Serie A, trentunesima giornata: il punto di Paolo Soave

 

Ribaltone! La Juve si riprende la testa approfittando della settimana di passione milanista. Si stravolgono le gerarchie dello scudetto, la Lazio consolida il terzo posto e Mauri autografa la giornata con la prodezza più bella, si ingarbuglia di nuovo (non per noi!) il rebus retrocessione. La schioppettante trentunesima offre trentadue reti per cinque successi interni, tre pareggi e altrettanti successi esterni.

E' dolcissimo l'uovo per la Robur. Sannino riesce dove non seppe nella passata stagione Conte e alla fine la sua gioia fanciullesca è l'immagine più pasquale della giornata. Risolve, improvvisa e mortifera come tutte le giocate d'autore, l'ottava rete di Destro, consacrato piccolo fenomeno della pallone nazionale. Le sue azioni non sono mai banali, i suoi movimenti sempre calamitati dalla porta avversaria. Uccide la partita con l'Atalanta da grande attaccante e ci regala un finale di campionato all'insegna della libidine pura. Volete mettere andare a San Siro per divertirsi? E' Pasqua, e noi roburmatti vogliamo sognare che Mattia Destro non venga ceduto subito all'insegna del “pochi, maledetti e subito” (quattrini), ma resti per un'altra stagione, quella della consacrazione, che frutterebbe molto alla squadra e di più (capitale) alle casse societarie. Presidente, che ne pensa? Un elogio lo merita anche l'impegno di Marcelo Larrondo, che Sannino fa bene a far crescere in credibilità in questo finale.

Alla  Juve non par vero il goal di Amauri, che sa rendersi utile alla causa sabauda solo da giubilato. Bizzarrie di Eupalla. Bonucci e Quagliarella realizzano il sogno del primato dopo la consueta fiera degli orrori in attacco. Fa gbene la società a cercare un grande attaccante, tipo Suarez del Liverpool. Conte, che ha vissuto una settimana agitata, è in stato di grazia. Con grande mestiere ha strumentalizzato a pro suo la vicenda ridicola dell'sms. Avrebbe potuto anche aggiungere che non ci sono state ombre sulla splendida cavalcata della Robur dello scorso anno. Memoria corta per un tecnico che ormai vive in trance scudetto. Comprimario nell'occasione il Palermo, e non è la prima volta.

A San Siro pomeriggio di passione rossonera. Le scorie del Camp Nou, dove l'esito è stato comunque quello fatale, sono pesanti e la Fiorentina par osso più duro del previsto. Ci vuole il nono rigore stagionale, realizzato da Ibra (capocannoniere a quota 23) perchè il Milan sblocchi la contesa, ma nella ripresa i viola guizzano come mai in questa sbiadita stagione, sotto gli occhi del signor Rossi. Jovetic (tredicesimo centro stagionale) e Amauri, alla prima rete viola, materializzano le streghe nel cielo di San Siro. Per un Pato sempre più fragile c'è almeno un Cassano che torna. E' lunga ancora, chiosa alla fine l'abbacchiato livornese, ma non vorremmo essere in lui se dovesse chiudere la stagione a “zeru tituli”. La Fiorentina dà un inatteso segno di vita e torna a respirare.

Riprende il volo l'Aquila nella serata dell'Olimpico, che riserva le maggiori emozioni del turno. Gli uomini di Reja onorano al meglio la memoria di Long John e si aggiudicano lo spareggio per il terzo posto bastonando il Napoli. In apertura sblocca per la Lazio un diagonale secco di Candreva che passa sotto la pancia di De Sanctis, non inappuntabile in questo scorcio di stagione. L'ex laziale Pandev, al sesto centro stagionale, regala il pareggio ai suoi e lamenta, a ragione, la mancata assegnazione di un successivo penalty. Nel loro momento migliore i napoletani sprecano molto con Lavezzi e  vengono puniti dalla rovesciata capolavoro di Stefano Mauri, che si propone come goal copertina dell'intera stagione. Complimenti. Sigilla il prezioso successo il rigore realizzato da Rocchi. Ce la può fare la Lazio a salire sul podio. Più va avanti e più si scolora il campionato del Napoli. 

