Scoppia la rivolta nella Lega Dilettanti: petizione per chiedere le dimissioni dei vertici della LND

L’atteggiamento tenuto dai vertici della serie D in queste ultime settimane ha scontentato tante società affiliate alle Lega Dilettanti, dalla serie D alla terza Categoria. E’ stata promossa sul sito change.org, una petizione che potranno firmare i presidenti delle società che vorrebbero le dimissioni del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia e del responsabile della serie D Luigi Barbiero. Le accuse, secondo i promotori della petizione, sono dettagliate, ma riportando questa notizia, non possiamo fare a meno di notare che ad accuse concrete ne leggiamo altre che sembrano più supposizioni che dati di fatto.

Le società di Calcio appartenenti alla LND dicono basta al Presidente della LND Sibilia e al Responsabile della SERIE D Luigi Barbiero, i quali stanno distruggendo il Calcio e mettendo in serie difficoltà un movimento che conta migliaia di società.  Di seguito l'elenco delle gravi mancanze e dei torti subiti dalle società da parte della gestione SIBILIA della LND. 

-blocca e riattiva i campionati a proprio piacimento 

-non è stato in grado di fare un protocollo adeguato per garantire alle persone di praticare uno sport salutare come il calcio in sicurezza

-ha incassato i soldi delle iscrizioni, pur sapendo che i campionati sarebbero stati sospesi 

-non ha restituito parte delle iscrizioni della passata stagione appena conclusa.

– nessun aiuto è stato dato alle società LND di tutta Italia. 

-fonti certe evidenziano che Sibilia voglia persino tentare di diventare Presidente della FIGC nelle prossime elezioni

-ha un grandissimo conflitto di interesse essendo un parlamentare della Camera e quindi incompatibile in qualsiasi stato democratico ad essere Presidente di un ente che riceve fondi pubblici come nel caso LND. 

-vanta ulteriori cariche in società riconducibili sempre alla LND che gestiscono fondi pubblici.

-nei giornali dichiara che le società devono ricevere delle sovvenzioni e poi nega le stesse sovvenzioni alle società.

Fonte: FOL