Sannino: “Zamparini chiede fatti e non parole”

Giuseppe Sannino, in una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, ha parlato di Palermo e della sua tifoseria ed anche del perché di aprire le porte dello stadio durante gli allenamenti. "Uno deve sentire la delusione della gente, di chi viene la domenica allo stadio. I giocatori vivono in uri mondo ovattato, non capiscono quello esterno, non percepiscono la passione. Dovevano guardarsi dentro, senza alibi".  Contestazione? Ma non è stata grandissima. Il tifoso del Palermo è passionale però educato, ti accarezza. E' sano, chiede solo attaccamento alla maglia. E' bastato mezzo risultato che agli allenamenti è tornato l'entusiasmo. Palermo è la città dove ogni allenatore vorrebbero lavorare. Sei ultimo e i bambini chiedono l'autografo…". Alcune parole anche per il Patron rosanero. "Come ho ritrovato Zamparini? Ero stato troppo poco prima, ma la pensa come quando mi aveva chiamato: fare sempre il meglio possibile". Parlare poco e portare fatti. Con voi parlo oggi perché siamo ancora lontani da domenica ( e se la ride). La forza dell'allenatore nasce da chi ti è vicino. Sono stato tre anni con Sogliano a Varese e poi con Perinetti a Siena e a Palermo. Le fortune di un allenatore sono determinate dalla bravura del dirigente. Il pallone è come un rapporto affettivo: lo sguardo della prima volta in ritiro, l'ammiccamento alle prime amichevoli, la passione in campionato, la sopportazione quando si continua. E alla fine il matrimonio prosegue o si divorzia".

Fonte: tuttosport