Rivede il terzo posto anche l'Udinese che torna al successo inguaiando il Parma. Asamoah (doppietta) e il rilanciato Di Natale (ventesima, splendida rete) dopo l'anonimato di Siena liquidano gli emiliani che si illudono nel finale di rientrare in partita grazie a Lucarelli. Non resterà nella storia la media punti di Donadoni, e la salvezza è tutta da conquistare.

In quel di Trieste Cagliari e Inter incocciano senza particolare acuti. Sardi per due volte in vantaggio, con Astori e Pinilla (nona rete, poi espulso) cui replicano a raffica Milito (diciottesimo centro) e Cambiasso. Punto inutile per il giovin Stramaccioni, che non sa trarre profitto dall'inferiorità numerica finale degli avversari; poco soddisfacente anche per Ficcadenti che aveva accarezzato la vittoria.

Ci vuole il Chievo per dare un dispiacere al Catania. Al Bentegodi sblocca subito l'ottimo Bradley con chirurgica precisione, poi sembra calar notte per gli etnei quando Spolli procura da ultimo uomo un penalty su Pellissier, che trasforma (sesto centro). A riaprire i giochi che sembrano fatti ci pensa l'autorete di Andreolli. Ad inizio ripresa Paloschi ribadisce la superiorità clivense, attenuata nel finale da Almiron. Viaggia verso posizioni ambiziose Di Carlo, mentre Montella conosce una delle rare flessioni di questa stagione.

E' un triste derby quello che va in scena al Manuzzi fra Cesena e Bologna. Ai padroni di casa non riesce il bis dell'andata, unica impresa di una stagione disgraziata. I rossoblu ci provano con Di Vaio e Diamanti, ma le polveri sono bagnate. Porta a casa il punticino Pioli e in fondo non è da buttare, visti i cattivi pensieri che passano nella testa dei felsinei di questi tempi.

La Roma in Salento fa come il Siena: ne becca quattro senza nemmeno rendersene conto. A riaccendere gli ardori di Cosmi ci pensano soprattutto l'agilità di Muriel e un di Michele nuovamente concreto (dieci centri). Doppietta per entrambi. Nel finale Bojan e Lamela rendono meno amara la Pasqua di Luis Enrique, comunque involuto e lontanissimo dal meritarsi il terzo posto. Ci sarà pure un progetto ma il gruppo non pare convintissimo nella fase cruciale della stagione. Brutto segno. Il Lecce invece può ancora rincorrere l'insperata salvezza.

Accarezza a lungo il successo scaccia incubi il buon Malesani, richiamato di tutta fretta sulla panca del Genoa dopo i disastri di Marino. Al Silvio Piola dopo l'iniziale vantaggio siglato dal capitano Rossi, Mascara trova il pari con una delle sue proverbiali parabole, ma l'espulsione di Caracciolo spegne i residui ardori di Tesser, sempre più  vicino al ritorno in cadetteria col suo Novara. Deve lottare ancora il grifone per tenere a distanza il Lecce.

Neanche il tempo di digerire gli eccessi calorici pasquali che si torna in campo per la trentaduesima. Martedì alle 20,45 apre Chievo-Milan, a seguire l'indomani alla medesima ora Napoli-Atalanta, Genoa-Cesena, Juventus-Lazio, Catania-Lecce, Parma-Novara, Fiorentina-Palermo, Roma-Udinese, Bologna-Cagliari (giovedì alle 20,45) e soprattutto Inter-Siena. Che libidine andare a San Siro da signori. Alla scala del calcio le luci della sera potrebbero una volta tanto illuminare la Robur, che si presenta certo più squadra della sgangherata banda Stramaccioni. Proviamoci! (paolo soave)

Fonte: Feelissimo Online