Serie A: le pagelle delle 20 squadre

Quattro mesi di campionato intensi. Tante  conferme, il ritorno di una grande, qualcuno che non ha ancora  ingranato la marcia giusta, altri che procedono a singhiozzo e un  paio di situazioni complicate che rischiano di culminare in  fallimento. C'è tempo per tutti, siamo neanche a metà del  cammino, ma quattro mesi sono un arco di tempo più che  sufficiente per farsi un’idea e tirare le prime somme. Un voto  parziale per le 20 squadre di serie A, niente bocciature nette  nelle pagelle del primo quadrimestre che non determinano nulla, ma  che sono indicative in vista del secondo: quello decisivo e senza  appello, quello dei verdetti.

ATALANTA 7.5: Il -6 sembrava un fardello troppo grande per restare  a galla e invece la squadra di Colantuono naviga in acque sicure e  si concede anche il lusso di qualche rimpianto. Senza la  penalizzazione i nerazzurri (appena due ko, solo l’imbattuta Juve  ha fatto meglio) sarebbero in zona Europa League, nessuno chiedeva  tanto. Complimenti al tecnico e ai suoi ragazzi, ma anche a Marino  che ha voluto fortemente German Denis che vivrà un Natale da re  dei bomber. Il secondo filone dell’inchiesta sul calcioscommesse  sarà un’altra prova da superare.

BOLOGNA 6:Sufficienza risicata, ma è già un buon risultato per  i felsinei. Il campionato era partito malissimo, ha pagato Bisoli  con l’esonero, poi con l’arrivo di Pioli i rossoblù si sono  svegliati. Capitan Di Vaio ha ritrovato fiducia e gol e la squadra  ha lasciato le ultime tre posizioni della classifica. Il cammino  è ancora lungo, ma la strada è quella giusta.

CAGLIARI 5.5:Che confusione! Cellino è già a quota tre  allenatori in una stagione che doveva iniziare con Donadoni in  panchina, ma che ancor prima di cominciare ha subito una svolta  tecnica. Panchina a Ficcadenti che non fa male, ma che dopo la  prima settimana di novembre viene esonerato. Squadra a Ballardini,  si va avanti tra alti e bassi e con una situazione di metà  classifica che rispecchia la realtà di un ambiente che forse, per  fare il salto di qualità, avrebbe bisogno solo di più serenità  e meno scosse telluriche.

CATANIA 7: Una squadra collaudata, l’allenatore più giovane della  categoria ma che dà l’impressione di avere esperienza e nervi  saldi da vendere. Montella aveva fatto bene già sulla panchina  della Roma, si sta ripetendo alla grande su quella etnea. Ha vinto  nettamente il primo derby sul Palermo ed è a distanza di  sicurezza dalla zona retrocessione. In più la gente si diverte e  c'è una società all’altezza che si è regalata anche un centro  sportivo all’avanguardia. Complimenti.

CESENA 5:Il mercato e l’arrivo di giocatori di qualità come  Mutu, Eder, Candreva e così via forse aveva illuso qualcuno.  L'obiettivo resta quello della salvezza, ma vista la campagna  acquisti era lecito attendersi qualcosa in più da una squadra che  se il campionato finisse oggi si ritroverebbe in B. L’arrivo di  Arrigoni al posto di Giampaolo sembra aver migliorato le cose, ma  non è ancora abbastanza.

CHIEVO 6.5:Abbondantemente in linea con i programmi. Il ritorno  di Di Carlo, voglioso di riscatto dopo l’esperienza sfortunata  alla Samp, sta pagando. Lo dicono i risultati di una squadra che  veleggia a metà classifica e che si è tolta anche qualche bella  soddisfazione. C'è da migliorare il rendimento in trasferta, ma  non appena Pellissier ritroverà i suoi gol sarà tutto più  semplice.

FIORENTINA 5:Rimandata a…maggio. Ma per la "viola" la  bocciatura dopo questo primo quadrimestre è inevitabile. Secondo  la piazza il problema era Mihajlovic, ma l’arrivo di Rossi non ha  cambiato più di tanto una situazione che non può soddisfare un  ambiente abituato ad altri campionati. Bisogna dare del tempo a  Rossi, tecnico di grande valore, ma il sospetto è che tra  cessioni eccellenti e una campagna acquisti per nulla  scoppiettante, il problema non era Mihajlovic, ma chi gli rendeva  la vita impossibile.

