Robur, non tutto è da buttare Serve tranquillità

Di certo non un inizio positivo per la Robur Siena, chiamata a riscattarsi da subito nel derby di sabato con l'Arezzo. Un inizio faticoso era da mettere in preventivo, qualcosina in più però, tifosi società e anche lo stesso staff si aspettavano.

"C'è da lavorare" ha sintetizzato Giovanni Colella. Qualcosa di positivo si è comunque visto, anche se il campo ha detto chiaramente come siano più le cose negative da dover risolvere che quelle positive da provare ad esaltare nei prossimi giorni, in vista del derby di sabato.

Cosa va Partiamo dalle cose positive, perchè in queste prime due giornate comunque qualcosa di buono e da cui ripartire si è visto. Sicuramente lo spirito di gruppo che non è cosa da poco in Lega Pro ed è anzi una base fondamentale. Il Siena dimostra di avere già un gruppo coeso, con intenti comuni e con la giusta voglia di soffrire. Lo si è visto quando si è recuperato a Pontedera, si è intravisto anche nelle fasi più complicate contro la Giana Erminio, quando i bianconeri hanno provato a raddrizzare l'incontro fino ai minuti finali. Poi alcuni singoli: senz'altro Stankevicius e Marotta, che costituiscono e costituiranno del resto metà dell'ossatura centrale della squadra. Esperienza e voglia di lottare, condita anche da qualità. Due giocatori importanti, cui costruire qualcosa di positivo. Moschin e Mendicino, poi, completano le note liete: il secondo non avrà fatto sfracelli contro la Giana, ma ha segnato ed è importantissimo per il morale. Sicuramente abbiamo anche visto giovani ed elementi della squadra che potranno solo che crescere dando un apporto qualitativo importante alla squadra. Ma per fare questo serve pazienza e servirà soprattutto trovare meccanismi di gioco che siamo il più possibile acquisibili nelle prossime settimane. Siamo certi che l'obiettivo sarà raggiunto, poi si potrà iniziare a parlare in altri termini.

Cosa non va Amalgama e condizione fisica. Non cose da poco. La differenza con il 3-5-2 della Giana si è visto: meccanismi da oliare, centrocampo che protegge poco la difesa, distanza fra i reparti. Tutti problemi non semplici da risolvere, ma su cui si può (e si deve) lavorare. E che soprattutto sono effetti di cause conosciute: lavoro iniziato in ritardo, squadra completamente nuova. Non sono giustificazioni, s'intende, perchè quando si comincia a giocare per i tre punti bisogna farsi trovare pronti. Servirà una identità ben precisa.

Arezzo Sabato subito gara di fuoco sul campo dell'Arezzo, alle 18,30. Un derby molto sentito, che arriva con i locali galvanizzati dal tre a uno rifilato (in trasferta) alla Carrarese e che sognano di scalare la classifica. Servirà un Siena senz'altro diverso da quello visto nelle prime due giornate. E per averlo serve lavorare sul campo, da subito. (Alessandro Lorenzini)

Fonte: Corriere di Siena