Serie A, diciannovesima giornata: il punto di Paolo Soave

 

Ahi la sosta… Gli ozi di fine anno imbolsiscono i migliori tranne il grande matador Cavani. Calza ricca per alcuni, anno nuovo vecchia solfa per il Siena. Venticinque reti nell'ultima del girone di andata, per sette successi interni, un pareggio e due vittorie in trasferta.

Questa Robur continua a non bastare. Contiene con ordine il Milan più povero dai tempi di Blisset, ormai alle liquidazioni e senza difesa, ma non ha mezzi per osare. Rosina resta un moscerino, Bogdani, tenuto ai margini dalla precedente gestione, non ci mette più nemmeno il fisico. Speriamo che il goal di Paolucci faccia almeno mercato. Gli arbitri infieriscono sempre sui più deboli, è nell'italico carattere, ma contro di noi è sin troppo facile. A metà del guado sono di nuovo sei le lunghezze dalla quart'ultima, segno che quanto di buono era stato fatto è stato ormai vanificato. Ci sarebbe da rifondare un reparto, quello offensivo, e qui si parrà la nobilitate di Antonelli, che deve ancora spiegarci l'acquisto di Ze Eduardo. Certo lui e il fantasma di Bendtner sono costati poco, ma sarebbe stato più utile uno Sforzini. Le cessioni eccellenti di cui si parla, se lette alla luce delle recenti ammissioni presidenziali, servono prima di tutto a far cassa.

Ci voleva il panettone per fermare l'inarrestabile marcia della Juve. E dire che la gara con la Samp, assai rimaneggiata, sembrava già in cassaforte dopo l'iniziale vantaggio siglato su rigore da Giovinco (sesta rete). I blucerchiati restano perfino in inferiorità numerica ma infilano due volte di rimessa gli svagati bianconeri, complice Buffon. Quando sbaglia il numero uno dei numeri uno vuol dire che qualcosa in generale non funziona. Male anche l'esordiente Peluso, altro soldatino semplice per Conte. Sono queste le cadute che fanno invocare il top player, ormai atteso dai tifosi come Godot. Ai cronisti Conte dichiara che le ragioni della sconfitta se le tiene per sé e le dirà, a modo suo, ai giocatori. Già bubbola nello spogliatoio. Domanda semiseria: cambia qualcosa? No perchè solo la Juve può perdere questo campionato. Quando cala la tensione i bianconeri ripiombano nella loro normalità, ma capita raramente. Garantisce Conte. Si esalta la Samp di Delio Rossi, che a Torino si trova spesso bene. Sempre più in evidenza Icardi, goleador argentino di scuola Barça, che sta risollevando la Doria: forte, veloce, tecnico.

Si era messa male per la Lazio all'Olimpico contro il Cagliari, passato in vantaggio con Sau (sesta rete). Anche gli uomini di Petkovic hanno difficoltà a trovare il ritmo partita; sardi attenti e pronti a ripartire. A conferma dell'ignoranza ormai dilagante nel paese, qualche isolato buu accompagna le azioni di Ibarbo. La lezione data dal Milan a Busto Arsizio non è piaciuta all'ineffabile Blatter. Solo un nuovo meteorite ci libererà di simili dinosauri. Pareggia Konko e nel finale è Candreva a procurare il successo dal dischetto. In altri tempi la Lazio non avrebbe vinto una simile partita. Funziona benissimo la formula Petkovic: cinque centrocampisti di corsa e di qualità a sostegno di Klose e a protezione della difesa, che subisce pochissimo. Secondo posto strameritato e il sogno di Frank Lampard, ultimo gentleman del calcio d'oltre Manica, forse un po' troppo compassato per i nostri ritmi. Sesto stop di fila per il Cagliari, arrabbiatissimo, che pure non gioca male.

Nella notte del San Paolo brilla ancora la stella del Matador, forse il fuoriclasse più grande rimasto nel nostro campionato. Gli bastano quattro minuti per infilare, imbeccato da Pandev, Goicoechea. La Roma fa gioco ma le palle goal capitano sui piedi poco ispirati di Destro e Bradley. I giallorossi cedono ancora nella ripresa sotto i colpi di Cavani, che fa centro anche di testa (capocannoniere a sedici reti). Espulso Pjanic per due entrate in ritardo in tutta la partita, piuttosto anonimo De Rossi, sempre sapiente ma del tutto statico Totti. Illude Osvaldo, che subentra a Destro e al momento stramerita una maglia da titolare. Suggella Maggio. Si rilancia il Napoli, sempre Cavanidipendente; riemergono le pecche zemaniane alla prova del micidiale contropiede partenopeo.

