Serie A, trentatresima giornata: Il punto di Paolo Soave

Calciosaloon. Al fischio finale ci sono conti da regolare e tensioni da sfogare, un po' su tutti i campi. Ed è normale, dato che in campo vanno uomini. Che lottano, in preda a scariche di adrenalina e testosterone, come dev'essere. Al bando le ipocrisie, c'è ben altro di cui scandalizzarsi in giro. La trentatreesima offre ventiquattro reti, alcune delle quali splendide, snocciolate in cinque successi interni, altrettanti pareggi e una vittoria esterna.

Ahi ahi Robur. C'era perfino più gamba e più piglio contro il Chievo, forse per la spinta ritrovata con il successo in riva all'Adriatico. Nel nostro caso purtroppo i sogni rischiano di morire in casa. 360 minuti senza un goal al Rastrello sono un macigno difficile da rimuovere lungo l'impervia via che dovrebbe condurre alla salvezza. Non siamo ingenerosi con questa squadra, non lo merita e sta facendo il massimo. Sosteniamola fino in fondo, gli altri non sono meglio di noi. Il pareggio sarebbe stato già qualcosa, ma ce lo nega la panchina del Chievo che sull'inzuccata pulita di Paci si riversa in campo inducendo al ripensamento il prode Valeri. Il resto ce lo mettiamo noi con i nostri limiti, contro un avversario che gioca di fisico ed è tecnicamente tra i più poveri del torneo. Speriamo che Eupalla, e gli arbitri, non ci voltino le spalle sul più bello. Non ce lo meritiamo.

Per Galliani il Milan varrebbe la Juve. Questione di punti di vista. A Torino gara bruttina fra chi potrebbe osare ma non ha interesse a correre rischi (la Juve) e chi vorrebbe ma non può (il Milan). Dopo aver sventato un'insidiosa punizione di Pirlo, giunto alle biografie, Abbiati è costretto ad uscire per infortunio. Il sostituto Amelia si fa trovare poco pronto nell'occasione decisiva, nella ripresa, quando atterra Asamoah che brucia Abate. Vidal, implacabile dal dischetto, trasforma. Rossoneri incapaci di reagire, bianconeri che amministrano e vedono ormai il tricolore, a soli quattro punti. Per il futuro ammiccano a Ibra, che per motivi di tasse (quelle francesi, che sanni chi colpire) sarebbe prossimo all'ennesimo giro di valzer, finchè ci sono polli in giro da spennare. Evviva… Pesano le assenze del Milan, giunto ai limiti insuperabili della sua pur notevole rimonta. Ora c'è da difendere il terzo posto, minacciato dalla Fiorentina, ad un solo punto.

Ci vuole del bello e del buono al Napoli per battere il Cagliari, che non smette mai di sorprendere. Ibarbo in avvio soprende i partenopei, che come lamenta Mazzarri devono sprecare molto prima di trovare la via del goal. Nella ripresa Hamsik (decimo centro) e Cavani (ventitreesimo) ribaltano il risultato e sarebbe fatta se il folletto Sau non disegnasse in cielo una parabola fatata con il dodicesimo centro personale. C'è nel finale in campo un altro genietto, Insigne, che beffa Agazzi con un pallonetto sporco. Se centrerà il secondo posto il Napoli avrà oggettivamente fatto il massimo. Per il futuro c'è innazitutto da capire cosa vorrà fare Cavani, e la società con la relativa ricca clausola rescissoria. 

Genio e sregoletezze al Franchi. La Fiorentina fa scempio del Toro poi dilapida e infine si riprende la partita. Apre le danze continue e vertiginose Cuadrado, agile come una gazzella ma talvolta sin troppo lieve e irritante. Non questa volta: pallonetto irridente a beffare Gillet. Poco dopo è Aquilani a incornare di testa come fosse un centravanti. Sassata sotto la traversa e il discorso pare chiuso. Discreto campionato per il centrocampista col cerchietto sempre impeccabile fra i capelli. La perla più pregiata deve ancora arrivare: ci pensa Liajc, che nella scorsa stagione veniva preso pesantemente di mira dalla Fiesole, va a togliere le ragnatele dall'incrocio, colto su punizione da posizione notevolmente decentrata. Da fuoriclasse, chapeau. La viola è un po' leggera, si sa, e si perde sul più bello. Un po' di qualità c'è in fondo anche nelle file del Toro e viene fuori non appena i padroni di casa abbassano la guardia: Barreto suona la carica con un golletto, poi si scatenano gli ex mai rimpinati: Santana finalizza una bella azione che vede del tutto passiva la difesa di casa; Curci trova una parabola splendida da fuori area per l'incredibile pareggio. Il tutto con la consueta complicità di Viviano. Presa a schiaffi la Fiorentina si ridesta e fa in tempo a prendersi i tre punti con Romulo. L'Europa resta sempre lì, a portata di mano. Girone di ritorno da zona rossa per i granata.

