Questa mattina, nella consueta conferenza del mercoledì, ha parlato il difensore bianconero Paolo Schettini. Arrivato a Siena a gennaio dopo un lungo stop per infortunio, il classe 2004 ha lavorato in questi mesi per ritrovare la migliore condizione, mettendosi a disposizione del gruppo. Domenica scorsa, nella vittoria di Camaiore, è arrivato l’esordio dal primo minuto, accompagnato da una prestazione più che positiva. Queste le sue parole.
La partita di domenica – “Era tanto che non giocavo dal primo minuto, è stata un’emozione forte e positiva. Dopo aver lavorato tanto mi sentivo pronto per questo momento. Sono contentissimo per come è andata e soprattutto per il risultato della squadra. La prestazione si è vista: abbiamo avuto forse cinque minuti di distrazione, ma abbiamo reagito bene e arriviamo alla prossima partita e ai playoff nel migliore dei modi.”
Bilancio del periodo a Siena – “Il bilancio è positivo. Venivo da un periodo complicato: quando ti operi ci sono sempre mille punti di domanda. Sono contento di quello che ho trovato, dalla città e dalla piazza fino alla tifoseria, per poi parlare dei compagni fantastici, dello staff tecnico, del mister, della dirigenza e di tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Sono un ragazzo ambizioso: mi piacerebbe continuare qui, in una società altrettanto ambiziosa, per raggiungere traguardi importanti. Sicuramente il bilancio è positivo, ora speriamo di concludere nel migliore dei modi.”
La sfida al Trestina – “È una partita importante, al di là del fatto che loro hanno la serenità di aver, tra virgolette, finito il campionato. Quando una squadra viene a Siena, al rastrello, ha sempre uno stimolo in più per giocarsi la gara. Come ha detto il mister, sono partite fondamentali non solo per la classifica, ma anche per capire come arriviamo ai playoff. Dobbiamo dare continuità fino all’ultimo minuto e presentarci a quello che sarà nel miglior modo possibile.”
Il momento no del Siena – “Non avendolo vissuto in prima persona, mi risulta complicato pensare che una squadra con questi interpreti non sia riuscita ad avere continuità. Nel calcio però ci sono tante dinamiche. Io sono arrivato in un momento positivo e sono convinto che la forza del gruppo sia la tranquillità, l’unione e la serenità con cui si scende in campo, unite alla professionalità. Detto ciò, sono felice che siamo riusciti a uscirne grazie al lavoro, perché nessuno ci ha mai regalato nulla.”
La situazione al suo arrivo – “Venivo dal Trastevere, dove avevo trovato spazio e fatto prestazioni importanti. Poi, quando ti fermi, è normale avere incertezze sul futuro: la priorità era tornare a stare bene fisicamente e ritrovare continuità. Sapevo dove venivo e che compagni avrei trovato, ma le aspettative erano soprattutto su me stesso. Qui ho trovato una concorrenza sana che ti spinge a dare di più. Con compagni e giocatori fantastici come Somma, Conti e Cavallari posso solo imparare: è anche questo che ci porta a dare sempre il massimo.”
Futuro – “Mi piacerebbe continuare qui, l’ho già detto. Siena è una piazza importante e ambiziosa e in Serie D ce ne sono poche così. Deve esserci un progetto che mi permetta di crescere, ma posso dire di essere rimasto soddisfatto anche della visione societaria, al di là del campo per cui sicuramente mi farebbe piacere rimanere.”
L’avventura a Rimini – “Quando sono andato lì sapevo che era una situazione a rischio, perché la società si era iscritta senza una reale stabilità economica. Ho trovato tanti ragazzi con dubbi sul futuro. Ho deciso di andare, ma senza firmare, proprio perché aspettavo certezze che poi non sono arrivate. Alla fine è andata come sappiamo: il Rimini è fallito.”
Il sogno della C – “L’ho assaporata e lo dico sempre: è stata solo una frenata. I miei obiettivi e le mie ambizioni sono rimasti gli stessi, è cambiato solo il percorso. Credo molto nel lavoro e qui a Siena trovo una visione societaria che rispecchia la mia etica. Quella della Serie C può essere un obiettivo comune.”
Niccolò Boscagli
Fonte: Fol