Se la riprende con gli arbitri Stramaccioni. Certo, l'Inter è poco fortunata ultimamente e qualche decisione di Giannoccaro può anche essere discussa, ma la vittoria dell'Udinese è nel complesso cristallina. Nerazzurri ingolfati nelle gambe e involuti nel gioco. Non c'è Milito, Palacio vorrebbe il rigore invece si becca il cartellino. Di Natale la sblocca da par suo, con giocata sin troppo comoda nella ripresa, subito dopo l'espulsione di Juan Jesus prelude al tracollo. Il guizzante Muriel e ancora Di Natale (dodici reti) non trovano più ostacoli. Involuzione Inter: con l'attuale penuria continuare a emarginare Sneijder fin tanto che percepisce lo stipendio da Moratti è semplicemente tafazziano. Esordio di Rocchi, in attesa di altri rinforzi. Prestazione da vecchia Udinese per Guidolin, che deve averla preparata bene.

Incredibile al Franchi. Giuseppe Rossi, talentino sfortunato che vestirà viola, assiste a uno spettacolo sconcertante. La Fiorentina nel primo tempo produce ogni genere di palla goal ma al solo scopo di esaltare la zazzera volante dell'intrepido Perin, che sta fruttando non pochi punti salvezza al Pescara. Nella ripresa Weis pesca con piede sapiente la testa di Jonathas che sbuca oltre la linea difensiva di casa per l'agghiacciante vantaggio. Nel finale Celik si invola verso Neto su errore di Roncaglia e confeziona un incredibile 0-2 mentre gli altoparlanti già gracchiano “Oh Fiorentina…”. Malanno di gioventù per gli ambiziosi Montella boys, che si consolano col citato acquistone. Il Pescara può crederci: se lo sta meritando. Bergodi, nuovo su questi palcoscenici, sta conferendo solidità difensiva ai suoi. Per salvarsi da sempre è indispensabile saper essere all'uopo catenacciari.

Non si ferma più il Parma. Al Tardini per un tempo si vede soprattutto il Palermo, peraltro senza Miccoli. Franchino Brienza si divora due reti, non Belfodil (sesto centro), che comincia a funzionare con una certa regolarità. Dopo il momentaneo pareggio di Budan decide Amauri, la cui incornata non sembrava irresistibile, ma Benussi la rende tale. Nelle file dei rosanero, dal mercato intenso, esordio di Aronica, Sanseverino e del brasiliano Anselmo, destinato a lasciare il segno almeno per la vistosa coda di cavallo.

La manata di Lodi rischia di compromettere la partita del Catania contro il Torino. Dopo la folle reazione dell'ottimo centrocampista etneo, i padroni di casa danno il meglio. I granata nemmeno si accorgono della superiorità numerica tanto subiscono l'iniziativa dei virtuosi rossoazzurri, che cileccano qualche buona occasione, a partire dal rigore calciato da Bergessio. In compenso Barrientos sta diventando un giocatore davvero interessante. Da tener d'occhio. Per gli ospiti solo un diagonale del giovane Verdi che attraversa tutta la porta di casa, ma come ammette Ventura sarebbe stata troppa grazia.

Al Bentegodi sbuca Cofie e regala altri tre punti al Chievo. Corini sta raggiungendo le vette toccate dai veneti solo nei momenti migliori. E dire che l'Atalanta se l'è giocata a viso aperto e con buone occasioni. Continua a mancare qualche rete alla Dea, e non può pensarci sempre Denis. Girando a 24 punti per gli asini volanti la salvezza pare anche quest'anno raggiungibile.

Comincia a funzionare la strana coppia Borriello-Immobile. Bel successo del Genoa a Marassi contro il Bologna. Anche Del Neri può sorridere. Le due punte scambiano e Borriello, che ha tradizione personale favorevole per l'Epifania, ne fa due (in tutto sono cinque). Gioco più efficace, e c'è in più Floro Flores. Sempre ostiche le trasferte per il Bologna, soprattutto se Diamanti è giù di tono e il goal non viene facile.

La prima di ritorno si apre sabato alle 18,00 con Bologna-Chievo, seguita alle 20,45 da Inter-Pescara. Domenica alle 12,30 Torino-Siena, poi alle 15,00 Lazio-Atalanta, Cagliari-Genoa, Catania-Roma, Napoli-Palermo, Parma-Juventus, Udinese-Fiorentina e alle 20,45 Sampdoria-Milan. Saprà la Robur riaprire il proprio campionato a Torino? Difficile ma non impossibile, soprattutto non avendo nulla da perdere. Buon anno, cara vecchia Robur (paolo soave).

Fonte: Fedelissimo Online