Robur: occhi sul Parma – di Filippo Tozzi

La Robur ha iniziato a preparare la trasferta di Parma, tappa intermedia dell’autunno caldo costellato di scontri diretti. Nei sei scontri precedenti tra gialloblu e bianconeri, spicca una netta supremazia degli emiliani. La storia recente parla di 3 vittorie per i ducali, due pareggi ed un solo successo per il Siena. L’ultimo episodio risale alla stagione scorsa, con i gol di Giovinco e Floccari nell’ultima gara interna della Robur. Come ogni settimana, andiamo a scoprire le caratteristiche dell’avversario di turno.

FASE DI POSSESSO

La formazione di Donadoni si struttura secondo un classico 3-5-2. Le corsie sono solitamente affidate ad esterni di ruolo come Gobbi e l’ex bianconero Aleandro Rosi. Gravati del doppio onere di coprire e ripartire, i laterali gialloblu garantiscono comunque una notevole mole di gioco. Non è un caso se il Parma sfrutta la fascia destra nel 38% dei suoi attacchi nelle partite interne. In centrocampo è certamente il reparto più interessante. Il fulcro è Jaime Valdes, esterno di ruolo adattato da Donadoni nell’inedita posizione di regista. Le sue doti nell’uno contro uno sono notevoli, e costituiscono una variabile imprevedibile in una zona nevralgica del campo. Al suo fianco, il tecnico dei ducali preferisce l’interessante coppia Galloppa-Parolo. L’ex bianconero non ha bisogno di presentazioni, dato che si è affermato come uno dei pezzi pregiati della squadra emiliana ed uno dei centrocampisti più solidi per le squadre di media classifica. L’affiancamento di Parolo consente a Donadoni di contare sulla tecnica, garantita da Galloppa, e sulle doti di dinamismo, corsa e tiro da fuori dell’ex Cesena. L’attacco è il reparto più soggetto a cambi. Amauri è un goleador esperto, ma l’età e la particolare struttura fisica lo rendono soggetto a frequenti infortuni. Alle sue spalle, il giovane francese Belfodil scalpita per ritagliarsi un ruolo da protagonista. La varietà è una delle migliori frecce nella faretra di Donadoni, visto che anche in attacco può contare su un elemento duttile come Biabiany. In casa, il Parma dimostra una solidità invidiabile. Nove gol fatti a fronte di cinque subiti, e 11 punti conquistati in 5 gare.

FASE DI NON POSSESSO

Come detto in precedenza, la strutturazione scelta da Donadoni chiede molti sforzi agli esterni. In fase di non possesso, il Parma si è trovato spesso a subire gol originati da azioni provenienti dalle fasce. Il trio di centrali non riesce sempre ad accorciare le distanze per impedire la creazione degli spazi vitali alla manovra avversaria, e spesso si trova a dover fronteggiare gli attaccanti in uno contro uno. La qualità in mezzo al campo di Valdes, Parolo, Galloppa, Ninis e Marchionni viene talvolta pagata in termini di copertura ed attenzione tattica. Il Parma è comunque una squadra che concede abbastanza campo agli avversari. In casa, i ducali permettono 12.8 tiri di media (7° posto in serie A). Inoltre, tra le mura del Tardini i padroni di casa sono i più fallosi dell’intero campionato, con 21.6 falli di media a partita.

L’approccio alla gara sarà ancora una volta la chiave di volta per i destini bianconeri. Le caratteristiche del Parma lo rendono abbordabile per il gioco di Serse Cosmi, fatto di ripartenze veloci e di attacchi sulle corsie. Tuttavia, l’infortunio di Ze Eduardo e le precarie condizioni fisiche di Rosina mettono in dubbio l’assetto tattico basato sul 3-4-2-1. Infine, la vittoria contro il Genoa dovrebbe aver restituito fiducia ai bianconeri. Tuttavia, la sterilità e le poche idee dimostrate nelle ultime gare inducono a chiedersi se la mente possa essere totalmente sgombra da paure e insicurezze. Per portare via punti dal Tardini, la Robur dovrà giocare una gara attenta e ordinata. Nessuno si aspetta che siano i bianconeri a fare la partita, e questo è un vantaggio per le caratteristiche della Robur. Non dimentichiamo infatti che, se si osserva il responso del campo, tra Siena e Parma ci sono soltanto 3 punti di distacco.