Robur: occhi sul Pescara – di Filippo Tozzi

La Robur si prepara per la cruciale sfida interna contro il Pescara. Strapazzati in casa dalla Juventus nella scorsa giornata, i ragazzi di Giovanni Stroppa hanno raccolto fin qui 11 punti in 12 partite. Come ogni settimana, andiamo a scoprire le caratteristiche dell’avversario di turno.

FASE DI POSSESSO
Quando si analizza l’atteggiamento offensivo del Pescara, il dato più rilevante è la quantità di evoluzioni tattiche tentate da Stroppa in questo primo scorcio di campionato. Dati alla mano, il tecnico dei delfini ha cambiato quattro volte la disposizione in campo. L’ultima metamorfosi risale a due giornate fa, con il passaggio alla difesa a tre. Nel successo per 2-0 contro il Parma, Stroppa scelse una mediana a quattro con gli esterni gravati del doppio compito di difendere e gettarsi in contropiede non appena entrati in possesso della palla. La scorsa gara interna contro la Juventus non può essere presa come termine di paragone, per cui la nuova veste tattica del Pescara sarà praticamente al secondo test contro i bianconeri di Cosmi.
Per quanto riguarda le caratteristiche di base, gli abruzzesi mostrano una evidente difficoltà a trovare la porta avversaria. Con solo 9 gol all’attivo, è l’unico attacco rimasto in cifra singola e conseguentemente il peggiore della serie A . Con la nuova disposizione tattica, Stroppa abbraccia quella filosofia calcistica che punta prima ad interdire la manovra avversaria, per poi sfruttare il rapido capovolgimento di fronte. Scelta obbligata data l’inesperienza di molti dei suoi attaccanti. Quintero  e Jonathas sono alla prima assoluta in serie A, provenienti rispettivamente dall’Atletico Nacional e dal Brescia. Vladimir Weiss è la stella di questo Pescara, con 3 gol già siglati in stagione ed un curriculum che annovera la nazionale slovacca, l’Espanyol, i Glasgow Rangers ed il Bolton. Abbruscato è tornato a fare centro nella massima divisione nazionale dopo due anni al Vicenza.
In linea di massima, il Pescara gioca poco in profondità, preferendo i cross dalle fasce o la palla lunga a scavalcare il centrocampo . Le difficoltà offensive sono certificate anche dai numeri. Gli abruzzesi hanno poco feeling con l’area di rigore, dato che solo il 36% delle loro conclusioni è scoccato nei 16 metri finali (peggior dato in serie A)  . Tuttavia, questo non deve dare l’idea di una squadra con un basso tasso tecnico in assoluto.  Infatti, i biancoazzurri sono al 5° posto assoluto per dribbling riusciti (9.4 di media a partita). Una squadra acerba senza dubbio, che probabilmente ha bisogno di tempo per metabolizzare le evoluzioni tattiche a cui è talvolta costretto il tecnico. Non dimentichiamo infatti che il Pescara è la squadra più giovane dell’intero campionato, con un’età media di 24.6 anni. Partiti i gioielli più splendenti di Zemanlandia, il trio Verratti-Insigne-Immobile, sono rimasti gli under 21 Capuano e Romagoli, con l’aggiunta di Perin.

FASE DI NON POSSESSO
Se si analizzano solo le cifre, si rischia di essere fuorviati dai 6 gol incassati contro la Juventus. Il Pescara trova la ragione dei cambiamenti tattici di Stroppa nel tentativo di trovare un nuovo equilibrio tra fase offensiva e quella difensiva. Gli esterni, solitamente Modesto e  Zenon, sono incaricati di intasare le corsie. In questo modo, i tre centrali possono concentrarsi sulla protezione dell’area di rigore. In mediana, i due schermi protettivi sono Blasi e Cascione. Tuttavia, sarebbe un errore considerare separatamente la fase difensiva da quella offensiva. Come per molte altre squadre in lotta per la salvezza, l’una determina l’altra. Se il primo obiettivo è quello di proteggere la propria metà campo con 11 uomini, la pericolosità risulterà minore. La protezione della porta diviene l’obiettivo primario se si incontrano difficoltà realizzative. La situazione può essere letta in entrambi i modi, ma certamente il Siena si troverà di fronte una squadra ordinata.

Queste le principali caratteristiche degli ospiti. L’approccio alla partita sarà comunque decisivo. Il Siena si sente rigenerato mentalmente dopo i 4 punti conquistati contro Genoa e Parma. Tuttavia, questo non deve far pensare che i bianconeri avranno vita facile contro il Pescara. Il piano partita rimarrà inizialmente lo stesso. Quando si affrontano due squadre con evidenti difficoltà offensive, la prima che riesce a trovare il gol ha un vantaggio innegabile. Ecco perché una delle virtù che i bianconeri dovranno esercitare è la pazienza. Pazienza che servirà per andare alla ricerca della porta avversaria con giudizio e criterio. Questo atteggiamento potrebbe comportare alcune fasi di calcio non esaltante, ma è quanto di più pragmatico Cosmi possa offrire alla sua squadra.