Sei mesi a Mauri, solo un’ammenda alla Lazio

lleciti consumati, ma insufficienza di prove per i giocatori. Con questa capriola nelle motivazioni, la Disciplinare ha squalificato per sei mesi Stefano Mauri (omessa denuncia su Lazio-Genoa) e rifilato una semplice ammenda di 40 mila euro alla Lazio invece del -6 chiesto dall’accusa. Ma a esultare non è solo il club di Lotito: ammenda anche al Lecce (omessa denuncia per Stefano Ferrario per Lecce-Lazio, prosciolti i portieri Benassi e Rosati), nulla al Genoa (scagionato Milanetto, la posizione più fragile). Alla fine condannati per illecito i soliti noti: Zamperini e Cassano. Di sicuro in campo non c’erano e quindi visto che la Disciplinare ritiene evidente che i tarocchi siano stati portati a termine (per Lecce-Lazio gli ungheresi hanno versato 600 mila euro tramite Zamperini, per Lazio-Genoa addirittura Ilievski era a Formello…), qualcosa non torna. «In dubbio pro reo» è stata la molla che ha salvato Mauri. Chissà che cosa ne pensa di questa soluzione Cristiano Doni, l’Atalanta e tutti gli altri condannati dei primi due filoni dell’inchiesta di Cremona: allora la strada scelta dalla giustizia sportiva era stata molto diversa. 
Difese vittoriose Poco importa agli avvocati impegnati in questo processo: le argomentazione portate da Buceti-Melandri (per Mauri), Grassani (Milanetto), De Rensis (Ferrario), Rodella (Rosati), Scognamillo (Benassi) hanno fatto breccia. Certo, i legali del capitano della Lazio non la considerano una vittoria: «Faremo ricorso, riteniamo un clamoroso errore la squalifica per l’omessa denuncia». E Mauri ha rincarato: «Contento per la Lazio che non avrà penalizzazioni, ma il mio stop sembra un’ingiustizia. Confido nell’appello». Stessa «speranza» posta dal Procuratore Palazzi: ha raccolto le briciole in primo grado nonostante la Commissione presieduta dal giudice Artico abbia ritenuto le accuse del pentito Gervasoni «precise, coerenti, costanti, spontanee e pienamente utilizzabili». Ma su Lecce-Lazio non è servito a nulla: l’avvocato De Rensis ha smontato la tesi che voleva Ferrario (andrà a parlare a Cremona con il pm Di Martino per raccontare particolari che potrebbero essere interessanti) «grimaldello» dell’illecito, mentre Mauri pur essendo a contatto con Zamperini è stato prosciolto. Forse su questo giudizio pesa il fantasma delle nuove carte coperte a Cremona. Insomma, tra qualche mese potrebbe esserci un nuovo processo sulle stesse gare e magari i deferiti potrebbero nel frattempo aumentare. Nulla di anormale: il codice di giustizia sportiva lo permette. Nel frattempo ci sarà l’appello subito dopo Ferragosto. Colpi di scena saranno difficili. 
Fonte: La Gazzetta dello Sport