Serie A, sedicesima giornata: il punto di Paolo Soave

Mentre il Barça certifica la sua olimpica superiorità innalzandosi sul tetto del mondo, la più terrena serie A, per la prima volta seriamente infreddolita, offre un discreto spettacolo confermando che la lotta scudetto è affare “bianconerorosso”. Trenta le reti della sedicesima giornata, per cinque successi interni, tre pareggi e due vittorie in trasferta.

Non aggiunge né toglie nulla agli attuali pregi e difetti della Robur la preannunciata sconfitta di San Siro contro il Milan. Si difende con ordine per quasi un'ora il Siena, poi arriva la rete di Nocerino, fotocopia di quella beccata a Novara. Certo, se l'esterno destro di Bolzoni … e poi se il pur decente Bergonzi non avesse abboccato all'improvvisa paresi alla gamba sinistra di Boateng … Consueti rimpianti e sacrosante recriminazioni ormai di rito a parte, la quarta sconfitta consecutiva, con altrettanta drammatica astenia offensiva, allunga il preoccupante filotto compensato solo dalla dabbenaggine delle tre compagini alle nostra spalle, che tuttavia, con la sola eccezione del Novara, hanno frombolieri che si stanno risvegliando (Mutu e Di Michele noi non ce li abbiamo), mentre i nostri sono in pieno letargo. Il confine fra la vita e la morte calcistica resta troppo sottile, la svolta di risultati sempre più urgente, ma per favore non parliamo di ultima spiaggia, che la strada è ancora bella lunga. L'impressione è che del Bolzoni guerriero in questo momento di smarrimenti e balbettii non sia il caso di fare a meno.

La Juve sprinta per il titolo niente affatto platonico di campione d'inverno, che statisticamente vale mezzo scudetto. Il Novara regge appena tre minuti, poi Pepe brucia Gemiti su cross teso di Paolino De Ceglie lanciato titolare da Conte. I bianconeri sprecano malamente e la chiudono solo a un quarto dal termine con Quagliarella, anch'egli all'esordio da titolare, dopo che Lele Rubino ha fatto tremare Buffon. Unica imbattuta, la Juve di Conte è meno sontuosa del Milan ma non sbaglia un colpo. Non sarà facile scalzarla dalla vetta. Il Novara continua a incassare troppo: difficile per Tesser inseguire la salvezza senza rinforzi in difesa e in attacco.

Spettacolo serale in scena all'Olimpico: prevale per larghi tratti la Lazio, alla quale tuttavia continua a mancare quel certo non so che per essere una squadra vincente e competitiva. Dopo il vantaggio friulano siglato attorno alla mezz'ora da Floro Flores i padroni di casa si scatenano e con Lulic e Klose (e sono nove) ribaltano a cavallo dei due tempi. Manca però il colpo del ko, che la Lazio sfiora a più riprese, fino al beffardo pareggio di Pinzi, propiziato dal solito Di Natale. Udinese più fragile del solito ma sorniona. Comunque due belle realtà che nobilitano sempre lo spettacolo pallonaro.

Colpo Roma al San Paolo: la squadra di Luis Enrique, che sembrava in crisi di identità, ha sfornato due ottime prestazioni in successione con avversari di rango. In apertura Lamela approfitta di un pasticcio fra Aronica e De Sanctis. Solite folate del Napoli, che si è portato in avanti con il lavoro ingaggiando il promettente attaccante peruviano Vargas. Hamsik davanti alla linea di porta sguarnita apre sciaguratamente la sequela delle occasioni fallite dai partenopei. Nella ripresa gli ospiti trovano il raddoppio con Osvaldo (sesto centro); il Napoli torna insperatamente in partita con Hamsik ma è Simplicio a blindare in chiusura il pesante successo dei gallorossi, che agganciano proprio il Napoli alla non proprio esaltante quota di 21 punti, a siderale distanza dalla vetta che entrambe vorrebbero più vicina. Possibile far così male in campionato, Mazzarri?

Zitta zitta l'Inter giunge con la terza vittoria di fila nella scia della zona Champions, non male per una squadra a detta di Ranieri sempre in riserva. Ai vecchi marpioni, che disinnescano Mutu, basta come a Siena un golletto, di Ranocchia, su sciagurata uscita di Antonioli. Avrebbe meritato di più il Cesena, che tiene sul chi vive l'intero pomeriggio l'ottimo Julio Cesar. 

