Rosseti: inseguo il mio primo goal tra i professionisti

Lorenzo Rosseti sta vivendo quel momento della vita in cui inizi a guardare tutto da un'altra prospettiva. In cui si chiude una parentesi e se ne apre una diversa. La scelta di lasciare casa poco più che bambino per realizzare il suo sogno, lo ha portato a muovere a Siena il primo, pesante, passo nel mondo dei professionisti. Il cammino è ancora lungo e in salita, ma lui è un testardo e crede in se stesso. La fatica non lo spaventa, le delusioni fanno parte del gioco. L'importante è arrivare. Il più lontano possibile…

Il momento del Siena?

“Abbiamo tanta qualità e giocatori importanti, basti pensare al fatto che siamo il miglior attacco della serie B. La classifica non rispecchia in pieno il nostro valore. Vuoi per la penalizzazione, vuoi per episodi sfavorevoli, vuoi per errori che ci sono costati cari, qualcosina ci manca. Ma abbiamo tutte le potenzialità per fare un grande campionato: dobbiamo pensare di giornata in giornata, guardare sempre avanti, perché ogni partita ha una storia a sé”.
Il tuo momento?

“Sono contento delle presenze che ho collezionato e spero di ritagliarmi sempre più spazio. Arrivando dalla Primavera, fin da questa estate, il mio primo obiettivo è stato quello di crescere e mettermi in mostra. La rivalità è tanta con grandi campioni come Paolucci o Rosina, dai quali non posso che imparare”.
Il tuo obiettivo?

“Segnare il primo gol tra i professionisti. Per ora ci sono solo andato vicino… A livello di squadra la salvezza, poi chissà…”.
A chi lo dedicherai?

“Alla mia famiglia che mi è sempre stata vicino. Sono andato via da casa a quattordici anni e anche se Arezzo non è lontana è tutta un'altra cosa che stare con loro”.
Il giocatore che hai sempre ammirato?

“Anche se non abbiamo caratteristiche simili, Cristiano Ronaldo”.

Puntiamo alle stelle: sulla maglia di quale squadra vorresti un giorno veder scritto il tuo nome?

“Credo che il sogno di ogni bambino che inizia a giocare sia il Real”.

Il gol più bello della storia e il tuo gol più bello?

“Quello di Maradona ai Mondiali dell'86 anche se ho potuto vederlo solo in videocassetta. Il mio l'anno scorso al Viareggio contro l'Entella, una botta dai 35 metri…”.

Quanto è stato difficile il salto in prima squadra?

“Parecchio, soprattutto all'inizio: il ritmo è più alto, l'intensità maggiore, gli allenamenti pesanti. Ora quando torno a casa ho la forza soltanto di mettermi sul divano e guardare la tv o a giocare alla Play. Fortunatamente ho trovato degli ottimi compagni che mi hanno aiutato”.
Nel giro delle nazionali minori da anni: cosa significa?

“E' prima di tutto uno stimolo, ma anche un gran bel riconoscimento”.
Una canzone che potrebbe fare da colonna sonora della tua vita?

“ 'Now we are free', da Il Gladiatore: mi dà carica”.

Una persona che ti mette di buonumore?

“I miei genitori, Daniela e Valerio. Non vedendoli spessissimo…”.
Porti il suo stesso nome…

“Sì è il mio primo nome e anche quello di mio fratello Niccolò. Una volontà di mio padre. Ma chiamatemi Lorenzo”.

Una persona che ti ha cambiato?

“Più che cambiato, direi mi ha fatto crescere: mister Mignani. Sono contentissimo di averlo ritrovato anche in prima squadra. Mi conosce bene e sa come consigliarmi”.
Tre aggettivi per descriverti?

“Ostinato: non mollo mai; permaloso, me lo dice sempre anche il mister; sicuro di me”.
Vendetta o perdono?

“Perdono?”

Buio o luce?

“Luce”.

Un saluto ai tuoi tifosi?

“Spero che l'anno prossimo ci ritroveremo in serie A”. 

(Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo (in dstribuzione gratuita allo stadio)