Sannino: Né stupidi, né pretenziosi, ma convinti e motivati

Ha un sorrisetto beffardo, Giuseppe Sannino, come di chi ha in serbo uno scherzetto e già si gusta il momento. Sicuramente la formazione anti-Roma sorprenderà. Non svela niente, in conferenza, se non l'utilizzo dal primo minuto di Vergassola, ma ha voglia di parlare: “Gli ho fatto i complimenti nello spogliatoio – spiega il mister -, perché è straordinario. Quando chiamato in causa ha giocato con grande abnegazione e con il piglio di un calciatore giovane. Domani toccherà a lui. Ho già scelto l'undici, i ragazzi già sanno, per come hanno lavorato in settimana non ci sono dubbi. Siamo in tanti e ogni ruolo è coperto da due-tre elementi: io faccio giocare tutti, anche perché ci aspettano due partite in tre giorni. E non vado a simpatia: contano i fatti, non le parole”.
E' un Sannino sicuro, forte del lavoro che insieme alla squadra sta portando avanti da mesi. Il buon primo tempo con la Juve il primo frutto raccolto: ma non può bastare. “Abbiamo ancora ampi margini di miglioramento – dice -, soprattutto in fase offensiva. Ma siamo chiari: qua non si parla degli attaccanti, mi dispiace anzi vedere che i ragazzi si sentano chiamati in causa. Quando parlo di fase offensiva, mi riferisco alla mentalità che la squadra, in toto, deve avere quando attacca, quando c'è da accompagnare l'azione, alla fisicità che deve caratterizzarci nell'andare e nel tornare”. “Contro la Juve – prosegue Sannino -, qualcuno può essersi sentito intimorito al cospetto di grandi campioni, ma di fatto, siamo calati quando per la foga di pareggiare, ognuno ha pensato più alla giocata personale, perdendo di vista il collettivo. Quest'anno, a differenza dello scorso, il Siena giocherà prevalentemente nella propria metà campo: questo però non significa che siamo una squadra 'difensiva', ma equilibrata: deve esserci equilibrio, sempre, soprattutto nei momenti difficili”. Un errore, quindi, per Sannino, cedere alla tentazione dei numeri. “Si è fatto un tanto parlare dell'offensivo 4-2-4 di Conte – sottolinea -: io ho visto un Giaccherini e un Pepe che si sono fatti chilometri sulla fascia, avanti e indietro. Nel mio 4-4-2 ho visto un Brienza e un Mannini, ai quali ho chiesto tanto sacrificio, con il secondo non ancora al top della condizione, portarsi costantemente avanti. E allora?”. Il mister bianconero, a domanda specifica, risponde anche su Gonzalez. “Pablo deve lavorare ancora tanto – dichiara -. L'ho buttato dentro per due partite consecutive, sfruttando quelle che sono le sue qualità Forse chi si aspettava il Gonzalez di Novara è rimasto deluso, ma sta giocando in una posizione diversa e può darsi che sia io a chiedergli cose diverse da quelle che gli venivano chieste in azzurro. Prima di tutto gli chiedo sacrificio, come a tutti gli altri. E no, non è né spaesato né isolato: ci sono altri argentini in squadra (Larrondo e Acosta ndr), gli stanno dando una grossa mano a integrarsi”. Queste le premesse, Sannino presenta la partita di domani sera all'Olimpico. “Sarà una sfida delicata in uno stadio bellissimo – commenta l'allenatore della Robur -. Sempre in controtendenza, per me la Roma sarà la rivelazione di questo campionato. So bene come lavorano: fanno grande possesso palla, danno ampiezza al campo. Hanno una mentalità offensiva, giocano con sette giocatori d'attacco. Noi dovremo stare attenti, non fare la parte né degli stupidi, né dei pretenziosi, ma prendere la forza dei grande campioni giallorossi, come stimolo e voglia di far bene per noi e per i nostri tifosi”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line