GENOA 5.5:Non merita la sufficienza piena alla luce dell’1-6 del  San Paolo. E’ anche vero però che il Grifone sta patendo più del  previsto i problemi in fase realizzativa dal momento che per  diversi motivi Zè Eduardo, Palacio, Pratto e Caracciolo non sono  riusciti a dare il contributo che ci si aspettava. A gennaio  arriverà sicuramente un bomber e con il ritorno del vero Palacio,  per Malesani sarà più facile far volare i suoi.

INTER 6:Non convince ancora, ma è tornata a vincere ed è in  rimonta. E’ stata anche in zona retrocessione la "pazza" Inter,  tanto che Moratti ha frettolosamente bocciato il progetto scelto  in estate. Via Gasperini, squadra a Ranieri "l'aggiustatore". "Sì  questo è il mio karma", ha ammesso l’allenatore di Testaccio che  ha dato serenità e punti alla squadra. Tante vittorie di misura,  gioco ancora approssimativo e l’assenza di Sneijder è un alibi  che regge fino a un certo punto. La sosta può giocare a favore  dei nerazzurri che, intanto, hanno avuto un grande merito: vincere  un girone di Champions League non impossibile, ma che aveva avuto  un avvio da incubo.

JUVENTUS 8:Definire la Juve rivelazione del torneo è quasi  offensivo per la storia della "Vecchia Signora", ma Conte non fa  altro che ripetere che si viene da due settimi posti e quindi  vedere i bianconeri in testa e ancora imbattuti (gli unici  nell’Europa che conta), fa sensazione. Il merito è proprio del  condottiero, dell’ex capitano che ha restituito mentalità  vincente e carattere a una squadra che prima di "calciopoli" aveva  questo nel suo dna. Non solo grinta e determinazione, anche bel  gioco, tanta corsa e un primato più che meritato. Attenzione  però, è solo il primo quadrimestre e l’8 in pagella non è altro  che un premio a una squadra che lavora per tornare (e rimanere)  grande.

LAZIO 7:Una splendida conferma. La Lazio sta ripetendo l’ottimo  campionato dello scorso anno quando non centrò la Champions  League pur arrivando quarta. Partito l’evanescente Zarate è  arrivato Miroslav Klose. Sembrava una follia, è stata la migliore  operazione del mercato estivo. Il tedesco non solo segna, sforna  assist e grandi prestazioni in ogni partita. E’ lui l’anima e il  leader di questa Lazio che non si nasconde, che ha grandi  obiettivi, che è anche tornata a vincere i derby e che sta  facendo strada anche in Europa.

LECCE 5:Ultimo in classifica, ma i segnali di ripresa, con  l'avvio della gestione Cosmi (subentrato a Di Francesco) ci sono.  Resta il rammarico per quei due punti lasciati al Tardini quando  l'impresa sembrava ormai centrata, è il segnale che il lavoro da  fare è ancora tanto, ma che c'è anche una base sulla quale  costruire una salvezza che non sarà facilmente raggiungibile ma  che resta alla portata dei salentini, soprattutto se Di Michele  garantirà con continuità le prestazioni di Parma e se Cosmi  sistemerà la peggiore difesa del campionato.

MILAN 7.5:I campioni d’Italia, nonostante una grande Juve,  restano i favoriti. Dopo un avvio stentato, Allegri ha ritrovato  il suo "Diavolo" che è tornato a vincere e a convincere, anche  grazie ai nuovi acquisti. Il "bomber" Nocerino su tutti, ma i  trascinatori dello scorso anno (Ibra, Boateng, Thiago Silva)  restano i pilastri sui quali, in attesa di Tevez, il Milan punta  per ripetersi in Italia. Poi c'è la Champions League, trofeo che  per i rossoneri resta un obiettivo da inseguire sempre e comunque,  Allegri lo sa e sa anche che la doppia sfida con l’Arsenal non si  può fallire.

NAPOLI 6.5:Più che sufficiente grazie allo strepitoso cammino in  Champions League. Gli azzurri hanno brillantemente superato il  girone di ferro, mettendosi alle spalle la nuova potenza del  calcio europeo: il Manchester City. In campionato, però, era  lecito aspettarsi qualcosa in più, vero è che la Coppa dalle  grandi orecchie toglie energie fisiche e mentali, ma è  altrettanto vero che in estate sono arrivati rinforzi importanti  che dovevano garantire a Mazzarri la possibilità di far fronte a  tutti gli impegni. C'è tempo per rimontare, ma da gennaio e fino  alla doppia sfida contro il Chelsea, in campionato il Napoli non  potrà più permettersi di sbagliare.

