Sannino: “Voglio che questi ragazzi dimostrino ancora una volta di meritare la A”

Meno sei partite alla fine. Ancora fuori, per la terza volta consecutiva e con la volontà di provare a fare risultato e lasciare da parte tutto quello che non riguarda strettamente il campo. Sannino in conferenza stampa è partito proprio da domani, dalla gara di Marassi contro un avversario che, a detta di tutti si gioca la partita della vita o finale che dir si voglia: “Anche per Sannino e per tutti noi, giocatori e società è una partita importante, ma non voglio però parlare di finale per il momento perché per adesso non possiamo conquistare niente con la partita di domani.  La pressione poi c’è per tutti, loro per una classifica non attesa e noi per altri motivi che tutti conosciamo. Andremo a giocare per la terza volta fuori casa e cercheremo di fare risultato. Sarà una partita da uomini veri, i ragazzi sono consapevoli della posta in palio e quanto la gara sia importante dopo tutto quello che abbiamo fatto fino ad adesso”.

Il mister ha poi parlato del calendario, di questa infuocata riunione sulla disputa tra recupero e slittamento: “Il calendario è questo e ne prendiamo atto. Era giusto fermarsi per Morosini, anche conoscendo la sua storia che fa capire che anche noi se viviamo in un mondo privilegiato abbiamo una vita privata che nessuno sa. Dispiace però perché penso che nelle ultime sei giornata si dovevano lasciare le cose come erano, perché con il recupero stravolgi un qualcosa a livello psicologico. Succede che squadre come noi fanno tre partite fuori casa e puoi dare la possibilità ad altre squadre di affrontare la giornata con un altro spirito. Penso inoltre che squadre che avevano giocatori in diffida e dovevano affrontare una grande si ritrovano invece a giocar contro di noi,  come noi rischiamo di perdere qualche ragazzo in diffida in vista di mercoledì.  Io cerco sempre di rispettare le regole,  capisco i problemi dei tifosi e delle televisioni ma si doveva tener conto anche degli aspetti psicologici e di guardare anche queste piccole cose. Adesso però mettiamo la testa al campo e alla gara di domani”.

Proprio in vista della sfida contro la squadra di Malesani, Sannino deve rinunciare a Larrondo ma è consapevole che chiunque andrà in campo sarà pronto a fare il suo dovere: “Gli infortuni possono succedere ed essendo io fatalista vuol dire che doveva andar così. L’importante però è che gli altri si facciano trovare pronti e possa vedere in campo 11 giocatori pronti a fare una grande gara. In campo andrà la squadra migliore senza pensare ad altro e fare calcoli. Dopo la gara poi cominceremo a pensare a mercoledì e al Bologna. Intanto dobbiamo essere consapevoli di andare ad affrontare una squadra sì in difficoltà di classifica ma con dei grandi giocatori e per questo cercheremo di non farli giocare Giocheremo in uno stadio dove ci aspettano e dove ci sarà da battagliare. Per questo spero di vedere un Siena garibaldino e assatanato con questi ragazzi, che da grandi uomini quali sono siano pronti a fare una grande partita e a dimostrare ancora una volta di meritarsi di restare in A”.

Infine inevitabile il riferimento al calcio scommesse, alle dichiarazioni di Carobbio e a tutto ciò che potrebbe succedere con le indagini della giustizia sportiva: “Vorrei provare a sorvolare su tutto quello che succede fuori dal campo. Ma consideriamo che ogni giorno ci alziamo e al mattino troviamo sempre qualcosa di nuovo. Ormai da un po’ di tempo conviviamo con questa situazione, ma vorrei che il nostro pensiero fosse al campo e al cercare di raggiungere quell’obiettivo che ci siamo prefissati ad inizio stagione con i denti e con le unghie, senza ch nessuno, almeno sul campo, ci tolga quanto ci siamo meritati. Del resto m’importa poco e penso che toccherà agli organi competenti giudicare. Ripeto, noi dobbiamo guardare il campo e continuare a lavorare senza farci prendere da altro, anche se un ragazzo che al mattino si trova a leggere un quotidiano o a sentire la tv è difficile che non si ritrovi condizionato. Io dico ai ragazzi di pensare alla famiglia e ai loro affetti  e dimostrare attraverso il campo possiamo che meritiamo la A. Dobbiamo far vedere a tutto il mondo calcistico che abbiamo sputato il sangue per raggiungere la salvezza, sia morale che e fisica sul campo. Poi alla fine vedremo che succederà  e sarà compito della giustizia emettere l’ardua sentenza”.

Fonte: Fedelissimo Online