Serie A, quarta giornata: il punto di Paolo Soave

Tirerà più la fuga prematura della Juve o il tracollo milanese?  E poi ci sarebbe anche l'assurda vicenda cagliaritana per riempire le prime pagine pallonare, ma nella radiosa quarta giornata noi roburmatti siamo autorizzati a rispondere col motto italico “e chi se ne frega…” o equivalente pernacchia. Comunque, per la cronaca, turno stiptico con appena quindici reti, abbondanza di rigori, tre vittorie interne, quattro pareggi e due successi esterni.

E' nata una squadra, si chiama Robur! Cade a San Siro in un pomeriggio di tarda estate l'ultimo tabù della golden age bianconera, perchè Eupalla toglie Eupalla dà, magari proprio quando più serve, nella stagione più difficile. Eccola qua l'impresa che ci voleva e che scolpisce la nuova Robur di Serse, quella dei difensori sempre puntuali che crescono di partita in partita, della gente che ha voglia di correre e serrare i ranghi in mezzo al campo e  di quei tre là davanti, i terribili brevilinei dal tocco gentile, liberi di spaziare e interscambiare secondo ispirazione. Fantasia al potere ma anche tanta spinta sulle fasce. Il Siena che nella ripresa demolisce con merito assoluto l'Inter dello spocchioso Stramaccioni è praticamente la stessa che ha rimontato due reti all'Udinese nella medesima frazione di gioco. Le scelte si stanno imponendo da sole, con la forza dei risultati. Ora la barca comincia ad andare dove vuole Serse il comandante. Il nostro campionato inizia adesso e resta tutto in salita, ma il coraggio è tornato, ed è contagioso.

Tanta Juve in pochi giorni. Reduci dalla rimonta di Stamford Bridge i campioni d'Italia fanno rifiatare Pirlo e non danno tregua a un Chievo costretto a rintanarsi nel bunker. C'erano un tempo le belle folate di Pellissier e compagni, a Torino giunge la terza sconfitta consecutiva e qualche pensiero per Di Carlo. Mattatore di settimana l'inatteso Quagliarella, ai margini del progetto ma dal piede sempre caldo e vellutato. Sblocca dopo oltre un'ora di assedio con una girata formidabile, chiude di giustezza tre minuti dopo. Conte semina Carrera raccoglie. Funziona a meraviglia la premiata ditta bianconera, il punteggio pieno è già un avvertimento per improbabili inseguitrici.

Al Massimino Mazzarri si prende la prima arrabbiatura di stagione. Possibile che l'ottimo Napoli di questo avvio, brillante e vincente anche in coppa, si perda in un bicchier d'acqua contro un Catania ridotto  in dieci dopo un minuto? Cavani e Pandev ci provano senza fortuna, manca l'acuto e l'ispirazione. I siciliani di Maran sfiorano l'impresa nel finale con Bergessio e Gomez. Prima stecca stagionale del Napoli, ma il Catania non è mai un avversario banale.

Serataccia per la Lazio. Contro il Genoa il nuovo santone balcanico Petkovic non l'azzecca. Il turnover sembra togliere ispirazione ai padroni di casa e l'inserimento di Close è forse tardivo. Rossoblu attenti e sornioni, colpiscono nel finale con Borriello, lanciato in contropiede. Successo prezioso per Gigi De Canio, alla ricerca di continuità. Si sgonfia un po' la Lazio, come anno scorso proprio sul più bello.

Piange anche l'altra metà di Milano. Al Friuli i rossoneri cedono all'Udinese e ai nervi, chiudendo in nove con le espulsioni di Zapata e Boateng nel convulso finale. Padroni di casa in vantaggio col primo sigillo stagionale di Ranegie che picciona di testa Abbiati in libera uscita. Nella ripresa il piccolo faraone El Shaarawy dimostra che panni veste con il pareggio capolavoro dalla distanza, ma è un fuoco di paglia. Poco dopo frittata difensiva rossonera, con Zapata espulso e Di Natale che dal dischetto fa centro (secondo goal). Dice che Allegri non è in pericolo. E nemmeno che incontrando Inzaghi abbia cercato un rusticano chiarimento. Avrà più pensieri del solito ma il livornese si  riaggiusta il nodo alla cravatta e si ripresenta in sala stampa. Che stile… Vediamo comunque che succede se ne perde un'altra. Crisi profonda per il Milan, riprende invece la corsa l'Udinese, al primo successo stagionale, e anche Guidolin, che parla di salvezza, si rasserena un pò.