NOVARA 5.5:Dopo mezzo secolo lontano dalla serie A, il Novara  sapeva che era destinato a un campionato di sofferenza con un  unico obiettivo: la salvezza anche all’ultimo minuto della 38esima  giornata. La squadra di Tesser era partita bene, ha battuto  l'Inter a tratti ha giocato anche un bel calcio, ma poi ha  cominciato a buttare al vento punti importanti. Il quartultimo  posto non è lontano, c'è spazio e tempo per recuperare, ma  bisogna trovare una precisa identità tattica che ultimamente non  si è vista.

PALERMO 5:Un’estate con Pioli, poi l’improvviso cambiamento.  Squadra al giovane Mangia che si ritrova catapultato dalla  Primavera al calcio dei grandi. In casa fa benissimo, in trasferta  il cammino è da retrocessione sicura. Non solo non segna (solo  ieri a Novara ha sfatato il tabù), il Palermo non tira neanche in  porta e così lontano non si va, anzi…Ora tocca a Mutti,  l'esperienza non gli manca, l’organico per far bene, nonostante  tutto, neanche. Quel che non c'è mai, in casa rosanero, è il  progetto. Nel calcio spesso si abusa di questa parola, Zamparini,  tra ds cacciati o dimissionari e guide tecniche sempre a tempo,  pare non conoscerla proprio.

PARMA 6:Sufficienza scarsa. Il Parma è da 6-, non tanto per la  classifica visto che l’obiettivo dichiarato è quello della  salvezza, ma per i tanti alti e bassi della squadra di Colomba  eccessivamente Giovinco-dipendente. La sensazione è che manchi  quella solidità necessaria a far punti anche quando non si è al  top. Il ritorno di Floccari può dare una mano importante in vista  della seconda parte della stagione, ma il tecnico deve trovare  quell'equilibrio di squadra che raramente dipende da un solo  attaccante.

ROMA 6.5:Far bene dopo una rivoluzione societaria e tecnica non  è semplice. Tra mille difficoltà e senza compromessi, Luis  Enrique ci sta riuscendo anche grazie alla fiducia che i dirigenti  non gli hanno mai fatto mancare. L’asturiano è uno che insegue la  sua filosofia di calcio, che non guarda in faccia a nessuno e che  vuole fare risultati attraverso il gioco. La sua Roma è in  continua crescita e nonostante infortuni, incidenti di percorso  (leggi il derby perso all’ultimo respiro), liti e una squadra  quasi del tutto nuova, la classifica non è così malvagia anche  se non può essere esaltante per una piazza esigente e abituata  sempre a sognare.

SIENA 6:Sannino e i suoi ragazzi erano partiti benissimo.  Risultati, punti, bel gioco, poi un calo proprio sotto Natale tra  tante sconfitte e una squadra che pur mantenendo la propria  identità, ha perso convinzione precipitando nella zona che  scotta. Un momento no da chiudere al più presto, l’impressione è  che Sannino abbia ancora la squadra in pugno, ma i bonus  accumulati con la buona partenza sono ormai esauriti e adesso  bisognerà far punti con continuità.

UDINESE 8:Se la Juve è la grande rivelazione, l’Udinese è la  conferma. E nel calcio, si sa, confermarsi è ancora più  difficile soprattutto se riparti senza Zapata, Inler e Sanchez,  ovvero i giocatori, insieme con Handanovic e Di Natale, più  importanti nell’impresa della scorsa stagione. Un’impresa targata  Guidolin, il vero fuoriclasse dei friulani. Da anni, e non da  ieri, tra i migliori allenatori d’Italia, a Udine il tecnico di  Castelfranco Veneto ha trovato la sua dimensione ideale. Lì gli  è permesso di essere se stesso, di volare basso e di non illudere  nessuno, cosa insopportabile per altre miopi piazze dove conta  essere personaggio e non la bontà del lavoro che si porta avanti.  Le vittorie, il bel gioco, la classifica di vertice e la  qualificazione ai 16esimi di Europa League, dimostrano che patron  Pozzo ha capito tutto.

di Antonio Ricotta
Fonte: La Gazzetta di Parma