadre, si riducono le distanze in testa e in coda, ovunque aleggia bizzoso Eupalla nell'attesa delle battaglie primaverili. Nella ventiquattresima ventisette reti, per tre vittorie interne, due pareggi e ben cinque successi esterni.

Che spettinata al vento del Salento… Finito il miniciclo con le grandi si torna a penare con le piccole; servirebbe dare il meglio e invece si rimediano per la prima volta quattro sberle. In avvio come uno scolaretto diligente che ha mandato a memoria la lezione la Robur par più squadra del Lecce ma dopo i primi complimenti comincia a balbettare regalando il pareggio su corner; segue il folle raptus di Gazzi sulla linea di fondo e nel finale calano livide tenebre su questa squadra fragile oltre ogni sospetto. Perinetti continua a parlare di arbitri, basta chiedere a Reginaldo, ma la domanda, dalla cui risposta dipende la salvezza del Siena, non è se la nostra presenza nella massima serie sia gradita o meno, quanto piuttosto se sia preferibile una buona organizzazione di gioco, quando Sannino l'azzecca e regge, o avere come il Lecce la qualità di Cuadrado e Muriel, agili gazzelle imprestate dall'Udinese, che portano a spasso l'intera nostra difesa neanche fossero Messi? I vecchi maestri del calcio che fu in questi casi incaricavano l'uomo più ruvido di dispensare qualche carezza, così, tanto per frenare gli ardori degli avversari più intraprendenti.

La Juventus, che nel recupero di Parma non ha fatto granché, piega di forza un buon Catania, abile e insidioso nella manovra ma poco propenso a erigere ordinate barricate per trattenere l'imputo della vecchia signora. Barrientos sorprende la difesa bianconera ed inaugura una bella partita. Replica Sua maestà Pirlo, al primo centro stagionale, su beffarda punizione. Le statistiche recitano che l'ultimo dei facitori di gioco esistenti in circolazione ha toccato 147 volte la sfera contro gli etnei. E' bastato il mancato rinnovo del contratto con il Milan per alterare gli equilibri ai vertici del campionato. Provate a toglierlo al gioco della Juve. Che ne pensa, sciur Galliani? Chiellini imprime la svolta, probabilmente commettendo fallo. Nel finale arrotonda Quagliarella. Etnei a testa alta: se la sono giocata con le loro qualità, che non sono poche.

La replica del Milan, dopo che Ibra ha sfogato i suoi ardori omerici imperversando in settimana sui resti dei Gunners del magnifico perdente Wenger, giunge puntuale dal Manuzzi, non più imbiancato, di Romagna. Sblocca dopo una mezzoretta l'insospettabile Muntari, bandito dall'altra sponda meneghina. Di solito i rossoneri fanno buoni affari con i cugini. Emanuelson e Robinho conferiscono volume alla superiorità degli uomini di Allegri, che peraltro lamenta un certo intorpidimento dei suoi nel finale, quando i romagnoli battono un colpo con Pudil. Il Cesena resta inchiodato sul fondo della classifica, del resto con quella difesa… Muso lungo di Inzaghi: ben gli sta, così impara a non accettare la nostra offerta. I rossoneri già pensano allo scontro al vertice con la Juventus, attesa a San Siro sabato prossimo, ed invocano le loro divinità pagane affinchè riducano la squalifica di Ibra. I due precedenti stagionali arridono ai bianconeri, che giocano su altri ritmi e hanno una gara da recuperare. Spetta al Milan l'onere della vittoria a tutti i costi. 

Senza le magie di Totò Di Natale l'Udinese rallenta. Al Friuli il Cagliari impone lo 0-0 che non è da buttare. Sardi preoccupati solo di difendersi, bianconeri poco ispirati e Guidolin nervoso. Il punto serve a riagganciare il terzo posto.

Al Barbera la Lazio va alla deriva: Reja ha difesa falcidiata e improvvisa Ledesma centrale. Il Palermo fiuta l'occasione ed è un massacro. Partita archiviata in pochi minuti, c'è gloria per tutti: Barreto, Donati, Silvestre, Budan e Miccoli impallinano Marchetti, abbandonato dai suoi. Chiude la rete di Kozak, che non salva la faccia.

