Salvini: “Non accetto che un gruppo abbia paura di volare”

Nessun giocatore bianconero si è presentato in sala stampa, così nel post-gara a parlare ai giornalisti è stato il responsabile dell’area tecnica Ernesto Salvini, che ha analizzato la sconfitta e fatto anche il punto della situazione dopo questo inizio di stagione:

Tifosi – “Premetto dicendo che non voglio togliere nulla alla bravura e alla capacità della Recanatese di aver avuto una reazione importante. Ringrazio i tifosi presenti, che hanno stimolato dall’inizio alla fine e percepito il momento del bisogno, in quel momento hanno alzato anche di più la voce. Purtroppo ogni tanto queste alchimie non riescono e mancano le forze. Parlo della reazione della squadra e del calciatore allo stimolo”.

Sconfitta – “È figlia di un ragionamento che dovremo fare. In questo momento sono impreparato, le risposte si hanno quando la logica le consente. Posso rifare l’elenco di tutte le attenuanti, dagli infortuni al tour de force, che affrontato con assenze in ruoli particolari ha dato il suo contributo. La stanchezza potrebbe essere la prima scusa, ma credo che effettivamente ci sia qualcosa da ricercare nella mentalità”.

Secondo tempo – “Il crollo ci può essere negli ultimi 20 minuti, ma quando esci dal campo avendo dimostrato nel primo tempo caratteristiche importanti mi aspetto che rientri in campo per difendere quello che avevi conquistato. Non sempre si ottiene quello che uno vuole, ma va bene avere un calo fisico negli ultimi venti minuti, non appena rientrati in campo”.

Testa – “Credo che sia corretto dire che i risultati sono in linea con quello che ci eravamo prefissati, a noi serve capire cosa questo gruppo avrebbe potuto dare in questa stagione per vedere una programmazione successiva. Si possono mettere in preventivo varie cose, quello che non è possibile mettere in preventivo è quello che il giocatore ha nella testa. Io non accetto che un gruppo abbia paura di volare. Quest’anno nessuno ha posto condizioni e precisi parametri di classifica. L’unico obiettivo è quello di consentire ad un gruppo e al proprio staff di lavorare senza pressione e patemi d’animo per potersi esprimere. Se la pressione da parte della società non c’è, non capisco perché debba esserci nella testa dei giocatori. Se questo è il problema faremo l’impossibile per cercare di aiutarli ad avere la capacità di volare”.

Svincolati – “Una ricerca immediata c’è stata a livello di attaccanti, ma soltanto perché le previsioni degli infortuni di Arras e De Paoli, soprattutto del primo che sembrava dovesse subire un intervento, li lasciavano fuori per una tempistica eccessivamente lunga. Ci siamo messi all’opera una quindicina di giorni fa sul mercato italiano sondando tutto il sondabile, ma doveva arrivare qualcuno di utile, non tanto per fare numero. Il mercato straniero qualcosa avrebbe potuto dare, ma per far inserire uno straniero – soprattutto un attaccante – in una squadra ci vuole talmente tanto tempo che probabilmente in quel lasso di tempo di adattamento avremmo recuperato tutti”.

Risposte – “Sarei un cretino se non apprezzassi le prestazioni stupende fatte dalla squadra, così come non sarebbe giusto non riconoscere alla squadra di aver tirato la carretta in un momento in cui non è stato possibile tirare il fiato. Ho sicuramente apprezzato per il 60/70% il lavoro di allenatore e calciatori, sia quelli già in rosa che quelli arrivati. Per questo il mio pensiero va a un qualcosa che va modificato. Se dovessimo lottare per vincere potrei capire certe risposte della squadra, ma siccome questa pressione non c’è, un calo fisico così netto non è naturale. Si è quindi accavallato ad altri fattori che dobbiamo analizzare”.

Partite – “Questa settimana è importante recuperare forze e qualche infortunato e capire perché c’è eventualmente questa paura di volare. Le giornate storte capitano. Dopo la partita con la Torres c’era poco da analizzare, siamo entrati in campo completamente disorientati. Quattro giorni fa avremmo dovuto vincere per come abbiamo giocato, oggi alla lunga non avremmo dovuto perdere”.

Valutazioni – “Il momento non è dei migliori, però al di là di questo c’è da andare a fare delle valutazioni. Un giocatore non all’altezza si cambia, ma un giocatore che è all’altezza ma non ha lo spirito avventuriero per riuscire a mantenere una costanza dei risultati è più complicato da andare a risolvere. Visto che dobbiamo fare un campionato per capire, una delle cose più importanti da capire è se caratterialmente ha la possibilità di migliorarsi. I miglioramenti ci sono stati grazie al lavoro certosino dello staff e dalla predisposizione dei calciatori, però due indizi cominciano a fare una prova. Posso incoraggiare e stimolare un giocatore che dà tutto, quello che non ha accetto è un giocatore che ha paura di privarsi dei propri sogni”.

Personalità – “Oggi sono venuto qui perché i ragazzi erano talmente stremati che non riuscivano a bere. Passo sempre dal difensore di tutte le componenti, come farò sempre, e ribadisco che i risultati sono in linea con il progetto della società. Ma se dobbiamo riuscire a capire quanto valiamo dobbiamo fare di più, altrimenti non cresciamo. C’è anche la personalità che fa di un gruppo normale un gruppo speciale”.

Infortuni – “Per quanto riguarda Mora, domani fa l’ultima risonanza di controllo, dovrebbe ritornarci restituito dalla società di appartenenza per tornare sul campo. Necessiterà di una decina di giorni di adattamento. Con l’assenza di Raimo il mister dovrò tirare fuori dal cilindro qualche alternativa ma mi aspetto grande prova di reazione. Belloni e Frediani hanno subito delle microfratture da impatto, spero che lo staff medico riesca a farli recuperare nei prossimi giorni”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol