Serie A ottava giornata: il punto di Paolo Soave

Sulla routine lieve del campionato irrompe l'incredulo dolore per la scomparsa di un ragazzo di ventiquattro anni, sottratto alla sua spensieratezza e alla preannunciata gloria del campione. Tutto unito il popolo pallonaro, di stadio in stadio, per ricordare il Sic. Poi inizia il rito domenicale, ancora senza padroni ma con una fulgida stella, quella dell'Udinese, bellissima e autentica, come sintetizza il primato da goleador di Di Natale e l'unica rete al passivo. E' solo un sogno ad occhi aperti, ma farebbe bene a tutto il movimento se i friulano emulassero Cagliari e Verona. In ascesa la Lazio, seconda. Il resto, Robur a parte, è noia. Ventisette reti nell'ottava giornata, per quattro successi casalinghi, tre pareggi e tre vittorie esterne.

Siena, buona la prima. Inizia bene il trittico importantissimo che potrebbe lanciare in orbita i bianconeri. Come contro il Lecce la dimostrazione cristallina di superiorità è il segno più incoraggiante. Se in qualche modo una squadra riflette la personalità del suo tecnico, teniamoci stretto Giuseppe Sannino, leone che si agita nella gabbia dell'area tecnica, prende a calci una bottiglia per una ripartenza mancata e regala perfino uno stop di tacco: adrenalinico. A pochi metri di distanza un Giampaolo catatonico e sempre più triste, guida precaria di un Cesena che non c'è, impalpabile sul piano “prestativo”. Parlavano bene di Ceccarelli, traumatizzato dal genio di Franco Brienza: godimento puro. Accanto a un Arciere in versione gladiatoria si sblocca Gonzalez, gran bella notizia. Della poderosa spinta di Mannini, cavallo di razza, non si può fare a meno, mentre urge soluzione tattica che consenta l'impiego stabile di D'Agostino, riappacificato. D'accordo, non è un fulmine di guerra ma chi altri apre il gioco con cotanta qualità?

E' l'Udinese la più bella del reame, e non da ora. Di Natale sblocca di gollonzo, poi raddoppia Domizzi di nuca su corner. Stupenda la punizione con cui il Totò nazionale chiude il conto nella ripresa contro l'annichilitoNovara. Nota di merito anche per la difesa di Guidolin, mentre scatta l'allarme per Tesser e i suoi.

Effetto derby a parte, la Lazio è una signora squadra: si conferma con maturità a Bologna grazie a Hernanes e Lulic. Molte le frecce all'arco di Reja, non solo Cissé e Klose, l'Aquila vola alto, vedremo quanto. Ricaduta dei felsinei di Pioli, sempre nei bassifondi: con Di Vaio in crisi e la difesa distratta si fa dura.

Non ha ancora il passo da scudetto la Juventus di Conte, due volte in vantaggio con Matri, due volte raggiunta, Rossi e Caracciolo, che poi sfiora la beffa finale, dall'imprevedibile Genoa del sornione Malesani, uno che ti sorprende sempre. Il problema di Conte resta la difesa, per la società bianconera, piloni dello stadio a parte, il futuro di Del Piero, forse bruciato anche come possibile dirigente. Quanto al grifone rossoblu, vuoi vedere che ora riparte?

Al Sant'Elia il Napoli non fa meglio della Robur, ma tutti si divertono: pali e occasioni a profusione da ambo le parti. Turn over sempre problematico per Mazzarri, anche perchè Cavani pare giù di tono e Lavezzi cede alla nevrosi da sostituzione. Per il Cagliari, che ci prova comunque, va bene così.

All'ora di pranzo può succedere di tutto: la squadra che cammina, il Milan, ne becca tre nel primo tempo dall'incredulo Lecce. Impalpabile il centrocampo dei campioni d'Italia, goffa la linea difensiva. Giacomazzi, l'ex Oddo su rigore e Grossmuller ne approfittano per segnare quanto complessivamente i salentini avevano realizzato in precedenza. La faccia dello sciur Galliani è tutto un programma. Nell'intervallo Massimiliano Allegri, livornese di scoglio ma di britannico aplomb, intuisce la mossa salva faccia e partita: dentro Boateng, quello dalla condotta non consona, ma in trance agonistica per le devastanti bombe che trafiggono Benassi. Di Yepes il colpo di grazia per il Lecce. E' un Milan precario quello che in un torneo mediocre resta a quattro lunghezze dalla vetta. Per Di Francesco, che cade a un passo dal trionfo, è dura ora rialzarsi.

Si scuote la Roma nella bella sfida con il Palermo all'Olimpico, dove, udite udite, la nuova società ha bandito l'italica usanza dei biglietti omaggio: ci volevano gli americani. Spettacolo fra due squadre che si affrontano a viso aperto, fioccano le occasioni. Sblocca, pregevolissimo, Lamela, teorico successore dell'ingombrante Totti, adagiato in tribuna. In attesa del contratto, core de Roma De Rossi salva a porta vuota su Ilicic. La sensazione è che il risultato finale sia sostanzialmente accidentale, fa comunque bene ai giallorossi, in alta quota, assieme al pur rallentante Palermo.

Fischi al Franchi per Mihajlovic: la sua Fiorentina è poco squadra, segna poi si spegne, si scuote per attapirarsi definitivamente. Se non ci fosse Jovetic, dall'illuminante doppietta, contro il Catania sarebbe notte fonda. Unica intuizione della società viola: rinnovare il contratto di Jo Jo fino al 2016, ma le sirene presto suoneranno. Complimenti al Catania di Montella, che dopo aver steso l'Inter calca il Franchi con bella personalità e qualità individuali non da poco. Delvecchio e Maxi Lopez gli autori dei due pareggi; discutibile Giannoccaro, che fischia poco e vede ancor meno.

Primo goal e primo successo dell'Inter al Meazza: contro il Chievo i degenti del medico Ranieri sbloccano con perentorio stacco aereo di Thiago Motta su corner e sprecano tutto il resto. Timidi segnali di ripresa, grazie ai rientri pesanti e a una condizione più dignitosa, che consentono di abbandonare la zona retrocessione. Veneti più contratti del solito.

Riprende l'irresistibile marcia dell'Atalanta, che espugna Parma. I sempre autorevoli orobici di Colantuono passano due volte nella ripresa grazie al rapidissimo Moralez. Gialloblu tramortiti, capaci solo di accorciare nel finale con Valdes. I nerazzurri senza penalizzazione sarebbero secondi, magari alla distanza pagheranno la partenza lanciata, ma per il momento volano. Il Parma è dove dovrebbe essere, in buona e nutrita compagnia.

La nona viene infrasettimanale: si apre di martedì con un antipasto sempre caldo e piccante, Juventus-Fiorentina, a seguire mercoledì Napoli-Udinese e sfide salvezza come Chievo-Bologna e Novara-Siena, dove si confronteranno la terza difesa del campionato, ovviamente la nostra, e la penultima. Più di questo conterà il contesto psicologico: i piemontesi cominciano a boccheggiare in zona retrocessione, la A si sta rivelando tosta, forse troppo. Robur serena e fiduciosa, con Sannino pronto al turn over e, se capita, anche al colpaccio. Volare si può. (paolo soave – foto calciopro)

Fonte: Fedelissimo Online