Robur: occhi sull’Atalanta – di Filippo Tozzi

Dopo la sconfitta subita allo Juventus Stadium, la Robur si prepara ad affrontare l’Atalanta nel primo dei sette scontri salvezza consecutivi. I bergamaschi sono reduci da un periodo tutt’altro che roseo. Hanno chiuso il girone d’andata a quota 22 punti, in dodicesima posizione in classifica e con un margine di 5 lunghezze dalla quota salvezza allora fissata a 17. Questo significa che i ragazzi allenati da Colantuono hanno raccolto solo 5 punti nelle ultime 7 giornate. Una delle ragioni è da ricercarsi nell’infortunio a Luca Cigarini, vittima di una lesione ai legamenti della caviglia sinistra. Il regista di Montecchio Emilia è stato il faro della Dea e la sua assenza, che si protrarrà almeno fino ad inizio Aprile, ha costretto il tecnico bergamasco a modificare alcuni tratti fondamentali della sua creatura. Il passaggio al centrocampo a tre è stato pensato per garantire l’apporto di due mezze punte all’unico terminale offensivo. Una struttura che, per adesso, non ha prodotto dividendi significativi e che, alla luce dei due gol di Livaja contro la Roma, potrebbe essere accantonata in favore del ritorno al 4-4-2. Ma scendiamo nei dettagli ed analizziamo le caratteristiche dell’avversario di turno dei bianconeri.

FASE DI POSSESSO

Tra le squadre che non hanno ancora infranto la barriera dei 30 punti,l’Atalanta è quella che vanta il miglior bottino in trasferta, fatto di 11 punti a pari merito con il Genoa. Risultati frutto di una manovra non troppo produttiva, come testimoniano i 10.1 tiri di media a trasferta (di cui 3.1 nello specchio della porta). Infatti, l’attacco bergamasco è il terz’ultimo della categoria, con sole 24 reti all’attivo. Il reparto offensivo è ovviamente caratterizzato dalla presenza di Denis. Recentemente è stato affiancato da Marko Livaja, promessa proveniente dal vivaio interista. Più volte accostato al Siena dalle voci di calciomercato, il giovane croato ha messo a segno una doppietta nell’ultima giornata di campionato in cui la Dea ha ceduto il passo alla Roma. Nella nuova veste tattica, alle spalle dell’unica punta agiscono elementi come Maxi Moralez, Bonaventura, Brienza ed occasionalmente anche Giorgi. I due ex bianconeri hanno fin qui fatto registrare rendimenti altalenanti e con pochi acuti. I cambiamenti strutturali apportati da Colantuono erano proprio tesi a spezzare la siccità offensiva che sembra aver colpito i bergamaschi. Nella mente del tecnico, le due mezze punte dovrebbero cercare di attirare fuori dall’area i marcatori avversari. Mossa finalizzata a liberare spazio per l’azione del centravanti. Indipendentemente dalla veste tattica, comunque, l’Atalanta è la squadra che sfrutta di meno la fascia centrale del campo per i suoi attacchi alla porta (28% dei casi). Al contrario, la Dea preferisce la corsia destra, con il 38% delle azioni manovrate che passano da lì.

FASE DI NON POSSESSO

La caratteristica storica dell’Atalanta di Colantuono è il notevole equilibrio in campo. In questa stagione, come evidenziato in precedenza, la siccità offensiva ha afflitto i risultati ottenuti dai bergamaschi. Tuttavia, la qualità della fase di non possesso sembra essere rimasta costante. Il numero dei gol subiti si attesta a 38, in media con le altre concorrenti alla salvezza. Quello che sembra il motivo di maggiore preoccupazione è la quantità di conclusioni lasciate agli avversari. L’Atalanta concede 15.1 tiri di media a partita. In trasferta, il dato sale a 18.7. Tuttavia, se si analizza la casistica più a fondo, si scopre che si tratta nel 59% dei casi di conclusioni scagliate da fuori area. Quindi l’Atalanta protegge bene gli ultimi 16 metri, in cui concede solo il 36% delle conclusioni agli avversari (1° posto in serie A insieme al Napoli in questa speciale classifica).

Se questo è il quadro globale dell’avversario, sarebbe illusorio pensare che una partita come Siena-Atalanta possa essere solamente risolta da questioni tecniche o tattiche. Siena-Atalanta è uno scontro salvezza a tutti gli effetti. I bianconeri hanno mantenuto aperta la porta che conduce al sogno. Adesso devono iniziare a muoversi per attraversare la soglia e non è affatto scontato che questo passo sia meno impegnativo di quelli fatti contro Lazio ed Inter, ad esempio. Negli scontri diretti, la componente emotiva è fondamentale. Un grande cestista statunitense, un autentico specialista dei tiri decisivi allo scadere, una volta ha dichiarato: “La pressione può rompere i tubi o può costruire i diamanti. Dipende tutto dall’uso che fai della pressione”. La destinazione dei punti in palio al Rastrello dipenderà molto anche da questo fattore.