Sannino: “Dobbiamo giocare da squadra ed essere compatti”

Ci siamo! Mancano poco più di 24 ore all’esordio stagionale per la nostra Robur. Il mister Sannino ha parlato oggi in conferenza stampa presentando la trasferta che attende i bianconeri.

Mister come vive la vigilia dell’esordio?

“Non è che vivo con particolare aspettative o tensione l’esordio. Vivo invece con molta attenzione la partita, che è molto più importante. Il mio esordio in A lascia il tempo che trova, quello che conta è la gara ed è lì che vorrei vedere qualcosa di importante. Per quanto mi riguarda non credo di avere più questa aspettativa di entrare in un campo e pensare che domani esordirò in serie A, non fa parte dell’uomo. Tutte le mie aspettative si basano su ciò che farà la squadra e sulla prestazione”.

L’infortunio di Reginaldo ha cambiato qualcosa nei suoi piani?

“Può capitare un infortunio come quello di Reginado, io devo guardare avanti e pensare a ciò che ho a mia disposizione. Dispiace per il giocatore che purtroppo non c’è e avrebbe tenuto a giocare, ma per me chi va in campo è importante quanto il brasiliano. Domani ci presenteremo in campo con due giocatori importanti come Brienza e Mannini e tutti i ragazzi devono sapere che possono aspirare a giocare titolari”.

Una rosa molto ampia e molti giocatori che staranno fuori, non è mai facile fare delle scelte?

“Credo che i mugugni lasciano il tempo che trovano: siamo qui a lavorare anche con della gente che è voluta rimanere a tutti i costi. La rosa è ampia, ma tutti sanno quale è il loro posto e cosa devono fare per guadagnarsi la possibilità di scendere in campo. Un giocatore è normale che non sia mai contento di stare fuori, ma quando firma un contratto non lo firma per essere titolare ma per far parte di una rosa. Poi l’allenatore decide: c’è chi gioca, chi va in panchina e anche in tribuna”.

Tornando alla sfida di domani, che squadra si aspetta di trovarsi di fronte?

“Andiamo a giocare contro una squadra importante anche se tutti dicono che sarà una gara di seconda fascia e per noi abbordabile. Le partite sono tutte difficili allo stesso modo e non cambia molto tra giocare contro una grandissima o contro il Catania, anzi le insidie forse sono maggiori. Loro hanno nell’aggressività e nella tecnica le loro qualità migliori e possono contare su molti giocatori bravi nell’uno contro uno. In rosa hanno 8-9 argentini ed è importante sotto l’aspetto caratteriale e conoscitivo perché tra loro si trovano benissimo e possono creare un gruppo molto coeso a seconda delle aspettative che si creano”.

Quale deve essere l’atteggiamento del Siena?

“Dobbiamo giocare da squadra ed essere un team compatto, senza farci prendere dall’entusiasmo o lasciarsi andare alle prime difficoltà. Nell’ultimo test col Torino siamo stati bene in campo e voglio che il Siena riparta con quella mentalità e quella giusta voglia di soffrire per portare a casa un risultato positivo. Ci troveremo davanti un folto pubblico, ma sono quelle sfide che piacciono a me, dove saremo da soli contro tutti e dobbiamo andare a battagliare per conquistare qualcosa. Vorrei che nella testa dei miei giocatori si inculcasse che nulla è dovuto e che partendo sempre un gradino sotto dobbiamo conquistarci tutto e cercare di portare a casa un sorriso”.

Il non aver giocato la prima di campionato può influire?

“C’è un po’ di rammarico per non aver giocato perché con la Fiorentina era la partita della città e per i giocatori c’era uno stimolo in più per fare bene. Secondo me poi non cambia niente, tutte partiamo sullo stesso piano e dobbiamo farci trovare pronti. Non devono esserci alibi di stimoli per il fatto che la prima è saltata perché ci stiamo preparando da mesi, e adesso dopo una lunga attesa finalmente giochiamo e dobbiamo farci trovare pronti”.

Riguardo la formazione cosa ci può dire?

“Penso che la formazione l’avete vista in campo durante la settimana e sia quella senza niente da nascondere. Non posso dare dubbi ai miei giocatori: preparo la partita secondo chi voglio mandare in campo e il modo con cui intendo giocare.  Penso che dall’altra parte sappiano che se non gioca D’Agostino c’è Vergassola e se non gioca Bolzoni c’è Gazzi. Non mi piace a me la tattica del nascondere: tenere la formazione segreta fino a poco prima di giocare per me non ha senso perché mandare un giocatore in campo con i dubbi non è produttivo e tanto dall’altra parte ognuno prepara la partita a suo modo”.

Vetidue convocati, compreso Contini non al meglio della condizione…

“Andremo in ventidue perché voglio che tutti i giocatori siano con la squadra ed entrino nel clima. Ad esempio Contini verrà a Catania perché è un giocatore importante sotto l’aspetto caratteriale ed è molto importante che stia insieme agli altri e viva l’ambiente. Sia lui che Grossi però ancora non sono pronti fisicamente e spero di recuperarli al più presto, perché possono essere due pedine importanti. Non voglio mettere in secondo ordine nessuno, anche se sono consapevole che al momento, per problemi di numero, qualcuno rimane ai margini. Tutti devono stare comunque all’erta e farsi trovare pronti perché sul campo vedo come lavora tutta la squadra e chiunque può essere chiamato in causa quando meno se lo aspetta”. (Luca Casamonti) 

Fonte: Fedelissimo Online