A stagione ormai finita, ovvero compromessa, l'Inter trova una piccola vittoria. In campo per i nerazzurri vanno sempre i superstiti, mentre il Parma sogna un'impresa che possa riscattare l'ultima figuraccia. A un certo punto, sono proprio gli emiliani ad avere la partita in pugno. Valdez, inventato regista da Donadoni dopo un lungo e anonimo passato da trequartista, centra la traversa da distanza notevole. A pochi battute dalla fine decide Rocchi, titolare fisso per mancanza di concorrenza, al secondo centro. Un tirino sul quale il peggio sembra darlo Mirante. Entrambe hanno poco da chiedere al campionato nelle restanti giornate.

La Roma, che ha guadagnato la finalissima di Coppa Italia proprio a spese dell'Inter, perde un'altra occasione, per giunta contro il Pescara. Giallorossi distratti regalano molto in contropiede agli avversari. Con quel fisico, se Sforzini avesse un piede più raffinato sarebbe arrivato prima e in maniera meno estemporanea in A. Ci pensa il giovane Caprari a portare in vantaggio i delfini e da buon ex non festeggia. L'imbarazzo è tolto da Destro, che promette di rifarsi nel finale di stagione, superati gli infortuni e la concorrenza di Osvaldo. Primo punto per Bucchi, secondo per il Pescara nel girone di ritorno. E' tutto dire.

Gira e rigira è ottima anche questa stagione per l'Udinese, che prevale al Friuli sulla Lazio. Decide un'acrobazia degna del Bolschoi di Di Natale (vicecapocannoniere a quota 18). Quando appenderà le scarpe al chiodo i tifosi gli dedicheranno un monumento, per l'amore e l'intelligenza che lo ha portato a legarsi per sempre al medesimo club, nella consapevolezza che altrove non sarebbe stato protagonista. La Lazio non c'è più, devastata dagli infortuni ma anche dalle tante, troppe sconfitte degli ultimi tempi. In queste condizioni neanche Klose può molto. Ci sarà da lavorare per ritrovare uno straccio di condizione in vista del derby di Coppa, che promette di essere un melodramma, speriamo non un romanzo criminale.

Beffa al Massimino. Il Catania domina il derby in lungo e in largo, anche se Sorrentino capitola solo su carambola quando Barrientos raccoglie la sfera dal palo. Le punizioni di Lodi sono sempre una questione di centimetri: questa volta di troppo. E' il quarto minuto di recupero quando Ilicic infila in porta una palla che sorprende la difesa di casa. Al fischio finale di Mazzoleni scoppia la rissa, di cui fa le spese Andujar che si becca il rosso. Servirà il punto ai rosanero? Al Catania resta solo la delusione, ma con quel campionato…

Il soldatino che mai marca visita Del Grosso ci aveva provato a dare una mano alla Robur a Marassi infilando Frey sugli sviluppi di un corner malamente ribattuto. Poco prima Floro Flores di testa aveva dato al Genoa l'illusione del successo salva-vita. C'è poco da fare: anche il grifone ha i problemi del Siena in casa, dove non si può bluffare su gioco e qualità. Sembrava poter essere più efficace la cura Ballardini. Vedremo se al Bentegodi sarà partita vera col già salvo Chievo. Speriamo bene. Atalanta seria e tosta fino in fondo. Come dovrebbe essere sempre.

Bologna eSamp impattano senza farsi troppo male. Il punticino va bene ad entrambe mancando ormai poco, o niente, alla salvezza. Gilardino centra la tremillesima rete nella gloriosa storia del Bologna che tremare il mondo fece. Giravolta di Taider sulla sinistra con cross sul quale si avvita da par suo il bomber per il dodicesimo centro stagionale. Diamanti prova a trovare il raddoppio direttamente su corner, poi è Sansone a trovare il pareggio con un diagonale che mette a nudo tutta la ben nota goffaggine di Curci. Tutti a casa contenti.

La trentaquattresima si apre sabato alle 18,00 con Atalanta-Bologna e Cagliari-Udinese. Alle 20,45 tocca a Pescara-Napoli. Domenica alle 15,00 Chievo-Genoa, Palermo-Inter, Roma-Siena, Sampdoria-Fiorentina. Torino-Juventus, alle 20,45 Milan-Catania e a chiudere lunedì alle 20,45 Parma-Lazio. Come Penelope la Robur tesse e disfa continuamente la propria tela-salvezza. Non sarà facile all'Olimpico, ma quando si perde un'occasione bisogna avere la forza di procurarsene un'altra (paolo soave).

Fonte: Fedelissimo online