Scommesse, il pentito Carobbio rivela: “Siena-Novara decisa dagli zingari”

Inchiesta sul calcioscommesse a Cremona, spuntano nuovi calciatori coinvolti e nuove partite taroccate. L’ultima la tira in ballo Filippo Carobbio dello Spezia, uno degli arrestati nel blitz di dicembre, uomo chiave nei rapporti tra il gruppo degli «zingari» e i giocatori. Il 19 gennaio davanti al pubblico ministero Roberto Di Martino, Carobbio ricostruisce la sua carriera con la maglia del Grosseto, dell’AlbinoLeffe e pure del Siena. «In occasione della partita Siena-Novara del 1º maggio 2011 terminata con il risultato di 2-2 venni contattato da Gegic e Ilievski», fa mettere a verbale il calciatore e di quella partita di serie B ricorda il coinvolgimento di altri due giocatori. Si tratta del difensore del Siena Roberto Vitiello e del centrocampista Davide Drascek del Novara passato al Feralpi Salò in serie C1.

Gli «zingari» vorrebbero un risultato diverso dal pareggio o un pareggio con over. Filippo Carobbio, per una volta, si fa da parte: «Io risposi che non ero interessato e che non avrei nemmeno giocato». Ma poi assicura che altri si misero d’accordo per la combine: «Infatti ci fu un contatto tra Vitiello del Siena e Drascek del Novara il quale avvenne nell’albergo che ospitava noi del Siena. Io li ho visti parlare». Troppo poco per essere sicuri che la combine sia andata a buon fine, visto che la partita finì proprio 2-2 perché, come dice Carobbio ai magistrati, «il pareggio sarebbe stato un risultato proficuo per tutti».

Tra serie A e serie minori il quadro delle partite taroccate è sufficientemente chiaro alla Procura di Cremona. Ma agli investigatori interessa conoscere il livello superiore, quello dell’associazione a delinquere transnazionale tra Singapore e la Croazia, tra l’Ungheria e la Macedonia e il nostro campionato. Un giro di affari milionario che agli investigatori ha fatto venire il sospetto che potessero pure essere comperate squadre intere. Tanto che a Filippo Carobbio che un tempo giocava nell’AlbinoLeffe, il magistrato Roberto Di Martino lo chiede ottenendo però meno di zero: «Non so nulla circa eventuali acquisti o finanziamenti da parte degli slavi o dei soggetti di Singapore con riferimento all’Albinoleffe».

Forse è vero, forse no. L’ex calciatore dell’Ascoli Alessandro Zamperini, finito pure lui in manette per aver cercato di tirare dentro con 200 mila euro Simone Farina del Gubbio, al giudice Guido Salvini racconta che più di un giocatore, italiano e no, aveva oramai paura dell’organizzazione. E racconta di una telefonata in cui Hristyan Ilievski, il macedone arrestato a dicembre perché in contatto con i capi di Singapore e che ha fornito ampie confessioni del giro di scommesse, gli faceva capire che non era più aria: “Qui siamo tutti morti, siamo tutti morti, ci ammazzano tutti”.

Fonte: La stampa