Bella battaglia al Tardini: per un tempo è una signora Fiorentina, che passa con la randellata dalla distanza del ruvido Roncaglia e fa girar bene palla col suo nuovo virtuoso centrocampo, Pizarro e Valero su tutti. Nella ripresa i viola calano e il Parma si fa squadra virile. Valdez si mangia il pareggio dal dischetto, poi imitato da Jovetic, che lascia viva la contesa. Gli emiliani chiudono in dieci per l'espulsione di Rosi, ma improvvisamente si materializza su Toni la fantozziana nuvoletta. In meno di un giro di lancetta viene fermato in pericoloso contropiede per un controllo non ortodosso della sfera, poi si ripete goffamente nella propria area inducendo Valeri a decretare il penalty. Con coraggio Valdez si ripresenta al cospetto di Viviano al quale questa volta non dà scampo. Mastica amaro Montella: i suoi l'hanno proprio buttata via, ma d'altra parte la sua opera non può essere già compiuta. Premiato il carattere del Parma.

Non si scherza neppure al Ferraris. Samp e Toro non si risparmiano. Maxi Lopez si divora in contropiede il vantaggio, così succede tutto nella ripresa: Rolando Bianchi sblocca su rigore (secondo centro), reagiscono con veemenza i padroni di casa, che sempre dal dischetto pervengono al meritato pareggio con Pozzi, dopo che Glik ha abbattuto Eder. Ventura si infuria con l'incauto difensore polacco. Risultato giusto al termine di una partita vibrante ed equilibrata, che rafforza la sensazione di un Toro in crescita, capace di immaginare un discreto campionato. Nella Samp è ormai leader incontrastato Gastaldello, chi l'avrebbe detto, mentre è intermittente la luce di Lopez.

L'Atalanta concede il bis in casa stangando all'esordio sulla panca più traballante d'Italia Gasperini. A Bergamo si vedono soprattutto i nerazzurri, che tuttavia impiegano quasi novanta minuti a espugnare il fortino del Palermo, una volta tanto umile e concentrato. Risolve Raimondi. Al nuovo tecnico dei rosanero non basta infoltire il centrocampo. Deve ancora iniziare il campionato del Palermo. Va invece a gonfie vele quello degli orobici, che sul campo hanno conquistato sette punti, ridotti a cinque per la penalizzazione: sulle piste della scorsa esaltante stagione .

Piano piano cresce anche il Pescara. Al Dall'Ara il Bologna, reduce dal trionfo dell'Olimpico, non si ripete nonostante la gara non potesse mettersi meglio. Dopo pochi scampoli di gioco Gilardino insacca comodo comodo da due passi (terzo centro). Gli abruzzesi si scuotono al 40° quando Quintero trova l'incrocio con parabola tagliata da discreta distanza. Complimenti. Un po' meno ad Agliardi. Potrebbero chiudere il conto i felsinei e fare un bel balzo in classifica se Diamanti dal dischetto non si lasciasse ipnotizzare da Pelizzoli, sempre sulla breccia, subentrato dopo l'espulsione del giovane Perin. Occasione mancata per Pioli, peraltro sedicente soddisfatto, mentre vede spiragli Stroppa. Aleggia la sensazione di una certa qualità individuale in questo Pescara, bisognoso di farsi squadra in tempi utili per la sporca tenzone della salvezza.

L'ha fatta grossa questa volta Cellino. Nella sua personale battaglia contro le autorità locali per lo stadio, invita i tifosi a recarsi all'impianto di Quartu Sant'Elena nonostante sia chiuso agli spettatori. Come l'avranno presa i possessori di biglietti e gli ormai disperati 4000 abbonati rossoblu? Si profilano sanzioni, la Roma non disdegnerebbe la vittoria a tavolino. Cellino sembra voler far scoppiare la bomba, tanto peggio tanto meglio (anche per il Cagliari?). E' proprio vero: il male del calcio italiano è tutto negli impianti inadeguati… 

Arriva presto il quinto turno, infrasettimanale. Domani va in scena al Franchi Fiorentina-Juventus: trovato il box per Conte, ma si prospettano scintille. Mercoledì alle 18,30 punti salvezza in Pescara-Palermo, alle 20,45 Catania-Atalanta, Chievo-Inter, Genoa-Parma, Milan-Cagliari, Napoli-Lazio, Roma-Sampdoria, Torino-Udinese. Giovedì sera al Rastrello arriva il Bologna, che avrebbe collezionato un punto meno della Robur. Lo scontro diretto non potrebbe cadere in un momento psicologicamente più propizio per gli eroi di San Siro. Riprendiamoci il nostro campionato, senza quell'assurdo segno meno (paolo soave).

Fonte: Fedelissimo Online