Rosseti il gioiello del Siena: Dal no della Fiorentina alle voci di mercato, il suo racconto

Era il 2008 quando gli dissero, ‘No grazie, per la prossima stagione puntiamo su altri’. Un pugno allo stomaco gli avrebbe fatto meno male. Firenze, settore giovanile viola. Lorenzo Rosseti è un giovane attaccante, piccolino, ma pieno di talento. La squadra dei giovanissimi gli chiude la porta. Per lui non c’è spazio. Bisogna ripartire. Passa al Siena. Il talento sboccia come un fiore a primavera. Alla Fiorentina si erano sbagliati. Rosseti è un giocatore vero. Un attaccante di grande valore e prospettiva. L’uomo mercato della B ha appena diciannove anni. Per lui si sono già mosse la Juventus e la Fiorentina. Già, proprio loro. Antonello Venditti aveva ragione. Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Amici mai insomma. Firenze e la Fiorentina, storia di una ferita aperta, ma anche di un grande amore. “Le voci di mercato – spiega Lorenzo Rosseti – fanno sempre piacere. Ho letto i giornali, ho visto i titoli, ma cerco di non pensarci più di tanto. Vivo il presente, giorno per giorno. Ed il mio presente si chiama Siena, una società a cui devo tanto, che mi ha dato la possibilità di poter giocare a calcio ed esprimere le mie qualità. La Fiorentina? Essere accostato al club viola rappresenta un grande onore, un motivo di soddisfazione personale e professionale. Ho iniziato a giocare a calcio proprio a Firenze. Poi quando avevo tredici anni le nostre strade si sono separate. Il futuro? In questo momento non penso al mercato. Il mio futuro è continuare a migliorare, proseguire questo percorso di crescita e centrare la salvezza col Siena”. Già nel giro dell’under 20, Lorenzo Rosseti è un attaccante atipico. Una prima punta a cui piace svariare su tutto il fronte offensivo. “Il mio riferimento come giocatore – rivela il bomber bianconero – è Cavani del Psg. Mi ispiro a lui, perché in area è spietato, ma partecipa molto alla manovra, al gioco della squadra, rientrando a dare un mano ai compagni quando è necessario. Queste caratteristiche sono i miei principi di gioco. La serie B è un campionato molto difficile, nello stesso tempo formativo. Non mi aspettavo nemmeno io di avere un rendimento di questo tipo. Ma ho lavorato tanto e continuerò a farlo perché solo in questo modo si può crescere ed emergere”. Il Siena vive un momento molto delicato della sua stagione, forse della sua storia centenaria. L’obiettivo resta la salvezza, ma senza la zavorra della penalizzazione la squadra di Beretta sarebbe lassù a giocarsi la promozione con le big del campionato. Stagione che può essere considerata come quella della transizione. In attesa di tempi migliori, l’obiettivo è quello di valorizzare i giovani come Rosseti e Cappelluzzo, altro baby bomber della premiata cantera bianconera. Il futuro è nei loro gol. “Pierluigi – spiega Rosseti – è addirittura più giovane di me. È del novantasei, ha appena diciassette anni. Ha già segnato un gol, ed ha tutto per diventare un giocatore importante. Noi siamo qui, pensiamo solo a lavorare. Sperando un giorno di coronare i nostri sogni”. Rosseti più Cappelluzzo, uguale gol e tanto talento. Allora è proprio vero che Siena non è solo debiti e penalizzazioni.
Fonte: gianlucadimarzio.it