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Robur, una vittoria di grande qualità. A Bagno di Gavorrano si è vista una squadra vera

C’è modo e modo di vincere. Senza scomodare chi si interroga su quale filosofia calcistica sia la più redditizia, vedere una squadra consapevole della sua forza spadroneggiare in lungo e in largo come fatto ieri dal Siena a Bagno di Gavorrano non può non infondere una punta di ottimismo maggiore rispetto a quando si porta a casa una vittoria con un episodio dopo aver tenuto un atteggiamento sparagnino per novanta minuti. Sempre di tre punti si parla, ma la sensazione che la squadra bianconera ha lasciato al termine della sfida in Maremma non è da sminuire. Un successo che pesa, vista la caratura dell’avversario e l’autorevolezza mostrata dall’undici di mister Bellazzini.

L’ottimo manto erboso dell’impianto grossetano, apparso in condizioni impeccabili, ha certamente favorito la circolazione di palla e esaltato le qualità nel palleggio della Robur (aspetto che non sarà sempre replicabile con l’arrivo del freddo e di campi più pesanti), ma sarebbe ingeneroso ridurre tutto a questo. Il Siena ha mostrato ritmo, idee e coralità, all’interno di una proposta calcistica che non sembrava appartenere a questo livello. Come già successo ad Orvieto, la squadra è venuta fuori alla distanza nei secondi quarantacinque minuti, ma se vogliamo in maniera ancora più dirompente. Lo ha fatto senza Barbera, pretoriano di Bellazzini, senza Tosini, quota preziosa nel novero delle scelte del mister, senza Nardi, il più determinante fino ad oggi, e con un Menghi che bagnava ieri il suo esordio in campionato.

Di questa Robur piacciono la brillantezza, lo spirito di gruppo e la capacità di saper leggere i momenti della gara, oltre alla presa di coscienza, nel corso delle partite, di poter fare male all’avversario in qualsiasi momento. Tutto questo esibendo una compattezza di squadra quasi sorprendente se si prende a modello la passata stagione di Bellazzini, che alla guida del Ghiviborgo aveva concluso l’annata con la seconda peggiore difesa in assoluto di tutto il girone. Sbalorditivo pensando che di questa squadra sono cambiati praticamente tutti gli interpreti.

A guardare la classifica e il rendimento di questo avvio di stagione si rischia di far passare in secondo piano che il campionato è ancora lunghissimo, ma Bellazzini e il suo staff sapranno meglio di chiunque altro che il ditkat deve essere quello di non distrarsi e andare avanti nel solco tracciato. Il dato è però oggettivo e in pochi avrebbero potuto aspettarsi una Robur in testa alla graduatoria dopo sei giornate, con un’impronta già così definita ed una squadra propositiva e al tempo stesso equilibrata, che se non avesse fallito i tre rigori avrebbe potuto raccogliere ancora di più. Il segnale lanciato dai bianconeri è, ad ogni modo, molto chiaro: il Siena c’è e vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista in questa Serie D. (J.F.)

Fonte: Fol