Robur: occhi sul Chievo – di Filippo Tozzi

La seconda vittoria interna consecutiva ha permesso ai bianconeri di avere a portata di mano la quota salvezza per la prima volta in stagione. Complice il risultato del derby, la Robur non è più ultima in classifica. Uno scenario del tutto nuovo. Tuttavia, come ha ricordato Serse Cosmi, l’approccio alla gara dovrà essere sempre lo stesso. Con l’approssimarsi della trasferta di Chievo, infatti, i bianconeri non devono commettere l’errore di pensare che il compito sia stato portato a termine. L’avversario è di quelli abituati a giocare scontri salvezza, versante in cui il giovane Pescara non si è dimostrato preparato. Come ogni settimana, andiamo a scoprire le caratteristiche dell’avversario di turno.

FASE DI POSSESSO
L’avvicendamento in panchina tra Di Carlo e l’attuale tecnico Eugenio Corini ha portato ad una trasformazione dell’assetto base del Chievo. Dopo anni di 4-4-2, la formazione veronese ha cambiato pelle, trasformandosi in un 4-3-3. Nelle sette gare della gestione Corini, i gialloblu hanno mancato l’appuntamento con il gol solo nella partita persa al San Paolo. I cardini del gioco offensivo sono principalmente due. Il primo è caratterizzato dalle situazioni sulla fascia destra. Nettamente la preferita dal Chievo con il 40% circa degli attacchi, è la zona di competenza di Luciano . Il secondo è costituito dai movimenti incrociati dei due attaccanti di ruolo Thereau e Pellissier. Il capitano veronese è una vecchia conoscenza per la Robur, e per tutte le altre dirette concorrenti alla salvezza. Il francese, al contrario, si è messo in mostra nelle ultime due stagioni. Tatticamente prezioso, può giocare sia da prima punta che da secondo attaccante. La combinazione con Pellissier genera rapidi movimenti di incrocio che disorientano la retroguardia avversaria . Dopo l’arrivo di Corini, la pericolosità del Chievo è notevolmente aumentata. Attualmente, i veronesi stanno abbandonando il fondo della classifica per quanto riguarda i tiri in portata a partita, piazzandosi al 14° posto con 4.4 nelle gare interne.  La cerniera di centrocampo è solitamente costituita da elementi come Guana, Luca Rigoni e Vacek. I primi due costituiscono un punto chiave nell’economia di gioco di Corini, con 95.6 passaggi di media a partita. In questo senso, sarà interessante il confronto con la coppia Bolzoni-Vergassola. Tra le mura del Bentegodi, infatti, il Chievo tende a prendere il comando delle operazioni. Il dato sul possesso palla passa dalla media del 46% al 50.6%. La qualità del palleggio rimane nelle posizioni di bassa classifica, con il 78.8% di passaggi recapitati a destinazione contro il 79 dei bianconeri .

FASE DI NON POSSESSO
L’evoluzione tattica operata da Corini prevede anche alcuni aggiustamenti in fase di non possesso. In particolare, il tecnico veronese chiede sacrificio ai due esterni del reparto offensivo, in modo del tutto simile al compito assegnato da Cosmi alle due mezze punte bianconere. Intasare le corsie laterali è lo scopo principale di questo accorgimento, anche se Corini preferisce una densità situata nella trequarti avversaria.  La difesa del Chievo ha incassato 25 reti, anche se si deve considerare la goleada subita nel San Siro rossonero con il pesante 5-1 finale. Nelle partite casalinghe, l’intasamento delle corsie chiesto dal tecnico riesce a tenere gli avversari sulla metà campo. Lo dimostra il dato sulle zone di gioco. Al Bentegodi, il Chievo concede agli avversari solo il 23% nella propria trequarti. Questo perché riesce ad arginarli con l’azione degli esterni e dei mediani, relegando l’azione a centrocampo per la metà del tempo di gara (49.5%).

Dal punto di vista tattico, si preannuncia una gara molto interessante. Uno dei duelli chiave andrà in scena sulla corsia di competenza di Luciano. Rubin ha dato buona prova di sé nella partita contro il Pescara, ma la maggiore esperienza di Del Grosso potrebbe tornare utile ai bianconeri. Tutto dipenderà dal piano partita disegnato da Cosmi. In ogni caso, le mezzapunte saranno incaricate di fornire un apporto maggiore rispetto al già considerevole lavoro garantito in ogni uscita. La tendenza casalinga del Chievo è quella di alzare il baricentro alla ricerca del gol. Riuscire ad affollare le zone preferite dai veronesi significherebbe innescare il contropiede su basi regolari. Sull’altro versante, infine, Angelo e Rosina saranno gli osservati speciali. Il continuo accentramento del fantasista bianconero libera lo spazio per l’inserimento del brasiliano. Un automatismo che ha già prodotto 3 assist dell’esterno bianconero.

Fonte: Fedelissimo online