Robur: occhi sul Pescara – di Filippo Tozzi

Il calendario prevede per la Robur l’anticipo del sabato. I bianconeri affronteranno il fanalino di coda Pescara allo Stadio Adriatico. I 3 pareggi consecutivi contro Cagliari, Genoa e Parma hanno posto i bianconeri al quart’ultimo posto per la prima volta in stagione, complici anche i risultati delle dirette concorrenti per la salvezza. Adesso, i ragazzi di Iachini sono per la prima volta padroni del proprio destino. In via del tutto teorica, se il Siena mantenesse il bottino pieno da qui alla fine della stagione, il cammino delle avversarie sarebbe ininfluente. Un netto cambio di prospettiva per la Robur, che si trasforma da inseguitrice ad inseguita. Il prossimo impegno vede i bianconeri di scena a Pescara contro quella che, classifica alla mano, è senza dubbio la peggiore squadra del campionato. Sette sconfitte consecutive ed un solo punto conquistato nel girone di ritorno, il peggior attacco (21) e la peggior difesa (63). Insomma, un avversario contro il quale i bianconeri possono fare punti, ma non tanto per l’effettiva caratura dei ragazzi di Bucchi, quanto per il tipo di gara che si profila.

FASE DI POSSESSO
Con l’avvicendamento in panchina tra Bergodi e l’ex attaccante bianconero, il Pescara ha visto un ritorno alle origini per quanto riguarda l’assetto tattico. Il 4-3-3 è tornato di attualità, eccezion fatta per la gara di Torino in cui Bucchi ha dovuto fronteggiare l’emergenza infortuni. Le punte di diamante di questo Pescara sono poche ed acerbe. Weiss e Celik hanno segnato rispettivamente 4 e 3 reti in questo campionato, ma non bisogna dimenticare la vivacità atletica di Quintero. Per ipotizzare le formazioni è ancora presto, ma senza dubbio il colombiano sarà nei piani del tecnico abruzzese, così come Caprari. Il diciannovenne attaccante romano mise in notevole difficoltà il Siena di Cosmi nella gara di andata, ed è una delle poche note liete del campionato del Delfino. Sebbene i numeri siano impietosi, occorre ricordare che la manovra del Pescara riesce comunque a fornire una produzione media più alta rispetto all’ultimo posto in classifica. I tiri sono 12.5 a gara, di cui 3.4 nello specchio. Cifre abbondantemente più alte di quelle fatte registrare dalla stessa Robur, ad esempio.

FASE DI NON POSSESSO
Le note dolenti dei biancoazzurri arrivano nella metà campo difensiva. In media, il Pescara concede agli avversari 15.5 tiri nelle partite interne. Un dato che certifica la peggiore prestazione in Serie A. I frequenti cambiamenti tattici operati a causa dell’avvicendamento dei 3 tecnici non hanno certamente contribuito alla formazione di un’identità monolitica e coerente, a scapito dell’affidabilità. Infatti, gli abruzzesi sono riusciti a mantenere inviolata la propria porta solo in 5 occasioni (ultimo posto in questa speciale graduatoria)

Se questo è il responso della radiografia a cui abbiamo sottoposto il Pescara, sarebbe imperdonabile non analizzare anche il profilo mentale di una sfida del genere. La Robur ha infatti l’occasione di poter impostare una gara contro una diretta concorrente secondo le corde che le sono più congeniali. L’ultima piazza in classifica assegna al Pescara l’onere di tentare di fare propria la partita, concedendo ai bianconeri l’agognato spazio in ripartenza. L’incognita principale sarà data dall’interpretazione del nuovo ruolo della Robur. Da inseguitore a bersaglio. La prospettiva cambia radicalmente.