Luca Olmastroni è probabilmente il più famoso dei tifosi Extra Moenia. Abbonato del Siena, ha lasciato la città quasi vent’anni fa creando a Sydney, in Australia, un presidio bianconero con tanto di fan club. “Sono andato via dall’Italia nel 2007 e il club è stato fondato nel 2008”, racconta Luca, che nel tempo ha gestito con la moglie una pizzeria ma “alla fine sono tornato a lavorare nel magazzino, per evitare di lavorare di sera. Forniamo gelati a una serie di negozi e sono felice così”.
Luca, partiamo dall’inizio.
Ero abbonato al Siena, tutte le domeniche andavo a vedere le partite in casa e facevo anche qualche trasferta, moglie permettendo (ride, ndr). Quando siamo arrivati qua, nel primo ristorante dove siamo andati a lavorare, chiaramente italiano, ho scoperto che ci lavorava il fratello di Davide Biondini, che all’epoca giocava nel Cagliari.
E per l’appunto c’era la partita di Coppa Italia ad agosto tra Siena e Cagliari.
Ho colto subito l’occasione e gli chiesto molto sfacciatamente se suo fratello poteva procurarmi una maglia. E lui gliel’ha detto, è stato in Italia perché in ferie e quando è tornato mi ha portato la maglia di Portanova. Lì ho avuto la pensata.
Cosa hai fatto?
Mi sono fatto una stampa del Fedelissimo, non potendo avere una copia cartacea. Sono andato all’Opera House e ho fatto questa foto dove ci sono io con la maglia di Portanova che tengo in mano questo immaginario giornalino. Lì è nata l’idea di creare il club. Ho fatto un articolo, l’ho mandato ai Fedelissimi, che ringrazio tuttora e sono il mio canale di comunicazione con il resto della tifoseria, e quando sono tornato a casa ho messo questa maglia in un quadro su una parete. Qualche sciarpa intorno, qualche foto di qualche esperienza di vita vissuta sul campo… Via via i senesi che sono passati a trovarmi si sono fatti degli scatti. Ultimamente ho creato anche una stanza bianconera.
A muoverti, in ogni momento, la passione per la Robur.
Non cercavo popolarità. Era soltanto un modo per sentirmi più vicino. Sono dall’altra parte del mondo, la domenica quando gioca il Siena passo la notte in bianco.
La popolarità è cresciuta con le apparizioni in tv.
Sono entrato in contatto con Gigi Rossetti, sono stato invitato alle trasmissioni e lì ho conosciuto i giocatori stessi. Una volta ho scambiato la maglia con Portanova, lui mi ha dato la sua e io quella del mio fan club. Poi mi arrivò la maglia di Maccarone.
Quando hai saputo che Maccarone sarebbe finito in Australia, a Brisbane, cosa hai pensato?
Ah, ero contentissimo. Lorenzo Mulinacci mi passò il numero e lui è stato gentilissimo. Ci siamo visti ogni volta, perché il campionato qua è molto corto, ci sono poche squadre e giocano tra di loro più volte. E quindi ogni volta veniva qui a Sydney a giocare ci incontravamo per parlare del suo passato a Siena, incluso il gol alla Fiorentina.
È stato creato anche un logo.
Un’idea mia realizzata da un ragazzo che conoscevo qui. Gli ho dato delle dritte, gli ho detto Siena è una città medievale. Il logo è quello che i Fedelissimi attaccano allo stadio. Negli ultimi tempi no, visto che la gradinata è chiusa e non ci sono tanti spazi per gli striscioni. Però sono convinto che appena riaprirà lo rimetteranno. Una volta in Serie A Sky lo inquadrò e dissero che la popolarità del Siena è arrivata fino all’altra parte del mondo. Cose che fanno piacere.
Come riesci a coltivare a distanza questa passione?
Il discorso è quello che diceva anche Maurizio Spedaletti nella sua intervista. È una fede che non si può spiegare, cioè è una sensazione che ti rende felice indipendentemente dalla categoria. Quando il Siena vince, il resto della settimana è diverso. Sei già più carico, come in questo periodo che sta andando benissimo.
Quando hai già previsto il prossimo ritorno a Siena?
La seconda quindicina di luglio, come l’anno scorso. Mi vedrò un paio di allenamenti durante il ritiro.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol