Robur: occhi sulla Juventus – di Filippo Tozzi

Settimana atipica per la Robur che, dopo la vittoria di lunedì sera contro la Lazio, è nuovamente alle prese con la preparazione di una sfida ad una grande. Per la prima volta dal 18 novembre scorso, il Siena non è più ultimo in classifica. Merito dei tre punti ottenuti contro i biancocelesti di Petkovic. Adesso, tuttavia, si profila l’ennesima sfida proibitiva per la Robur. In questo caso, l’avversario è la squadra che da un anno e mezzo occupa la vetta della classifica. La creatura di Antonio Conte sta navigando a vele spiegate anche in Europa, anche se in campionato ha dimostrato di patire qualche battuta d’arresto. In ogni caso, quando la prima della classe affronta la terz’ultima, i rapporti di forza non possono che essere nettamente a favore della capolista. Detto questo, scendiamo nei dettagli ed andiamo a scoprire le caratteristiche dell’avversario di turno dei bianconeri di Iachini.

FASE DI POSSESSO
L’architettura tattica messa a punto dall’ex tecnico senese è oramai consolidata sul 3-5-2. Tuttavia, le carte in tavola cambiano a seconda degli interpreti. Molti osservatori hanno più volte stigmatizzato la mancanza di una stella vera e propria. Il gruppo guidato da Conte ha saputo fare di questa mancanza il proprio tratto caratteristico. Prendiamo ad esempio il reparto offensivo. Anelka è l’ultimo arrivo, ma ci sono anche Giovinco, Matri, Vucinic e Quagliarella. Elementi con caratteristiche diverse, ma che stanno amalgamandosi  sempre  più per fornire quella continuità di prestazioni richiesta alle squadre di vertice. La profondità della rosa a disposizione è dunque uno dei punti di forza della Juventus, almeno in campionato. L’unico vero insostituibile è Andrea Pirlo. L’etichetta di “insostituibile”è di quelle pesanti, ma si tratta di una semplice constatazione della realtà. Non significa che la Juventus non sappia vincere senza Pirlo. Significa invece che non ha a disposizione un altro elemento con le caratteristiche del regista bresciano. Non si tratta di una carenza del mercato, semplicemente Pirlo è una rarità in natura. Con il doppio impegno Campionato-Champions, Conte lo ha spesso centellinato e la sua scelta per domenica non è ancora nota. Quel che è certo è invece la qualità della manovra collettiva della Vecchia Signora. In Italia, nessuno crea più occasioni da gol in una singola partita. Le statistiche non mentono, e rivelano una media di 18.9 tiri a partita (20.2 in casa) di cui 7.2 nello specchio della porta (7.8 in casa). Solo la Roma si avvicina a queste cifre di produzione offensiva, pur rimanendo alle spalle dei campioni d’Italia. All’interno di questa orchestra, i solisti sono Quagliarella (7 gol), Giovinco (6), Matri (6) e Vucinic (6). Tuttavia, non si possono dimenticare i 5 di Pirlo e Vidal, così come i 4 di Marchisio e Pogba. Una lista di marcatori lunga e affollata. Infatti, la Juvetntus è la terza squadra della serie A per numero di giocatori mandati a segno (12), uno in meno della Roma e due in meno della Fiorentina. Analizzando le tipologie di gol, emerge che la Vecchia Signora è prima per reti segnate da azioni manovrate (31 sul totale di 50) e seconda per i gol da palle inattive (11 su 50).
L’altro fiore all’occhiello della squadra di Conte è il centrocampo. Il ruolo di Pirlo è ovviamente quello di direttore d’orchestra, come anticipato in precedenza. Poi ci sono gli incursori Marchisio e Vidal, a cui si sommano le prestazioni di un Pogba in grande ascesa. Le fasce sono invece territorio dei vari Lichtsteiner, Asamoah, Del Ceglie e Giaccherini. Rispetto al tasso tecnico degli altri compagni, questi elementi non sembrano all’altezza. Tuttavia, la grande capacità di corsa e la fisicità di cui sono in possesso consente loro di presidiare stabilmente le corsie esterne senza dover impegnare la mediana in complessi movimenti di copertura.

FASE DI NON POSSESSO
Una squadra non occupa la vetta per un anno e mezzo unicamente grazie alle proprie fortune offensive. Per ulteriori dettagli, suonare a casa Zeman. Conte sta riuscendo nella non scontata operazione di dare equilibrio e quadratura alla sua formazione. Il reparto difensivo è il meno perforato dell’intero campionato (16 gol subiti in 25 partite giocate). In casa, questa statistica si fa ancora più impressionante con sole 8 reti al passivo. Anche in questo reparto, la disponibilità di ricambi è notevole. Barzagli e Chiellini sono ovviamente i fiori all’occhiello della difesa bianconera ed azzurra. A loro si aggiungono Bonucci, letteralmente trasformato dalla cura Conte, ed i gregari Marrone, Caceres e Peluso. Questi ultimi, sebbene riadattati come interpreti a vario titolo di una retroguardia a tre, sono comunque dei complementi solidi. Per fornire un’idea più accurata della solidità della capolista, basta osservare la lista dei calciatori che sono riusciti a violare la porta dei padroni di casa allo Juventus Stadium. Sono solo 6: Osvaldo, Taider, Milito (2), Palacio, Icardi (2) e Borriello. La speranza di tutti i cuori della Robur è nella riedizione della sorpresa della 19° giornata, quando una Samp corsara si impose sui campioni d’Italia all’interno del loro stesso fortino.