Bella partita a Marassi: prevalgono i rossoblu liguri, in vantaggio alla mezz'ora ancora una volta con capitan Rossi, e Pratto, che nel finale vanifica il momentaneo pareggio, in apertura di ripresa, siglato da Ramirez liberato in area dal delizioso tacco di Di Vaio, nuovamente sugli scudi. Può gioire l'ex Malesani, che con il secondo successo consecutivo scaccia certi brutti fantasmi. Nuovamente bella la classifica per il Genoa. Anche il Bologna, nonostante il risultato e la rabbia di Pioli per l'evidente offside che vizia il primo vantaggio ligure, conferma la salute ritrovata.

Arride al Catania il derby siculo del Massimino: Palermo surclassato come e più del solito in trasferta. Altra perla di Lodi su punizione, raddoppia su rigore Maxi Lopez, che ormai si vede in rossonero e non fa niente per negarlo. Sta lavorando bene Vincenzino Montella, del resto ha buon materiale, con quella colonia di  gauchos  tradizionalmente adatti al nostro football per sapienza tecnica e temperamento gagliardo. Il sorpasso in classifica è così servito ai danni del Palermo, in evidente e progressiva involuzione, fatto fuori anche dalla Coppa Italia da una storica Robur. Imbarazzante che questa squadra in otto gare in trasferta non abbia ancora segnato una rete. Esilarante Mangia in conferenza stampa col panettone per esorcizzare certe ricorrenti insofferenze del suo patron, ma la situazione pare critica.

Vola il Chievo sui resti del Cagliari. Il francese Thereau e nella ripresa Sardo siglano un successo netto anche nel gioco che conferisce inatteso spessore alla classifica degli asini volanti. Sempre difficile il lavoro di Ballardini, alle prese con molti infortuni, fra i quali sono particolarmente penalizzanti quelli di Conti e Cossu, il braccio e la mente, ai quali provano a supplire Nainggolan e Ibarbo, comunque sempre fra i migliori.

Rocambolesca sfida al Tardini fra due squadre poco attente, come dicono oggi gli addetti ai lavori, alla fase difensiva. Passa in vantaggio il Parma su penalty di Floccari, poi successione scoppiettante nella ripresa con un Di Michele nuovamente ispirato e dal piede caldo, soprattutto sulla splendida rovesciata del vantaggio salentino. Lecce addirittura sul 3-1 con Quadrado, ma i limiti della squadra di Cosmi emergono improvvisamente nel quarto finale, quando Pellé e Galloppa regalano ai padroni di casa l'insperato pareggio. Nulla cambia nella corsa delle due squadre, più rassicurante quella del Parma, sempre ancorata sul fondo quella del Lecce. Anche Cosmi attende forze nuove, intanto sta recuperando Di Michele e non è poco.

Si lotta anche al Franchi: a Gilardino, ma è il suo mestiere, riesce quel che non va a Bolzoni. Dopo l'iniziale vantaggio viola si vede tanta Atalanta. La partita si infiamma negli ultimi dieci minuti, quando Masiello e Denis (undicesimo centro) ribaltano il risultato. La Fiorentina evita una grave sconfitta solo in extremis grazie a Jovetic, ma Colantuono si incavola di brutto per un plateale mani viola nell'azione decisiva. Forse il guardalinee, come a Milano, si era intorpidito per il freddo.

Il recupero della prima va in scena a partire da martedì sera con Siena-Fiorentina e Cagliari-Milan; mercoledì seguiranno Udinese-Juventus, Atalanta-Cesena, Bologna-Roma, Inter-Lecce, Lazio-Chievo, Napoli-Genoa, Novara-Palermo, Parma-Catania. In un certo senso la sfida con i viola non potrebbe arrivare in un momento più opportuno. Tutta Siena necessita di una scossa, le motivazioni abbondano e un'impresa eliminerebbe molte delle scorie prodotte dalla lunga magra. L'attuale Fiorentina non pare irresistibile ma ha pur sempre il genio di Jovetic e l'insidioso Gilardino. In serate gelide come queste ci vuole cuore caldo, ci vuole la qualità degli uomini migliori che se sono tali devono finalmente uscire allo scoperto, ci vuole il bercio di noi roburmatti, ci vuole tutto questo e anche qualche altra cosa che ultimamente manca per riprenderci il nostro campionato. Coraggio vecchia Robur. (paolo soave)

Fonte: Fedelissimo Online