Basta Borini per riportare al successo la Roma, in casa contro il Parma. Sesto centro stagionale per l'ottimo giovane attaccante che supera con un bel diagonale Mirante. Fra i giallorossi si rivedono a tempo pieno De Rossi e Osvaldo. Successo minimo ma meritato e prezioso, che vale il quinto posto. Primo stop per Donadoni, con un Parma apparso troppo timoroso.

Impresa del Napoli, al secondo successo consecutivo in campionato. I partenopei imperversano sulla Fiorentina, la cui difesa offre generose praterie a gente del calibro di Cavani (doppietta che lo porta a quota 15) e Lavezzi. Già in apertura l'uruguagio lascia il segno. I viola potrebbero pareggiare, ne hanno le occasioni, incluso un palo di Natali, ma è la storia del gatto Napoli che gioca, di rimessa, col topo Fiorentina. Brusca ricaduta per il signor Rossi, che pare faccia sbottare anche il Della Valle che ancora segue i viola. Mazzarri guadagna il sesto posto scavalcando l'Inter e si appresta a sfidare Drogba e compagni.

E' una voragine la crisi in cui è precipitata l'Inter. Mastro Ranieri non sa più come raccapezzarsi e si gioca ormai la panca. Riaffiorano ataviche frustrazioni nerazzurre, quelle dei lunghi anni oscuri che precedettero l'aureo ciclo mancinian-mourinhano. Di Vaio (doppietta che lo porta a quota otto) demolisce il giovin Ranocchia, poi c'è gloria anche per Acquafresca. Fra gli sputazzi di Castaignos e gli incubi di Moratti incombe il Marsiglia in Champions… Benefici insperati ma non casuali per il Bologna, ma dopo i sei punti sei elargiti al Novara occorre richiamare all'amor proprio nerazzurro il dovere di non falsare ulteriormente il campionato regalando a destra e a manca (ma mai a noi…).

Impresa del Chievo in quel di Marassi. Thereau sigla un successo pesante contro un povero grifo. Se non torna presto il Gila e non sistema la difesa peggiore del campionato, con i centrali Granqvist e Kaladze, si mette male anche per Marino, che può sempre far rimpiangere il buon Malesani. La truppa di Di Carlo si riprende dopo due sconfitte di fila e torna ad essere omogenea omogenea e regolare come una squadra di rugby: poca inventiva ma tanta sostanza. Gli asini volanti agganciano a quota 30, tutta tranquillità, proprio il Genoa.

Per nostra fortuna la Dea ha fatto il suo dovere respingendo l'assalto sabaudo del Novara. Alle prese con numerose assenze il saggio Mondo non rinuncia alla difesa a cinque e per la terza gara non subisce reti. E' già un gran passo in avanti rispetto all'era Tesser. Nel primo tempo Denis si divora l'occasione migliore confermando di aver esaurito il bonus stagionale, nella ripresa Caracciolo incoccia nel palo. Il punticino consente ai piemontesi di lasciare al Cesena la coda, all'Atalanta di mantenere apprezzabile vantaggio sulla zona retrocessione.

La venticinquesima sarà egemonizzata dal partitone del Meazza. Speriamo soddisfi le attese dei palati footbally più raffinati. Da non sottovalutare peraltro anche Chievo-Cesena, Lazio-Fiorentina, Napoli-Inter, Cagliari-Lecce, Catania-Novara, Genoa-Parma, Atalanta-Roma, Bologna-Udinese e soprattutto Siena-Palermo. In pochi giorni la Robur sarà padrona del proprio destino contro le due sicule, tecnicamente virtuose ma imprevedibili (in particolare i rosanero da trasferta). Immaginiamo di giocare contro le grandi, c'è da far punti, e parecchi, in modo da costringere gli etnei a prendere poi a morsi al Massimino proprio il Lecce. Avanti vecchia Robur. (paolo soave) 

Fonte: Fedelissimo Online