Scimone: “I miei due anni al Siena? Tribolati ma affascinanti, mi hanno fatto crescere”

“Sono state due stagioni intense, tribolate, sotto tanti punti di vista: prima il Covid, poi tutti gli avvicendamenti sia manageriali che tecnici. Quando cambi tanto non è facile raddrizzare la barca in movimento. Ma sono state anche due stagioni affascinanti, importanti, che mi hanno fatto crescere. Siena è una piazza blasonata, in cui senti forte la responsabilità di come ti muovi e agisci. Non puoi lasciare niente di intentato. Ho sempre detto: ‘Ogni cosa che fai devi farla da Siena’”. A parlare, a La Nazione, è Nino Scimone, team manager della Robur arrivato a Siena l’anno scorso dopo gli otto anni alla Reggina e una stagione al Catanzaro. “Prima di entrare nel mondo del calcio – scrive il giornale senese – è stato informatore scientifico (è laureato in Farmacia), ma la passione per il pallone è stata troppo più forte”.

Ruolo di team manager – “Sono un po’ il punto di riferimento per tutti, colui che deve dare risposte, certezze. E serenità: anche queste cose, alla fine, portano punti. Spero di esserci riuscito. Sì, a volte mi sono preso anche gli sfoghi di dirigenti o allenatori, o la confessione di qualche giocatore, qualcuno l’ho aiutato nel privato. Sono i miei compiti”.

Il momento più bello – “La vittoria di Pontedera, con la zampata di Ardemagni che ha regalato la salvezza matematica. Ci siamo tolti un peso fastidioso; la permanenza in categoria un dovere che avevamo, ma non era per niente scontato”.

Il momento più brutto – “Beh… Dal Covid, il primo anno, con diversi tesserati positivi, agli esoneri che ci sono stati: brutto dover salutare persone con cui avevi stretto un legame”.

Apprezzamenti – “Non credo di meritare così tanto, ma mi fa piacere… Mi sono sempre comportato con professionalità, serietà, correttezza e disponibilità. Poi sono un meridionale, per carattere lego un po’ con tutti… Nei momenti più duri ci ho messo tutto me stesso. Ho anche avuto la fortuna di lavorare con un gruppo di professionisti seri e, ancor prima, uomini veri. E menomale, perché altrimenti potevamo finire nelle sabbie mobili. I tifosi non finirò mai di ringraziarli”.

Aneddoti divertenti – “In assoluto gli scherzi al massaggiatore Ezio Targi che hanno alleggerito giornate pesanti. Non so quante volte gli è stato nascosto il motorino, e lui a cercarlo…”.

Contratto in scadenza– “Non so nulla, nessuno mi ha detto nulla. Anche io devo capire cosa mi riserverà il futuro”.

Fonte: Fol