Scommesse, anche la A nel mirino. Doni, telefonata al dirigente dell’Atalanta

Nell'inchiesta-scommesse di Cremona 22 partite sospette. Riflettori su Genoa, Bologna, Cagliari, Lazio e Napoli. Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore a un'utenza intestata a una societa di cui è presidente il consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus

Prosegue senza sosta l'inchiesta di Cremona sulle scommesse nel calcio. Oggi si va avanti con gli interrotagori. Tocca a Nicola Santoni, già arrestato lo scorso giugno, che sarà chiamato a rispondere anche del tentativo di inquinamento delle prove (sul suo iPhone) progettato assieme al capitano atalantino Cristiano Doni, dopo lo scoppio dell'inchiesta. Domani è prevista la deposizione di Sartor. Ecco la cronaca della giornata, minuto per minuto.

Le indagini si allargano a macchia d'olio. Gli investigatori sono infatti convinti che la Serie A sia coinvolta. Almeno 20 le partite sospette che coinvolgerebbero anche Genoa, Bologna, Cagliari, Lazio e Napoli, oltre alle tre sotto osservazione citate nell’ordinanza (Napoli-Samp, Brescia-Bari, Brescia-Lecce dell’ultima stagione).

Spuntano nuovi particolari dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Cristiano Doni. Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore (effettuata con la scheda rumena) a un'utenza mobile intestata alla societa Mdf Italia spa di Milano, di cui è presidente il consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus. Lo ha rivelato L'Eco di Bergamo nell'edizione di stamattina. Interpellato dal quotidiano, Fratus non ha voluto rilasciare commenti. Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo 2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini scrive nell'ordinanza che si tratta di "una partita che, secondo quanto si desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l'obiettivo che le squadre stesse si proponevano". E ancora: "L'esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione degli interrogatori". Sulla partita sarebbe stata giocata "una cifra enorme che conferma la combine". In un'intercettazione Bellavista, ex capitano del Bari arrestato in estate, informa che in Asia erano stati giocati 23 milioni di euro sul pareggio. Lo stesso Doni, per interposta persona, avrebbe scommesso 10mila euro sul risultato.

Fonte: Gazzetta dello Sport