Robur: occhi sul Genoa – di Filippo Tozzi

Per i bianconeri non c’è tempo per rifiatare. Per fortuna, vista la prestazione di mercoledì sera a Quartu Sant’Elena, la truppa di Serse Cosmi si rituffa immediatamente nella preparazione di una gara, stavolta contro il Genoa. L’ennesima sfida la cui importanza è appena descrivibile a parole. come ogni settimana, scopriamo le caratteristiche dell’avversario di turno.

FASE DI POSSESSO

L’avvicendamento in panchina tra De Canio e Delneri ha portato anche un’apparente mutamento nel DNA calcistico dei rossoblu. Il condizionale è d’obbligo visto che, con due gare giocate nello spazio di 3 giorni, il periodo di osservazione non è tale da costituire una base affidabile. Contrariamente alla sua fama di allenatore affezionato al suo 4-4-2, il tecnico di Aquileia ha schierato due punte ed un trequarti sta alle loro spalle nella sconfitta di ieri sera contro la Fiorentina. Le assenze di Borriello e Jankovic si sono fatte sentire, e la pericolosità del Genoa non è stata sufficiente a scongiurare la sconfitta. Sulla carta, il centrocampo vede il suo regista in Merkel, posizionato al centro della linea mediana a tre. Orfani di Miguel Veloso, vero faro del centrocampo genoano nelle ultime stagioni, i rossoblu stanno cercando di adattare Merkel in quella posizione.

L’attacco sembra essere il reparto in cui Delneri ha meno problemi. L’ex bianconero Immobile, Jankovic e Borriello formano un notevole base di scelta. Borriello è però alle prese con fastidi frequenti, che non gli consentono di trovare continuità. Ultimamente, si è fermato anche Jankovic. Quando al rosa è al completo, il tandem offensivo mette in mostra versatilità e complementarietà da parte dei suoi interpreti. Borriello è solitamente il punto di riferimento, con Immobile o Jankovic che sfruttano le sue sponde per aggredire la difesa avversaria in verticale. Quando la coppia è formata dagli ultimi due, la fase di possesso del Genoa aumenta il palleggio e gli incroci tra le punte divengono più frequenti.

FASE DI NON POSSESSO

Frey ha subito 14 reti in questo campionato. Un dato che posiziona il Genoa in linea con le altre squadre che lottano per  non retrocedere. In trasferta, però, la situazione cambia, con solo 4 reti al passivo. Contro la Fiorentina, la retroguardia rossoblu ha mostrato lacune nei fondamentali di squadra. Mal piazzata e poco reattiva, ha concesso a Pasqual di arrivare da dietro in modo del tutto indisturbato per siglare il gol partita. Se si osserva l’intero campionato, il Genoa è la terza squadra in serie A per tiri concessi a partita (16).

Se queste sono le caratteristiche dei prossimi ospiti del Rastrello, una considerazione è obbligatoria prima di concludere la nostra panoramica. Gli aspetti tattici e tecnici, l’analisi delle singole situazioni e delle tendenza di un avversario, tutto questo passa in secondo piano di fronte al problema principale dei ragazzi di Cosmi. Per correre, la Robur deve prima imparare a camminare. Questo significa che, prima di ogni valutazione di tipo strettamente tecnico, i bianconeri devono fornire una prestazione che duri 90’. Una volta rimasti sul rettangolo verde per tutta la gara, considerazioni puramente calcistiche avranno un senso. Altrimenti, la serata di Cagliari è  destinata a non essere solo un caso.