“Noi scendiamo in campo sempre con l’obiettivo di vincere e lo faremo anche domenica. Sappiamo che la gara avrà le sue insidie, giocare fuori casa non è mai semplice. Loro hanno necessità di fare punti per mantenere la categoria: più si avvicina la fine del campionato, più i risultati pesano. Le partite di ritorno sono sempre diverse da quelle dell’andata”. Così Mauro Semprini, intervistato da La Nazione, inquadra la partita di domenica, dove peserà ancora una volta l’assenza del tifo bianconero: “Ci sono sempre stati vicini, ne siamo dispiaciuti e non capiamo neanche il motivo del divieto. Ma che ci possiamo fare?”.
All’andata, con il gol allo scadere valso tre punti, Semprini ha vissuto il momento più alto della sua stagione alla Robur: “Neanche poi tanto alto – precisa l’attaccante -, diciamo che segnare in pieno recupero una rete da tre punti e stata una bella emozione; una soddisfazione personale che mi ha permesso di lavorare bene la settimana successiva. Ma poi è finita li. Se a un momento positivo, non ne segue un altro… In quel periodo giocavo, stavo bene, poi mi sono fatto male. Adesso? Mentirei se dicessi che sono al top. Purtroppo a causa dell’infortunio al ginocchio sono stato tanto fuori e dopo un lungo stop non e mai facile ritrovare continuità. E poteva pure andarmi peggio: ho impuntato. Ho rischiato che il ginocchio mi si spezzasse proprio. Ma ora sono rientrato, con entusiasmo e con la voglia di mettermi a disposizione della squadra per le partite che rimangono, cercando di tirare fuori il meglio di me. Magari realizzando qualche gol importante”.
Ricorrente è il problema delle poche reti realizzate dalla Robur: “Io non credo che ci sia un motivo valido e specifico, tanto la situazione è paradossale. Sicuramente anche noi attaccanti abbiamo le nostre colpe, alla fine siamo noi che dobbiamo mettere la palla in rete. Quindi dobbiamo stare zitti e continuare a lavorare, mettendoci tutto il nostro impegno, fino alla fine”. Per i bianconeri, l’obiettivo più alto rimasto da raggiungere è forse la seconda posizione, un risultato che però conta fino ad un certo punto. “È così – spiega Semprini – in Serie D ho giocato soltanto una stagione, quando avevo 19 anni. Con il Ponsacco arrivammo secondi, dietro alla Pianese, e vincemmo i play off, battendo il Montevarchi e il Follonica Gavorrano. Una soddisfazione personale, ma niente di più. Questo non significa però non avere stimoli, ognuno deve trovare dentro delle motivazioni, per sé stesso e per la squadra, per onorare la stagione. Nelle partite che rimangono da qui al termine del campionato dovremo dare il massimo. D’altra parte in Serie D ne vince una sola, c’è poco da fare”.
Fonte: Fol
