ROSSI: VOGLIAMO RISCATTARCI E TORNARE IN SERIE A

Andrea Rossi veste la maglia del Siena dal 2006. Quattro anni a sgomitare per la maglia titolare. Voglia di dimostrare quel che in lui si era intravisto all’arrivo in bianconero. Eccolo di nuovo, dopo la retrocessione, in serie B. Con sete rivincita, personale e di squadra. “Vogliamo riscattarci – esordisce l’esterno sinistro -. Vogliamo ritornare subito nella massima categoria. Questo è il sentimento che anima tutti noi e che ci spinge a lavorare al massimo seguendo i consigli del mister. Ci dispiace per quello che è accaduto, la retrocessione è stata una cosa grave, dopo anni di successi, traguardi tagliati e record centrati. Ma adesso non dobbiamo più pensare al passato, dobbiamo guardare avanti e calarci immediatamente nella nuova mentalità: fino all’anno scorso lottavamo per non perdere. D’ora in poi lotteremo per vincere”. I presupposti ci sono tutti. “Si è creato un ottimo gruppo – sottolinea Rossi -, composto da persone serie, di alto livello umano e tecnico. Sul Siena punterei sicuramente: a parte l’Atalanta, non vedo altre squadre che sulla carta ci siano superiori. Oltretutto, e già si incomincia a vedere, giochiamo un calcio spettacolare che diverte noi e chi ci guarda. Poi è ovvio, la serie B è lunga, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Questo è il mio primo anno di cadetteria, non la conosco molto bene pur avendola seguita da esterno, ma credo che la Robur possa davvero dire la sua”. I meriti sono soprattutto di Conte. “E’ un tecnico giovane – spiega Rossi – che, anche grazie ai trascorsi da giocatore, è riuscito a integrarsi perfettamente nel gruppo. Usa il bastone e la carota, senza tralasciare il dialogo, sempre attento sulla preparazione fisica e atletica. E’ il primo che ci sprona a stringere i denti e a non mollare”. Nel gioco di Conte i terzini sono bloccati: nessun problema per Rossi. “Anche se mi piace molto spingere, tanto che il mister mi sta provando anche più alto – dice il bianconero -, mi trovo benissimo nel suo sistema di gioco. Credo che oggigiorno un giocatore deve essere pronto a tutto. Io, per esempio, ho giocato esterno, in difesa e a centrocampo, ma mi sono adattato anche a centrale con Baroni… Oggi un calciatore non può specializzarsi, per quanto mi riguarda non faccio resistenze di alcun tipo”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line