Robur: occhi sul Palermo – di Filippo Tozzi

Dopo la terza sconfitta consecutiva patita a Bergamo, i bianconeri di Cosmi sono già a lavoro per preparare la delicata gara interna contro il Palermo. Per la seconda volta in soli 6 giorni, la Robur affronterà la squadra che la precede in classifica. Il bisogno di punti del Siena è innegabile, ed una vittoria è tutto ciò che l’ambiente si augura. Tuttavia una squadra che, come quella bianconera, lotta per la salvezza non può incorrere nel fatale equivoco di considerare il bisogno di punti equivalente ad una partita giocata all’assalto sconsiderato. Ci sarà bisogno di equilibrio e raziocinio per portare a casa l’intera posta, nonostante la classifica dica che i rosanero sono un avversario abbordabile per la Robur. Come ogni settimana, andiamo a scoprire le caratteristiche dell’avversario di turno.

FASE DI POSSESSO

L’avvicendamento in panchina, con l’esonero di Sannino e l’arrivo di Giampiero Gasperini, ha portato con sé anche una rivoluzione tattica. Adesso il Palermo si struttura in modo molto simile alla Robur, con la difesa a tre e le due mezze punte a sostegno dell’unico attaccante. Per quanto riguarda il ruolo di terminale offensivo, nelle ultime tre giornate Gasperini sembra aver  cambiato linea di pensiero. In precedenza, Hernandez era stato schierato come centravanti per sfruttare le sue caratteristiche fisiche. Nelle ultime uscite, il tecnico rosanero ha preferito l’interessantissimo classe ’93 Dybala e il sempreverde Miccoli. Questo avvicendamento cambia radicalmente il modo di attaccare del Palermo. Con Herandez, la palla può essere recapitata anche attraverso palloni alti e lunghi. Con attaccanti meno prestanti, ma più tecnici, il lavoro delle mezze punte diviene basilare. In modo del tutto simile all’azione di Rosina per la Robur, Brienza ed Ilicic hanno il compito di arretrare per farsi consegnare il pallone. Una volta entrati in possesso della sfera, possono scegliere tra due opzioni. La prima è il movimento verso il centro del campo, che mantiene una costante pressione sulla difesa avversaria e libera al contempo la fascia per gli inserimenti degli esterni. La seconda è il duetto con la prima punta. L’abbondanza di valori tecnici del reparto offensivo produce un dato che non sarebbe lecito attendersi dalla penultima in classifica. Il Palermo è 6° in serie A per tiri tentati a partita (14.5 il dato medio) e 5° per tiri nello specchio della porta, con 5 conclusioni di media a gara. Numeri su cui incide anche la presenza di un altro elemento, le cui doti balistiche sono tutt’altro che un mistero. Si tratta di Edgar Barreto, che normalmente impegna i portieri avversari con precise conclusioni dalla distanza. A fronte di questa abbondanza di soluzioni, insolita per una squadra di bassa classifica, c’è da registrare il vero problema dei rosanero in fase di possesso.

Negli ultimi metri, l’incisività del Palermo è deficitaria. Si tratta del peggior attacco della serie A dopo il Cagliari, con appena 6 gol all’attivo. Un dato che fa ben sperare tutti i cuori bianconeri presenti al Rastrello. A ridimensionare l’entusiasmo, tuttavia, ci pensa la qualità media dei tiratori di calci piazzati a disposizione di Gasperini. In questo inizio di stagione, i gol da situazione di calcio piazzato sono stati un incubo per il Siena. Se Ilicic e Barreto non sono una novità, non lo è neppure Miccoli, che ha già messo il suo sigillo stagionale su punizione con la parabola disegnata contro il Chievo.  

FASE DI NON POSSESSO

E’ il punto dolente del Palermo. La causa non si può ricondurre ad una carenza tecnica circoscritta al solo reparto difensivo. Al contrario, la vulnerabilità della retroguardia rosanero è l’effetto principale di un assetto che non fornisce ancora le dovute garanzie in termini di equilibrio. Molto spesso, i reparti si fanno cogliere impreparati a causa della distanza che si viene a creare tra le linee. In particolare, le corsie sembrano essere la ferita aperta nel fianco dei siciliani. Quando la palla viene persa in fase di impostazione, la squadra non è sufficientemente corta per tamponare sulla ripartenza avversaria, e questo genera spazi per il contropiede. Una falla che sembra sposarsi bene con le caratteristiche della Robur, abituata a raccogliere la maggior parte delle proprie occasioni da gol proprio approfittando di questo tipo di situazioni

Questo lo scenario complessivo per quanto riguarda il Palermo. Una considerazione finale è però obbligatoria. Solitamente, le squadre di Gasperini non sono costruite per giocare partite in attesa. Al contrario, il fine primario è sempre quello di produrre gioco. Questo non significa che al Rastrello si presenterà un Palermo all’arrembaggio. Può comunque significare che non ci sarà troppa pressione sul possesso palla della Robur. Scenario che sembra preparato per gli elementi di maggiore tecnica nel gruppo bianconero, ovvero D’Agostino, Ze Eduardo e Rosina. Ancora è presto per ipotizzare una formazione, ma certamente l’assenza di questi tre pilastri nella gara di Bergamo è stata più che chiara.

 

[1] (statistica complessiva conclusioni fuori area palermo)