Serie A, trentaseisima giornata: il punto di Paolo Soave

Psicofootball. Un mercoledì sera da leoni, per la Robur, signora della salvezza e imbattuta all'Olimpico, da schiaffi, quelli che si meriterebbe Buffon, e quelli che Rossi rifila a Ljajic. E' un campionato da pazzi fino in fondo e non ci si annoia. La trentaseiesima, che regala un brivido da scudetto, condanna il Novara e compromette il Lecce, snocciola ventun reti per quattro successi casalinghi, altrettanti pareggi e due vittorie esterne.

Godi Robur, hai tagliato il traguardo.  Il soffertissimo pareggio dell'Olimpico, con la Lazio che ingaggia un'impari lotta contro Superpegolo e sfiga, è come la nocciola dentro il cioccolatino: una delizia nella delizia. Dottor Sannino ritira la meritata pergamena che lo consacra non solo allenatore da A ma anche da Robur, soprattutto per quel che ha fatto nel girone di ritorno, quando ha dimostrato oltre alla riconosciuta tempra anche quella flessibilità tattica, geniale e casareccia, che non può mancare a chi posi le terga sulla nostra amata panca. Come cera fra le sue mani non solo questa Robur, che si presenta all'Olimpico rivoluzionata ma pur sempre tignosa, ma anche Mattia Destro, in piena mutazione genetica, un killer assatanato che da qualsiasi posizione irride l'avversario e punta la porta. Altro che Borini, caro Prandelli. Ai nostri eroi ora chiediamo di migliorare il record di punti per arricchire la bella storia della Robur.

Che avrà pensato Conte del suo ex compagno Supergigibuffon quando all'85' della sfida già vinta contro il Lecce, ridotto in dieci, ha regalato palla a Bertolacci? Juve improvvisamente attapirata dalla paura di vincere. La serata non era stata comunque granchè, ma poteva bastare il lampo di Marchisio innescato in avvio dal solito Pirlo. Trattiene il fiato la vecchia signora, ma se non perde del tutto la testa il tricolore è ancora suo. Impresa amara per i pugliesi, che vedono allontanarsi il Genoa e la salvezza.

Il vecchio diavolo fa il suo dovere a San Siro contro l'Atalanta sospinto ancora da Muntari e Robinho, rabbioso dopo il castigo delle ultime settimane. Come a Siena il Milan non è brillante, ma tanto basta contro gli orobici che ormai il loro l'hanno ampiamente fatto, e questa volta il popolo rossonero non è vittima di un miraggio: la Juve pareggia davvero. E ora sotto col derby…

Mette le mani sul terzo posto il Napoli, sua inevitabile collocazione tecnica, grazie anche ai limiti della concorrenza. Supera il Palermo dal dischetto con Cavani (ventitreesimo centro) per l'intervento di Milanovic che fa infiammare anche il pacato Mutti e chiude con l'acuto di Hamsik (nono goal). Di scandaloso, ad onor del vero, c'è anche il campionato dei rosanero.

Resta in corsa l'Udinese grazie al successo del Manuzzi contro ilCesena. Decide in apertura un tocco di Fabbrini, messo in vetrina da Guidolin in questo finale di stagione. Nulla va bene ai romagnoli: Mutu calcia sulla traversa il penalty che si era procurato capitan Ceccarelli, uno che continua a battersi con onore. Oltre tredicimila spettatori al Manuzzi, segno che Cesena è piazza appassionata e matura, che ama il buon football oltre le avversità dei propri beniamini.

Primo tonfo di Stramaccioni. Pesantissimo. I nerazzurri lasciano al Tardini le loro chances per il terzo posto, e senza particolari rimpianti. Se la sono giocata, con le armi ormai logore di cui dispongono. Una buona partenza, punteggiata dal golletto del piccolo genio olandese Sneijder, ma alla distanza  le più fresche leve degli emiliani si sono fatte arrembanti e hanno messo a nudo i pachidermici Lucio e co. Marques, Giovinco (quattordicesimo centro) e Biabiany (rivincita personale), proiettati come schegge, bucano Julio Cesar. Si lancia con gli ultimi successi verso vette inimmaginabili il Parma di Donadoni, a soli due punti dalla mesta Roma e a cinque dall'afflitta Inter, ora attesa da un angosciante derby: meglio lo scudetto ai cugini o alla Juve?

Luis Enrique ha ragione: nel Bentegodi inzuppato non si gioca a calcio, ma a qualche altra misteriosa disciplina, nella quale tuttavia il baldo Chievo si dimostra più efficace dell'impalpabile Roma di questi tempi. E' uno 0-0 combattuto fra scrosci di pioggia e paludi inguadabili. I giallorossi sembrano non aver più un briciolo di convinzione e il loro tecnico spagnolo dà l'impressione d'esser già pago dell'esperienza capitolina.  In vista ci sarebbe Villas Boas, altra scommessa. Chievo a quarantacinque punti: tanta roba.

Vola anche il Bologna che senza pensieri espugna il Massimino con il tracciante di Ramirez, altro notevole fromboliere della premiata ditta Pioli. I felsinei scavalcano proprio il Catania di Montella, che ha ormai tirato in barca i proverbiali remi.

Sul neutro di Brescia De Canio trova il possibile scatto salvezza a spese del Cagliari, con Palacio (diciannovesimo centro), presto impattato da Ariaudo, e soprattutto con la cometa scagliata da Jankovic, un lampo nel tempestoso cielo genoano che sa di speranza.

A Firenze non si annoiano mai. Va in scena l'ennesima puntata della telenovela “Strazio viola 2011-2012”, con il dignitoso Novara che assesta due schiaffi agli sbigottiti padroni di casa nella prima mezzora, grazie al guizzo di Jeda e al rigore di Rigoni. Nella ripresa sarà proprio l'eterno partente Montolivo a dar prova di rispetto della maglia trascinando i suoi al pareggio con doppietta personale (un rigore). Le mestizie del campo son nulla rispetto allo spettacolo offerto a bordo campo, quando a un quarto dal termine Ljajic, ragazzino impertinente, non gradisce la sostituzione e si becca le sberle del signor Rossi, in preda ad inconsueto raptus. Finisce nel peggiore dei modi il suo travaglio sulla panchina viola, perchè i Della Valle, così attenti all'aplomb, gli danno il benservito. Chi allenerà la Fiorentina nelle ultime due pene di stagione?

La trentasettesima si apre sabato alle 18,00 con un “drammatico” Lecce- Fiorentina,  a seguire alle 20,45 Roma-Catania e domenica alle 15,00 Atalanta-Lazio, Bologna-Napoli, Cagliari-Juventus, Novara-Cesena, Palermo-Chievo, Udinese-Genoa e, alle 20,45 Inter-Milan. Alle 12,30 va in scena al Rastrello, ospite il Parma, la festa salvezza con auspicabile record di punti, pensieri dolcissimi che la vecchia Robur si è meritata sul campo (paolo soave)    

Fonte: Fedelissimo Online