Senza Beretta i tifosi insorgono.

Un epilogo clamoroso che ha mandato su tutte le furie la città e la tifoseria, con la rabbia popolare che cresceva con il passare delle ore e il prolungarsi a dismisura di una trattativa che sembrava già chiusa. La giornata di venerdì rimarrà senz’altro nella storia di questa stagione del Siena, anche perché alla fine l’auspicato ritorno di Mario Beretta non si è concretizzato. Il mister di due salvezze ha salutato Siena facendole i migliori auguri, ma ribadendo: “Non ci sono le condizioni”. Tutto come prima, allora? No. Perché se è vero che sulla panchina bianconera resta Marco Baroni, in realtà qualcosa potrebbe essersi rotto nei già precari equilibri di casa Robur, visto che il trainer delle ultime due npartite è stato di fatto sfiduciato dall’azione del presidente Giovanni Lombardi Stronati, che aveva tutte le intenzioni di sostituirlo. Altrimenti non avrbbe convocato a Roma il potenziale sostituto, oltretutto il candidato più gradito alla piazza. Ingaggiarlo sarebbe stato un colpo di immagine fuori dal comune, aver fatto evaporare il ritorno ha invece aperto un nuovo capitolo nella contestazione già pesante degli sportivi nei confronti della dirigenza. Ora la delusione e l’indignazione è amplificata da due giorni surreali, con una trattativa conclusa da un nulla di fatto. Così, fin dalle prime ore di ieri mattina, blog e siti esplodono letteralmente di offese e minacce anche personali verso il massimo dirigente e i suoi collaboratori, esplicitamente invitati a non presentarsi mai più a Siena e a non farsi trovare neanche in strada a fare due passi. Ed è tutto un fiorire di inviti per mettere in atto clamorose azioni di protesta, come incatenare i cancelli dello stadio, lasciare vuoti gli spalti per la sfida con l’Atalanta, organizzare cortei rumorosi e affollatissimi per far sentire la propria voce. Tornando al “caso Beretta”, è saltato, in particolare, per la diversa identità di vedute sulla durata del contratto (il mister chiedeva un biennale, la società voleva concedere un anno con opzione sul secondo in caso di salvezza) e sulla sua entità. Ma perchè, allora, uscire allo scoperto, tanto più con un allenatore già allontanato due volte e soprattutto dopo le dichiarazioni del direttore sportivo Manuel Gerolin di incondizionata fiducia a Baroni, come tecnico non di transizione ma per l’intero campionato? E’ uno dei misteri di una dirigenza arrivata, poco più di un mese fa e con la squadra già in crisi, a offrire un prolungamento del contratto a Marco Giampaolo, salvo poi esonerarlo 2 settimane dopo. E che ora si trova con una grana non indifferente da risolvere: andare avanti con Baroni, come vorrebbe Gerolin, o ipotizzare una soluzione alternativa? All’orizzonte c’è l’Atalanta, che precede il Siena di tre punti. Ancora giovedì sera Baroni ha dichiarato con orgoglio: “Posso andare avanti a testa alta, ho dato tutto me stesso e continuerò a farlo per il bene della squadra”. Ma rischia di dover affrontare questa partita fondamentale, se sarà ancora lui a restare in sella, con un ambiente completamente a pezzi.

Fonte: Corriere di Siena