Scazzola: «Addio senza rimpianti»

«La società Robur Siena ringrazia mister Cristiano Scazzola per la professionalità e le qualità morali dimostrate in questi mesi di permanenza sulla panchina bianconera. Il suo lavoro ha permesso la crescita e il lancio di profili giovani e di sicuro interesse. Nell’annunciare che il suo contratto non verrà rinnovato, la società formula a Scazzola i migliori auguri per il prosieguo della carriera». Con questa nota pubblicata sul sito ufficiale bianconero la Robur ha annunciato ieri la rottura del rapporto professionale con il tecnico. Una rottura che mancava soltanto di essere formalizzata, visto che i segnali erano netti e inequivocabili, nonostante Scazzola abbia guidato gli allenamenti della squadra anche dopo la conclusione del campionato. «Un bilancio della mia avventura in bianconero è presto fatto – ha dichiarato il mister a poche ore dal comunicato –: sono arrivato perché la società ha deciso di cambiare, quando la squadra era a 3-4 punti dai play out: questo, per il Siena, doveva essere un anno di transizione, la squadra doveva riuscire a salvarsi, se poi fosse arrivato qualcosa di più meglio. La volontà della società quella di creare una struttura solida per poi, nei prossimi anni, ambire a un traguardo più prestigioso. Un obiettivo minimo, lo capisco, se si ragiona nei termini del passato, che ha visto la Robur nel grande calcio; ma non va dimenticato che la stessa Robur è ripartita con una proprietà nuova di zecca, un budget diverso da quello di Alessandria e Cremonese, per fare un esempio, e tra mille inconvenienti: abbiamo finito a sei punti dai play out, dodicesimi, riuscendo nella valorizzazione di diversi giovani e rilanciando giocatori come Iapichino e D’Ambrosio in ruoli che non avevano mai ricoperto». «A gennaio – ha proseguito Scazzola – abbiamo perso un giocatore importante come Mendicino, con la volontà di far crescere Bunino e Jawo e puntando su Campagnacci, che però si è fatto male subito. Ecco, se c’è una cosa che più di ogni altra mi dispiace, è non aver potuto contare sugli uomini di maggiore esperienza come Castiglia, Gentile o Terigi. E se qualche partita fosse girata in maniera diversa… Ma non mi pento di niente, ho avuto la possibilità di allenare in una grande piazza, con un tifo caloroso: le critiche ci stanno, capisco che sia difficile accettare una realtà diversa da quella che i senesi hanno vissuto tanti anni. Ho lavorato in una società seria e organizzata, magari giovane e inesperta, ma seria e volenterosa che ha voglia di creare qualcosa di importante. Purtroppo non si può avere tutto e subito: condivido l’idea del Siena di avare avanti per gradi per non correre il rischio di saltare in aria a metà campionato. Io? Sono pronto a rimettermi in gioco». (Angela Gorellini)

Fonte. La Nazione